sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

La banca e l’asta dell’anima
Pubblicato il 27-11-2014


Nel mio articolo “La disperazione di un imprenditore” il protagonista era Salvatore, un benzinaio di sessant’anni che nella sua penultima vita si era dedicato all’attività di costruttore edile. Da tempo, ormai, vive nell’angoscia perché gli istituti di credito gli stanno portando via la casa e lui non sa come “parare il colpo”, oltretutto è anche sprovvisto dei documenti bancari di sua spettanza. Li aveva chiesti più volte alla banca ma non glieli volevano dare, questo nonostante fosse un suo diritto.

Gli estratti conto riguardanti i rapporti tra banca e cliente devono poter essere prodotti in copia e consegnati al cliente, soprattutto quando la richiesta è giustificata dallo smarrimento degli originali: avete idea di quanta posta non viene consegnata? La notizia è recentissima: il nostro Salvatore si è recato per l’ennesima volta nella sua filiale per supplicare gli fossero fatte le fotocopie dei suoi rapporti con l’istituto, “pezzi di carta” indispensabili per il suo sacrosanto diritto di difesa contro il pignoramento dell’abitazione. Ma puntuale come la morte ecco arrivare “vestito di nero come un becchino” il funzionario che, questa volta, tratta il cliente addirittura in malo modo minacciando di chiamare le forze dell’ordine.

Fantastico, Salvatore abbandona la disperazione ed esce dalla banca con lo sguardo del bambino che ne sta combinando una: è lui che va presso la Stazione dei Carabinieri, racconta fatti ed antefatti, insomma si autodenuncia, dice che tornerà in banca con acqua, una coperta, latte e biscotti e non si muoverà da lì senza le sue fotocopie. Il Maresciallo, vista la situazione, alza il telefono e chiama il signor “becchino” che dopo un’ora esatta consegna puntualmente al nostro “eroe” tutti i documenti che chiedeva inutilmente da mesi, al “prezzo offerta” di soli 10 euro! Anche se è evidente nella narrazione dei fatti raccontati, non posso ignorare che, se i documenti al nostro Salvatore non gli fossero spettati, col piffero che “Becchino” li consegnava!!! Questo è solo uno dei tanti, troppi episodi, che ogni giorno “matti ed inservienti” vivono all’interno delle banche, nessuno lavora più, sembra di essere dentro il film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”: lo ricordate?

Una gran confusione per fuggire dal “manicomio”, meglio, dispetti inutili oltre che infantili; l’aggravante però è che in questa gara della follia ogni tanto qualche “paziente” sfortunato non riesce a produrre i documenti necessari in tempo utile per la sua difesa, e la casa viene pignorata. Ma davvero dietro c’è un manicomio? No Signori miei, affari, solo affari!!! Raccontiamo il resto della storia del nostro protagonista. Quasi da subito (all’inizio della sua Odissea) Salvatore aveva notato che alcuni funzionari della sua banca erano particolarmente interessati alla sua dimora. Col passare del tempo ha avuto il convincimento, e forse le prove, che in modo molto scrupoloso un funzionario in particolare aveva messo gli occhi sulla sua abitazione per la dimensione e per la pregevole posizione. Salvatore è convinto, e me l’ha confessato, che qualcuno all’interno della sua filiale stia facendo di tutto per portargli via la casa, non per il dovere di legittimare un “giusto risarcimento” da parte del creditore ma per essersi “infatuato”, non ci è dato di sapere se per se stesso od altri, proprio di quell’immobile.

Un classico caso di interesse privato in atti d‘ufficio! Questa situazione mi fa letteralmente infuriare perché non è la prima volta che sono testimone di simili vessazioni “interessate”. La pratica dell’affare trasmesso “sottobanco” ha in Italia una lunga tradizione. Dalla popolare “soffiata” per i numeri del Lotto, inventati da non si sa quale veggente, alla confidenza degli anni del boom della new economy di qualche fattorino addetto al borsino per poter investire a colpo sicuro su questa o quella società quotata in Borsa, si arriva all’odierna azione pianificata per potersi “arraffare” questo o quel immobile di pregio. Funziona così: Il riccone speculatore di turno, lo “schifoso” insomma, stimato solo dalla banca, si rivolge al funzionario ben informato per capire se ci sono in giro “buoni affari”.  Con questo termine intendono dire, nello slang degli “squali”, se c’è qualche famiglia od imprenditore in difficoltà, ma con un patrimonio

