sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

La Pontremolese opera
di Interesse Nazionale
Pubblicato il 17-11-2014


Ferrovia_neveSi è svolto sabato scorso ad Aulla nella Sala Tobagi, su iniziativa della Sindaca di Aulla, Silvia Magnani e del Senatore del PD Caleo, un Convegno di alto livello sulla necessità di proseguire il faticoso cammino dell’adeguamento della linea ferroviaria Pontremolese che collega i porti dell’Alto Tirreno al Brennero.

Presenti il Vice Ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, parlamentari, gli Assessori regionali alle infrastrutture dell’Emilia e della Liguria, l’Amministratore delegato di RFI, Ing Maurizio Gentile, i Presidenti delle Autorità Portuali di Carrara e La Spezia, tantissimi Sindaci dell’area compresa tra Spezia e Massa Carrara, Direttori e Presidenti di importanti associazioni industriali e di categoria, insomma un parterre veramente autorevole a dimostrazione di quanto l’opera sia ritenuta di enorme importanza per i territori e quanto essa serva a consolidare prospettive di crescita legate alla logistica e ai porti dell’Alto Tirreno.

Molti degli intervenuti hanno ripercorso le tappe di un cammino che nel tempo ha portato a raddoppiare e adeguare la linea in territorio ligure e solo in parte in quelle emiliano assorbendo risorse per oltre 800 milioni di euro, senza però ancora risolvere per intero il problema che ne richiede altrettanti ed in modo particolare  richiede più di 1 miliardo per la realizzazione della nuova galleria di valico.

I convenuti hanno sottolineato come l’avanzamento dei lavori costituisca un asset per lo sviluppo del territorio di enorme importanza, anche alla luce dei crescenti traffici del Porto di la Spezia e della sua attitudine a movimentare per treno la percentuale più elevata che si registra in Italia ( oltre il 35%). Ma l’opera – come ha ben evidenziato il Vice Ministro Nencini- supera il pur importante ed esteso confine territoriale ponendosi all’attenzione del Paese come opera strategica nazionale.

Tale concetto è stato ben espresso e argomentato dall’Assessore Regionale dell’Emilia Romagna Alfredo Peri, il quale, ha anche evidenziato come una diversa ripartizione modale che sposti su ferro buona parte del traffico che oggi viaggia su gomma, non solo costituisca adempimento alle linee più volte espresse dalla Unione Europea ma può e deve contribuire anche al miglioramento della qualità ambientale che proprio nella Pianura Padana continua a rappresentare un’emergenza sociale e sanitaria.

Sotto questo profilo sarebbe utile- continua Peri- che si iniziasse a pensare seriamente ad introdurre meccanismi tipo Eurovignette volti a favorire spostamento da gomma a ferro e cogliere l’occasione del rinnovo della concessione alle Società Autostradali per chiedere alle stesse di accantonare parte dei ricavi, da utilizzare in investimenti sull’ammodernamento della rete ferroviaria, o essere loro stesse operatori plurimodali sul modello di Auto Brennero.

La questione della copertura dei costi dell’opera (per i cui completamento servono ancora 1.200 milioni) rappresenta oggi uno dei principali problemi ma l’insieme delle misure che possono essere adottate e l’avanzamento per fasi, possono rendere questo obbiettivo non così difficile da raggiungere,.

Va tenuto presente anche il ruolo che la Comunità Europea può giocare su questa partita, riconsiderando la strategicità dell’opera, oggi inserita tra le reti comprehensive e quindi destinata a una realizzazione in la nel tempo.

Infatti  occorre tenere presente che il Regolamento 1315/2013 del Consiglio e della Commissione ha stabilito la distinzione tra rete core, corridoi e rete comprehensive della complessiva rete transeuropea dei trasporti. La rete comprehensive dovrà essere realizzata entro il 2050, ed in essa è stata inserita la linea Parma – La Spezia. Furono fatti sforzi comuni tra Regione Liguria e AP e parlamentari europei per l’inserimento della linea nella rete TEN-T, e si ottenne, ma in questa classe che ha una temporizzazione più lunga per la sua attuazione rispetto alla rete core (2030). Le mappe sono “blindate” dagli allegati al Regolamento ed è prevista una revisione intermedia, ad oggi nessuno spostamento è stato concesso in alcun paese. Regione ed AP hanno evidenziato nella sede opportuna, il Forum Corridor insediato a Bruxelles (coordinato da Mr. Pat Cox per quanto riguarda il corridoio Scandinavia-Mediterraneo che ha sostituito il precedente Helsinki-LaValletta) che la realizzazione di alcuni tratti di comprehensive, però, possono realizzare, con minori tempi e costi, vantaggi analoghi ad alcuni tratti core perché funzionali a migliorare le performance dei nodi logistici, nel nostro caso il Porto della Spezia. Regione Liguria non ha chiesto revisioni delle mappe ma una attenzione particolare, anche nella approvazione dei progetti da presentarsi sul CEF nel settennio 2014-2020, ad alcuni tratti di comprehensive, ed analogamente ha fatto Regione Lombardia per il corridoio TIBRE, di cui il nostro tratto costituisce la natura prosecuzione al mare. Ci sono aperture che verranno ridiscusse il 20 novembre a Bruxelles.

Appare del tutto evidente, dal quadro appena delineato, come l’opera debba uscire dalle rivendicazioni territoriali ed entrare a pieno titolo nella considerazione nazionale e transnazionale del problema. Proprio le conclusioni del Convegno, affidate al Vice Ministro Riccardo Nencini, hanno tracciato la road map dei prossimi mesi ad iniziare dalla sottoscrizione di un accordo tra le tre Regioni interessate volto a rivendicare l’indispensabilità dell’opera ma anche la disponibilità a concorrere, sul piano finanziario, alla sua realizzazione. Analoga disponibilità è attesa dalle Autorità Portuali e dagli altri soggetti economici e imprenditoriali che vedono nell’opera una grande occasione di sviluppo delle proprie attività.

Il primo impegno sarà comunque quello di recuperare i 200 milioni già stanziati per il raddoppio Vicofertile –Parma e poi spariti dal Decreto Sblocca-Italia.

Arcangelo Merella
Responsabile nazionale Infrastrutture PSI

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