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Opinioni e commenti
 

LA DEROGA DOPO LA TEMPESTA
Pubblicato il 17-11-2014


Maltempo-abusivismo-frane

Da una parte la politica che svela la distanza tra la visione degli amministratori locali e il governo centrale sul grave e contingente problema del rischio idrogeologico. Dall’altra il maltempo che non da’ tregua, uccidendo ancora. Massima attenzione su Liguria, Piemonte, Veneto, Lombardia e Toscana. Mentre le previsioni meteo prevedono ulteriori peggioramenti – ma con una tregua attesa a partire da mercoledì – è stata annunciata la deroga del Patto di Stabilità che “il governo è impegnato ad abbattere in percentuale superiore al 70%”. A dichiararlo è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, durante un vertice questa mattina in Prefettura a Genova con il governatore, Claudio Burlando e i sindaci delle zone più colpite dagli ultimi nubifragi. “I sindaci sappiano che non ci devono essere timori per gli investimenti contro il dissesto idrogeologico e per la sicurezza” ha aggiunto Delrio, assicurando che sarà data ai comuni “la facoltà di rinegoziare i mutui esistenti a nuovi tassi e di accendere nuovi mutui a tasso zero per tre miliardi”. Sul tema degli interventi legislativi legati al territorio – e a proposito delle recenti polemiche sui condoni – è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, specificando che nello ‘Sblocca Italia’ “non ci sarà alcun condono, non c’è un metro cubo che sia uno di nuove costruzioni”.

PASTORELLI (PSI): BENE DEROGA, MA PREVENIRE RISCHIO – “Accolgo con favore l’iniziativa del governo di allentare il Patto di Stabilità per i comuni che hanno subìto disastrosi nubifragi”. Così il deputato Psi, Oreste Pastorelli sull’annuncio di stamane. Pastorelli ha poi sottolineato la necessità di predisporre dei programmi che affrontino la grave situazione relativa al dissesto idrogeologico che si è prodotto in questi anni. “Ci sono degli interventi da effettuare nell’immediato per alleggerire sindaci e amministrazioni e, in modo particolare, le persone che hanno perso casa e lavoro” ha aggiunto l’esponente socialista, ricordando che sono 6 milioni i cittadini che vivono in aree a rischio idrogeologico: “Un allarme che riguarda quasi il 10% dell’intero territorio nazionale, diretta conseguenza di una scellerata azione di cementificazione selvaggia” ha concluso il membro dell’VIII Commissione Ambiente alla Camera.

DI LELLO (PSI): PALETTI ALLE REGIONI, MA MAI PIÚ CONDONI – Sul tema è intervenuto anche Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti. “Ha ragione il premier Renzi quando punta l’indice sul lassismo di alcune Regioni in materia di governo del territorio, ma è altrettanto vero che i condoni edilizi voluti da Berlusconi nel 1994 e nel 2003 continueranno a produrre effetti devastanti per i prossimi 50 anni” Di Lello, già assessore all’urbanistica in Campania per molti anni ha aggiunto che “solo poche settimane fa il governo ha dovuto impugnare una legge della Campania che riapriva i termini dei condoni facilitandone il rilascio anche in zone a rischio idrogeologico”. “Noto che in queste ore il governatore Caldoro ha avuto il buongusto di tacere, ma finché il territorio sarà considerato oggetto di baratto in cambio di consensi elettorali, le lacrime degli amministratori locali saranno lacrime di coccodrillo” ha concluso Di Lello.

LE RECENTI POLEMICHE – Per quanto concerne le polemiche, ieri il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino ha dichiarato che “per salvare vite umane” alle Regioni deve essere concesso di stornare i costi sostenuti per l’emergenza dai vincoli imposti dal Patto di Stabilità. Da Sidney il capo del governo ha lanciato una stoccata, ricordando che sono “20 gli anni di politica regionale da rottamare”. “Il problema del territorio di cui parla il presidente del Consiglio è legato anche ai condoni edilizi. Non li ha fatti il premier e non li abbiamo fatti noi, ma sono stati fatti a Roma. Tre condoni in 30 anni” ha replicato il presidente della Liguria, Claudio Burlando. Nella serata di ieri è arrivata la controreplica di Renzi: “Non parlino di condoni a me, io ho fatto un piano a volumi zero… Ora pensiamo a mettere a posto i danni”.

Silvia Sequi

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