Immobiliare allettante, non dategli la “medicina”. Una volta individuata la “preda”, l’accordo tra funzionario e speculatore è quello di mettere ulteriormente in crisi la “vittima” negandole i successivi aiuti finanziari, non concedendole più credito, anzi, chiedendo il rientro dei fidi in essere. Questa chiusura di accesso a qualunque forma di finanziamento, con l’inevitabile segnalazione alla Centrale Rischi (necessaria per non consentire ad altro istituto di poter dare una mano “simbolica” al malcapitato), mette il cliente in ginocchio. Ed attraverso una premeditata confidenza del “Becchino” di vendere per salvarsi, o, cosa più grave, dare avvio a procedure coercitive per mettere all’asta l’immobile in questione, ecco chiudersi il cerchio dell’affare avviato ed ottenuto dallo “schifoso” speculatore. Una volta si combattevano le guerre con le spingarde per conquistare terre e feudi, castelli e villaggi. I combattimenti di oggi non vedono più protagonisti i discendenti di Pietro Micca che si fronteggiavano con la polvere da sparo, ma solo “i ladri del tempo di Dio”, gli usurai, gli “schifosi” appunto. I frutti di decenni di lavoro e di sacrifici per ottenere qualche agio immobiliare vengono in poco tempo spazzati via dai “Becchini” di banca compiacenti ed i loro sodali speculatori. Che poi, nei salotti buoni, hanno l’ardire e la sfrontatezza di vezzeggiarsi per questa o quella “conquista”, questo o quell’affare andato a buon fine sulla pelle di “poveracci” caduti in disgrazia: cosa peraltro che può capitare a tutti, “Becchini” e “schifosi” inclusi!!!

A costoro va tutto il mio spregio. Sono dei vili approfittatori.  Persone che non creano ricchezza e lavoro ma sono solo viscidi individui di ottocentesca letteratura (vedi la piccola fiammiferaia). Ma purtroppo non abbiamo ancora toccato il fondo della vigliaccheria. Pensate alla pratica sempre più diffusa di prendere informazioni personali e famigliari da parte dei funzionari di banca. Per informazioni personali intendo tutto ciò che viene definito sotto la “buffonata” della privacy. Infatti, la legge sulla privacy serve per permettere a chiunque di farsi gli affari tuoi facendoti firmare tonnellate di documenti. Basta farci firmare qualche decina di pagine di condizioni contrattuali illeggibili ed incomprensibili, alla maggior parte di noi, per ottenere di derogare da qualunque freno “inibitorio” su quanto vogliono sapere della nostra vita pubblica e privata. Un esempio è l’attualità del dibattito sui dati sensibili trasmessi attraverso Internet, sui social network tipo Facebook o sui motori di ricerca come Google. Ma ancora prima dell’avvento di questi straordinari aggregatori di informazioni sulla tua esistenza, sulle tue tendenze e sui tuoi gusti, esisteva ed esiste ancora oggi la pratica del “confessionale”, del gossip, del “sentito dire”. Soprattutto se vivi nei piccoli centri urbani, i piccoli capoluoghi di provincia, nessuno è immune da “chiacchiericci” su ogni aspetto delle tue relazioni private e sociali. Ci vuole poco per sapere tutto di tutti, a volte, anche di “Becchini” cornuti.

