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Opinioni e commenti
 

La pace si allontana: nuovo attentato a Gerusalemme
Pubblicato il 05-11-2014


Gerusalemme attentatoGerusalemme come alle origini torna ad essere la città dei sacrifici, un nuovo attentato, infatti, è stato registrato anche oggi. Con la stessa modalità dell’attentato di quindici giorni fa, un palestinese, considerato membro di Hamas, a bordo di un’auto ha travolto alcuni passanti, nel rione di Sheikh Jarrah, nella zona di Gerusalemme est. Si tratterebbe di Ibrahim al-Akari, di Shuafat a Gerusalemme est, fratello di uno dei detenuti palestinesi rilasciato nell’ambito dell’accordo per la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit.
L’uomo prima ha travolto i passanti vicino alla fermata del tram in un rione di ebrei ortodossi, poi è entrato nel quartiere di Sheik Jarrach, zona mista della città, investendo altri israeliani, dopodiché è sceso dalla macchina per colpire le persone con una sbarra di ferro. L’attentato ha portato alla morte di un uomo e al ferimento di altre dieci persone. Il palestinese è stato fermato e ucciso dalla polizia che gli ha sparato.

L’attentato fa seguito agli incidenti di questa mattina quando era stata aperta e chiusa la Spianata delle Moschee e un gruppo di attivisti ebrei è voluto entrare per pregare per la salute del rabbino Yehuda Glick, ferito da un palestinese, da lì ulteriori scontri tra ebrei e musulmani.

Hamas ha già rivendicato l’attentato e, tramite la sua tv, ha incitato “a prendere esempio” da chi si è immolato per la Spianata delle Moschee.

Sheikh Jarrah attentatoLa tensione è ormai su un piano inclinato, nonostante in questi giorni ci sia stato un tentativo di calmare le acque: Netanyahu e Abu Mazen avevano invitato Gerusalemme a mantenere la calma. Recentemente, poi, il re Abdallah di Giordania ha incontrato il premier israeliano Netanyahu e re Abdallah di Giordania per tentare di riportare la calma a Gerusalemme, oggi invece la Giordania ha richiamato l’Ambasciatore a Tel Aviv in protesta della politica Israeliana sulla Spianata delle moschee di Gerusalemme.

Israele non sembra intenzionata a fermarsi, il Ministero dell’Interno israeliano ha approvato l’edificazione di 500 nuove abitazioni a Gerusalemme Est. Secondo l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini, questa decisione rappresenta un “passo altamente nocivo” nel processo di pacificazione tra Israele e Palestina. Le nuove abitazioni riguarderanno il quartiere di Ramat Shlomo, situato sulla linea verde, ovvero sulla linea che separa le zone controllate da Israele da quelle delle regioni confinanti, per questo la nuova Lady Pesc ha chiesto a Israele di “fare marcia indietro e porre fine alla politica di insediamento a Gerusalemme est e Cisgiordania”.

Ma non è il solo passo indietro nel processo di pacificazione di Tel Aviv: il parlamento israeliano ha approvato una legge che impedisce la liberazione di alcuni detenuti palestinesi, arrestati con l’accusa di omicidio, nel quadro di accordi politici o di scambi di prigionieri.

Il testo dà ai giudici la possibilità di incriminare i colpevoli di omicidio in base alla nuova formulazione di “circostanze particolarmente gravi”, escludendo così che il governo possa rilasciare questi detenuti nell’ambito di futuri negoziati.

Contro Israele arriva, in queste ore, anche la denuncia di Amnesty International riguardo la guerra di Gaza. Le forze israeliane a Gaza si sono “sfacciatamente fatte beffa delle leggi di guerra con una serie di attacchi su case civili, mostrando una insensibile indifferenza alle carneficine causate”, ha detto Philip Luther, direttore di Amnesty International in Medio Oriente, sulla base di un nuovo rapporto pubblicato dall’Ong.

Maria Teresa Olivieri

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