Una filiale di provincia può raccogliere talmente tante informazioni “confidenziali” sulla tua persona da fare invidia alla CIA ed al KGB. Al punto che, tornando agli “speculatori” voraci come delle iene su un essere agonizzante, non esitano a corrompere infermieri ed inservienti degli ospedali per ottenere indiscrezioni dalle tue cartelle cliniche. Oggi tutte le informazioni sul nostro status viene raccolto in computer il cui accesso è riservato solo ad una determinata categoria di medici. Ma tutti sanno che le password di questi computer sono a conoscenza pure di assistenti ed infermieri, per cui è molto facile passeggiare dentro il tuo corpo, e scoprire cose che a volte non hai capito manco tu! Non possiamo escludere che le banche tali informazioni ricavate da computer posti in reparti come oncologia, unità coronariche o terapia intensiva, possano asservirsene per percepire se e quanto ti rimane da campare, e poter così “aggredire” il tuo patrimonio immobiliare prima di altri. E’ grave quello che succede nei reparti ospedalieri, ma anche lì, o forse proprio lì più di ogni altro luogo pubblico, la tua privacy è violata. Tutti sanno che qualcuno del personale ospedaliero è abbondantemente “unto” dalle imprese di pompe funebri per arrivare prima della concorrenza ad organizzare l’ultimo viaggio del parente defunto: alla faccia della “ridicola” legge di rodotiana memoria. Ci affamano, poi ci aggrediscono, ci osservano dal “buco dell’esofago”, e al momento giusto ci “scippano” dei nostri beni.

In un mio passato viaggio sulla Terra, ho combattuto contro l’infame “traffico di organi umani”. Presto vi racconterò pure di questo, per convincervi che ci sono persone che comprano tutto. Costoro, gli schifosi, per fare ciò e senza lerciarsi le mani, affidano i loro capitali alle banche, che diventano addirittura i battitori d’asta delle nostre “anime”. Così oggi per un pezzo di pane ci offrono l’”arrosto” per l’eternità, ma all’Inferno!!!

Angelo Santoro

 

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Commenti all'articolo
  1. Buongiorno Santoro, in questi ultimi tempi le grandi aziende cercano di mostrare il loro lato migliore proponendosi come società etiche sensibili alla solidarietà sociale. Queste banche invece, di cui anche lei accenna, sembra invece vogliano mostrare il loro lato peggiore. E ci stanno riuscendo benissimo.

  2. vero, io ho avuto un modesto problema di salute. sono stato chiamato in banca dove hanno preteso un’assicurazione aggiuntiva a garanzia del mutuo già in essere da tempo. e pensare che sono entrato in ospedale con il bavero della giacca alzato e da solo. non avevo detto alcunché ‘ neanche a mia moglie per non farla preoccupare.

  3. Beh, in fondo di che cosa ci stupiamo? Non vi è mai capitato di trovare l’avvenente signora, gambe accavallate e tacco 12, camicetta sbottonata, che chiede un finanziamento al direttore di banca? Forse proprio perché io vivo in un piccolo paese e conosco le “fami” e la “fame” del direttore, se vuoi un prestito e sei donna, devi essere “disponibile” con lui. Questo é in Italia il nuovo schiavismo. Sei sei uomo, e magari artigiano, devi andare a casa sua o dei parenti ad imbiancare, aggiustare, ecc … Se non sei donna “disponibile” e non gli puoi essere utile come artigiano, aspettati qualcosa di brutto come il sequestro della casa.

  4. E bravo Angelo, tutte le volte mi illumini con qualche cosa di nuovo. Mi rendo conto di essere troppo ingenua, non avrei mai pensato si potesse arrivare a tali bassezze, quello che racconti fa letteralmente orrore.

  5. Egregio Santoro, la storia di Salvatore e dei documenti richiesti mi lascia ancor più stupefatto. Siamo arrivati al punto che dobbiamo ricorrere all’Arma dei Carabinieri per aver ragione di un nostro diritto. E non stiamo parlando di beghe da condominio ma di rapporti con un’istituzione fondamentale come quella bancaria. Mi viene da dire: grazie che almeno ci sono i Carabinieri!

  6. Quando non interessi più come cliente, oltre ad estrometterti dal circuito bancario con la segnalazione alla centrale rischi, se vivi in un piccolo centro ti trovi pure a dover subire i dileggi del direttore di banca. Una vergogna tutta italiana.

  7. Faccio il medico da tanti anni, ho sempre avuto rapporti bancari di ordinaria amministrazione. Avevo sempre pensato che i promotori scientifici di farmaci, a volte, fossero un po’ troppo disinvolti. Recentemente il direttore della filiale di banca dove sono correntista e’ venuto da me per chiedere, senza mezzi termini, dello stato di salute di un mio paziente gravemente malato. Mi ha detto che era sua intenzione aiutare la famiglia in difficoltà. Solo dopo ho capito che per conto della sua direzione voleva portargli via la casa prima che morisse. Di tutto ciò ho avvisato un mio amico avvocato perché prenda provvedimenti contro questo losco individuo per aver tentato di ingannarmi in maniera volgare e maldestra. Intanto ho chiuso subito il mio conto e ho anche messo in guardia i mie colleghi.

  8. vengono spesso da me direttori di banca per chiedermi informazioni sui pazienti. Sorridono, sono accattivanti, insomma fanno capire che possono avere un’occhio di riguardo se dovessi aver bisogno. Io ho la fortuna di poterli mandare al Diavolo perché ho la forza di fare con quello che ho, ma le altre? Chi ha bisogno veramente? Che squallore!

  9. Sono molte le persone che conosco disposte a vendere l’anima per un po’ di benessere in vita, e se poi dovranno arrostire all’Inferno dicono che poi ci penseranno. E’ proprio su questo stato di necessità che fanno profitti i battitori d’asta di anima degli Istituti di discredito. Sonia

  10. Buonasera, io in passato ho conosciuto persone che si vantavano di aver fatto buon affari immobiliari con l’aiuto dei direttori di banca. Fino ad oggi non mi era chiaro il collegamento tra queste due figure. Dopo il suo articolo, dottor Santoro, ho capito come funzionava il business. Sono solo degli avvoltoi. Se dovesse capitare a me, e lo venissi a sapere, gli andrei sotto casa ad aspettarlo l’infame che si dovesse prendere la mia casa.

  11. Dal suo articolo leggo con stupore una cosa che spesso ho pensato potesse accadere, ma ogni volta mi dicevo che era impossibile perché le norme sulla privacy lo vietano. Ed è la possibilità di sapere tutto di noi. E non mi riferisco ad Internet. Mi riferisco alla mia banca. Spesso mi è capitato che il direttore mi facesse domande su avvenimenti a me accaduti senza che io ricordassi di averglieli mai detti. Poi, tra me e me, rimuovevo il pensiero pensando che magari non ricordavo di avergliene parlato. Invece lo sanno e basta. Allora venerdì, dopo aver letto il suo articolo Santoro, sono andata in banca a chiedere spiegazioni. Il direttore in modo serafico mi ha risposto che è normale che lui debba sapere altrimenti non farebbe bene il suo dovere. E poi, ha continuato la sua direzione dell’UBI Banca pretende che venga dato resoconto di tutti i clienti nel modo più dettagliato possibile. Come dire: vita, morte e miracoli. Ma non possiamo, a questo punto mi chiedo, fare a meno delle banche?

  12. Buongiorno dottor Santoro, lei ci ha descritto un’Italia da operetta. Se non fosse drammaticamente reale tutto quello che ci fa notare, ci sarebbe da trarne una commedia. Invece siamo di fronte ad una vera e propria tragedia con protagoniste le nostre vite, il nostro lavoro, i nostri affetti familiari.

  13. Buonasera Santoro, gli schifosi non sono solo gli speculatori ma anche alcuni funzionari di banca. Approfittando delle necessità della clientela approfittano per farti ogni sorta di proposta indecorosa. Lì davvero, nei loro uffici, ci vorrebbero delle cimici d’ascolto a mo’ di CIA o KGB per dimostrare ai loro superiori di che cosa sono capaci chi porta avanti il nome di un istituto bancario che magari si fregia di essere da oltre un secolo al servizio del Paese. Al loro servizio vorrebbero ridurci!

  14. Banche e speculatori sono sempre andati a braccetto. Di fatto che cos’è una banca se non una società privata che fa della speculazione il suo oggetto sociale. Tutto è finalizzato al guadagno, all’interesse sui soldi impiegati.

  15. Sono cittadino italiano figlio albanesi, non è stata facile mia vita. Mio padre fatto studiare, lavorato tanto per famiglia e comperato casa con mutuo, ma arrivata crisi e pagato più perché senza soldi. Portato via tutto dobbiamo venire da noni a Tirana. Tanti sacrifici e lavoro e studio per tornare da dove venuto. Spero di avere vita meglio qui dove delinquenti si conoscono no come Italia che non capisci quando pure banca prima dice bravo poi ruba anni tanti lavoro noi pagato tuto ma detto solo interessi pagato no casa. Anxo Bruno

  16. Se abbiamo bisogno di rivolgerci alle Forze dell’Ordine per avere la fotocopia di un “nostro” estratto conto bancario siamo alla follia! Alberto
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    Questo commento è inattendibile perché proviene da una medesima fonte che ha postato altri commenti su questo tema, ma con identità diverse.
    Si prega vivamente di non tradire la fiducia dei lettori assumendo identità artefatte.
    Si rammenta che la direzione di questo giornale non può garantire l’autenticità dei commenti.

  17. Come nel film del 1965 di Pietro Germi “Signore & Signori” da sempre nelle città di provincia e nei paesoni si sparla e si “vocifera”. Oggi lo chiamano “gossip”. Allora erano pettegolezzi. Comunque li si definisca riguardavano perlopiù storie pruriginose di famiglie “rispettabili”. Oggi invece il “chiacchericcio” rasenta lo sputtanamento sociale. Se non hai una “fedina penale” immacolata dal punto di vista bancario sei un emarginato. E chi ti rilascia, ti mantiene o ti “sporca” questa fedina penale bancaria? Loro, le banche stesse! Per questo oggi hanno il potere che non dovrebbero avere, nè immaginare di esercitare. Invece, sotto gli occhi di tutti, assistiamo ogni santo giorno a delle vere e proprio “lapidazioni” da parte degli istituti di credito nei nostri confronti.

  18. Le scarpe vecchie di oltre quindici anni, tenute bene ma si capisce che il modello è vetusto. Un maglioncino a V con camicia e cravatta. Un giubbotto grigio o marrone. Età over 60 anni. Questo è l’identikit del modello di speculatore per passatempo. Perché lui si diverte. E’ per lui un hobby. Non deve lavorare per vivere perché ha già accumulato una ricchezza sufficiente per campare almeno altri 300 anni. Nonostante ciò, entra in banca e confabula col funzionario compiacente e un po’ stronzo per trovare il sistema di scipparti la casa, il terreno, la villa, il capannone o il negozio. E’ di bocca buona, non vive di preconcetti, gli va bene tutto purché sia un affare. Ma perché sia tale, per lui, lo deve pagare poco, quasi gratis. La tua casa, il sacrificio che hai fatto con la tua famiglia per poterti permetter di averla, per lui deve valere poco. E come si fa a pagarla poco? Basta mettere in “mutande” il legittimo proprietario ed il gioco è fatto.

  19. Dottor Santoro, scusi se non entro nei dettagli ma quello che lei scrive è uno schifo. Con l’aggravante che lei è stato anche troppo morbido nei confronti di funzionari di banca schifosi, prepotenti, menzogneri ed approfittatori . Dovevo restituire le chiavi di una cassetta di sicurezza che avevo, dove tenevo i miei gioielli poi venduti ai comprooro per campare; sono scesa nel caveau per la consegna della cassetta vuota col funzionario mandrillo, il quale, promettendomi che avrebbe sistemato il mio debito con la banca, si è abbassato i pantaloni … Scusi, ha capito, non vado oltre. Sposata e quasi 50enne ma nonostante ciò, come si dice, costoro sono in guerra contro di noi, ed in guerra non si guarda in faccia a nessuno. O accettare ad inginocchiarmi o cadere in piedi. Ho preferito morire in piedi!

  20. Due anni e mezzo fa mi è stato diagnosticato un cancro ad un polmone ; operato da professionisti seri e dotati di grande umanità ho affrontato il problema con grande fiducia e speranza per il futuro.
    Al contrario ho grandi difficoltà a sopportare il destino che ci tocca causa quella grande neoplasia che ha aggredito tanti di noi prodotta da quelle cellule malate rappresentate da un sistema bancario che non trova opportuna opposizione nelle forze politiche in genere oltre alla criminalità organizzata di cui leggiamo ogni giorno che coinvolge trasversalmente tanti politici che a loro dire stanno risolvendo i problemi del nostro paese.
    Certo è che ,almeno personalmente,sono veramente stanco di sentire personaggi teoricamente di grosso calibro “cinguettare” quotidianamente su twitter dei botta e risposta tra loro che con le difficoltà dell’Italia ben poco hanno a che fare.

  21. Sono in Ospedale, la mia banca con una raccomandata mi chiede di rientrare del mio piccolo fido di cassa. Mi e’ stato anche “sussurrato” dal direttore della filiale, che mi e’ venuto a trovare, se voglio vendere le mura della mia attività. Per il notaio nessun problema, viene al Policlinico, ci pensa lui. Mauro
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  22. Mi auguro una maggiore partecipazione delle Signore ,mogli e/o compagne di noi “briganti”, in quanto solo grazie a Voi siamo riusciti ad arrivare fino a questo momento ancora in piedi.A Voi che ci avete stimolati,sostenuti,pianto al posto nostro ,sacrificate fino all’impossibile, sicuramente dobbiamo infinita gratitudine.
    Grazie ancora da tutti i “briganti”.Oscar

  23. Se il buon Dio mi permetterà di uscire dal Policlinico consideratemi dei vostri, sarò onorato di diventare un “brigante”! Mauro
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  24. Sono vere e proprie vigliaccate quelle descritte da lei Santoro, ma nulla sono in confronto di quello che normalmente fanno gli strozzini ed i loro “compari” di banca. Perché sono talmente sfrontati questi sciacalli che sarebbero capaci di levarti il dente d’oro anche all’obitorio. Spero, se esiste un Inferno laggiù da qualche parte, che possano bruciare per l’Eternità, come ci descrive Dante nella sua Divina Commedia.

  25. Grazie Oscar da parte di una moglie di un “brigante” che quotidianamente lotta con la necessità di sfamare i figli, farlo studiare e dimostrare loro che si può essere felici anche ci mancano tante cose. Perché loro non possono e non devono capire che al mondo c’è così tanta malvagità, non solo nelle cronache nere della TV, ma anche tra chi ti nega un lavoro e chi ti porta via di soldi per andare avanti.

  26. Buongiorno dottor Santoro, quello che lei in modo così puntuale descrive è una delle cause perché in Italia ci siamo ridotti in questo modo. Come avrà letto in questi giorni la società di rating Standard &Poor’s ci ha declassati con giudizio BBB- dopodiché non rimane altro che un giudizio di “spazzatura”. Questo è quello che rimane dei sacrifici che i nostri padri hanno fatto nell’immediato dopoguerra per dare un volto nuovo ad un paese che meritava di più, e per dare a noi figli un futuro prospero. Se lo sono mangiato, invece.

  27. Lei Santoro sembra che si riferisca al mio direttore di banca di UBI Banca. E’ un comportamento che evidentemente viene agevolato se sei fondamentalmente un “malfattore” innato, anche se in giacca e cravatta.

  28. Alleluia alleluia, ho letto Santoro che nei prossimi 5 anni anche i bancari verranno licenziati. E ben in 20.000. Così proveranno a capire cosa significhi restare senza lavoro. D’altra parte ormai le banche non hanno più bisogno di loro. Le banche oggi hanno bisogno di commessi che vendano biciclette e tablet. Stanno giungendo alla fine i tempi dei funzionari spocchiosi. Anche perchè ormai sono inutili: soldi non ne danno; decisioni non ne prendono; rischi non ne vogliono. Checi stanno a fare in banca?!? Tutti a casa, come noi! Alleluia, alleluia.

  29. Anche io sono la donna di un “brigante” ed io stessa sono costretta al “brigantaggio” perchè non ho più un conto in banca, sono segnalata alla centrale rischi (come mio marito) e quindi neanche un bancomat. Pago in contanti, quando li ho. E lavoro “per contanti”. Questo è quello che le nostre “amiche” banche ci hanno costretto a diventare: delle donne e uomini “invisibili”! Come faremmo a mangiare altrimenti?!?

  30. Buongiorno Santoro, grazie per la sua disanima così reale se pur dolorosa. E’ un se pur minimo sollievo il semplice fatto che qualcuno ne parli di questi modi di operare di qualche impiegato di banca, anche perchè tutti si riempono la bocca con la parola crisi dimenticando o tacendo che sono state proprio le banche a causarla. Adesso se ne approfittano pure sulla nostra pelle.

  31. Fra un po’ le banche verranno veramente a prendersi la nostra casa. O magari manderanno qualche sciacallo. Siamo all’annientamento di qualunque dignità umana. Non saprei se sperare, a questo punto, per una rivoluzione ma di tipo francese.

  32. Sono stremato da questa lotta impari contro il sistema bancario. E’ giunto il momento che qualcuno a livello istituzionale le fermi prima che la piazza entri con bastoni e forconi a farsi giustizia da sé. Lei Santoro sarebbe la persona giusta per orientare e guidare questo movimento nella direzione giusta, senza farlo deviare verso estremismi incontrollabili.

  33. Buonasera Dottor Santoro, grazie ai suoi articoli ho imparato che nella vita bisogna diffidare da chi ti vuole aiutare. Le banche, anni fa, ti venivano a cercare per offrirti dei finanziamenti, quasi ti pregavano. E ti dicevano che lo facevano per aiutare la tua crescita, il futuro della tua attività. Bello scoprire poi che, invece, ad un certo punto diventi per loro un fastidio. E ti abbandonano alla mercé degli sciacalli, gli “schifosi” da lei nominati.

  34. Auguro a tutti i lettori e commentatori un Buon Natale in seno alle proprie famiglie , e se alcuni di noi avranno anche poco , non facciamoci mancare il calore umano che da queste scaturisce.
    Inoltre auguri di cuore per un 2015 un pochino più sereno.Oscar e famiglia.

  35. Un consiglio a tutti leggetevi l’intervista a Josè Alberto Mujica Cordano ( El Pepe) Presidente in scadenza di mandato dell’Uruguay e riflettete sul perchè i nostri politici, banchieri e tutti i pubblici amministratori Italiani non si sottopongono giornalmente ad almeno un quarto d’ora di vergogna.Chi lo vorrà criticare lo farà a discapito della sua coscienza.Ha quasi dell’incredibile ma la sua scuola di vita e di pensiero appartiene solo ad uno sparuto numero di uomini e donne al mondo,quindi inutile sperare.Oscar

  36. P.S…onore a questo Presidente ed onorati noi in quanto avendo questo Signore origini Piemontesi , mi piace pensare che nel suo D.N.A. alberghi ancora qualche traccia di buona e bell’Italia.

  37. Mi ostino a scrivere nei commenti del blog del Dr.Santoro in quanto solo qui mi sento un poco a casa mia ,non so se verrà letto ciò che scrivo,penso di no, perchè è da tempo che non leggo nulla da parte di chi di più dovrebbe scrivere, ma non importa per me è come scrivere un diario su tutto ciò che penso,provo, e vivo quotidianamente.
    Ho letto per puro caso l’ultimo lavoro del Dr:Santoro ed Avv.Riccio per puro miracolo avendo aperto ,a margine del giornale l’Avanti,”istituti discredito” pubblicato il giorno 15/11 e scomparso il giorno 17/11 ,per cui ho avuto modo di leggerlo una sola volta ma tanto mi è bastato ,purtroppo però, ne ho perse le tracce e non ne ricordo nemmeno il titolo.
    L’articolo è bello,scritto con la solita e conosciuta abilità di chi lo ha realizzato,gradevoli ed apprezzabilissime le terminologie utilizzate, le citazioni storiche oltre all’acume nell’esporre il vostro pensiero, quindi un mare di complimenti.
    Vorrei però tornare ai miei pensieri molto grossolani riguardo alla strada percorsa fino ad ora da “interessicomuni” sulla quale ero convinto camminassero ,o meglio arrancassero,persone che come per me la più importante impresa fosse quella di arrivare in qualche modo alla fine della giornata e che su quella stessa strada che assomiglia sempre di più ad un erta con buche e sassi,si incontrassero persone le quali con lo stesso linguaggio molto semplice e non particolarmente ricercato, discutessero dei loro gravi problemi in modo tale da sostenersi a vicenda nei casi in cui la solitudine la faccia da padrona e ti uccida in modo spietato.
    Mio malgrado debbo ammettere che non è così, in quanto ogni articolo di Santoro è storia a se ,un pizzico di commenti e nulla più fino all’uscita del successivo; quindi nessuna continuità con i precedenti vanificando in questo modo l’azione di una grande quantità di commenti totalmente slegati l’uno dall’altro.
    Sono e sarò sempre convinto che facendo massa critica ,ma veramente critica, contro ciò di cui Santoro ha scritto fino ad ora potremo essere ,probabilmente, presi in considerazione da chi per ora continua a ribaltarci continuamente in discarica.
    E’ tanto tempo che non vedo più scrivere alcuni nomi conosciuti e questo mi crea dei dubbi e delle perplessità uno tra i tanti con il quale o la quale speravo si potesse avviare un rapporto di amicizia a distanza ,anche con la sua famiglia, l’ho ritrovato/a a commentare l’articolo con foto relativo alla presentazione del
    libro e debbo complimentarmi per il bellissimo commento assolutamente in sintonia con l’articolo in questione.
    Sarebbe triste se “interessicomuni”diventasse magari senza volerlo un club culturale per pochi addetti ai lavori,quindi per cortesia meno citazioni,meno latinismi in quanto sono convinto che le parole semplici e ben dette giungano forse meglio e prima a destinazione.
    Un piccolo esempio in tal senso,mi piace leggere i saggi di Massimo Cacciari ma ho dovuto cedere perchè o studiavo greco o non riuscivo a capire appieno alcuni concetti da lui espressi.

  38. Caro Dr.Santoro ,le confesso che ,come detto altre volte, queste fasi statiche nel commentare creano ansia e turbamento.
    Riesce difficile anche capire dove scrivere ,ho espresso un paio di opinioni sotto il bellissimo articolo suo e dell’avvocato Riccio ma anche lì tutto è fermo e sconsolatamente silenzioso..
    Non si ode più una voce, forse perchè durante le festività si cerca di esorcizzare i problemi non parlandone?
    Non credo sia possibile in quanto gli stessi ci perseguitato sempre ed ovunque quindi quale miglior momento per rapportarci con le sue iniziative e rafforzarle con la nostra costante presenza onde darci la speranza che nell’anno che sta per arrivare alcuni dei destinatari dei suoi articoli possano finalmente prenderne atto ed iniziare a parlarci e discutere nel merito dei due obiettivi principali del suo lavoro ossia ,l’incontro con l’Abi e l’amnistia finanziaria.
    Non riesco ancora a capire perchè non si continui con i commenti in questo blog il quale racchiude tutto il senso di quanto è stato scritto e detto in questi mesi e stracolmo di argomenti su cui commentare attraverso anche proposte dei lettori.
    Continuo a commentare su questo blog per il motivo già spiegato e con questa insistenza mi auguro si possa dare continuità all’azione promossa da lei e dall’Avv.Riccio la quale ,come hanno detto in tanti, fa intravedere una piccola luce e riaccende la speranza che si possa porre rimedio ai danni subiti da tanti spesso aggrediti alle spalle da questa violenza non armata ma di una efficacia incredibilmente pesante.
    Auguro buona fortuna a tutti nella speranza che oltre alla tristezza ed alla disperazione, nei commenti appaia anche quella forza d’animo che nelle nostre passate o presenti attività abbiamo sempre profuso ,ovviamente per il bene di tutti. Oscar

  39. Mi chiedo spesso dove sono finiti tutti quei dannati, appestati che leggevo con entusiasmo ai tempi dell’articolo l’amnistia finanziaria.
    Ben 256 commenti che avrebbero dato spinta anche all’azione di un vero politico.
    Dove è finita quella disperazione trasudante sangue che si leggeva quasi ogni giorno; posso arguire che in molti abbiano risolto i loro problemi, bene e la solidarietà umana dove è finita è rimasta solo ad appannaggio dei preti alcuni dei quali ,e la stampa ce lo comunica spesso della loro solidarietà ne hanno fatto un vero e proprio business.
    Non so cosa dire io continuerò sempre a scrivere se non altro in onore e per rispetto al Dr.Angelo Santoro il quale mettendoci la faccia e penso anche un poco di denaro del quale mai parla ,ha dimostrato nel tempo di essere l’unica persona in grado di ascoltarci,capirci ed agire per nostro conto.Oscar

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