martedì, 22 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’autunno di Nichi
Pubblicato il 27-11-2014


Certo che è difficile prendere atto che, soprattutto in politica, non si può essere buoni per tutte le stagioni.

Se non lo si comprende e non si compie il fatidico passo indietro, prima che sia troppo tardi, si rischia di divenire oggetto di scherno e ilarità o peggio di commiserazione.

In questi giorni, contrappuntati dalla commedia degli orrori messa in scena dallo sgangherato Carro di Tespi dei post cattocoministi della minoranza Pd, protagonisti e vittime di una indecorosa pantomima che li porta ad abbaiare sempre più spesso alla luna, non poteva mancare l’ingresso dalla comune dell’affabulatore Nichi Vendola, alle prese con la soluzione del problema della sua sopravvivenza politica, ora che il partito che ha plasmato a sua immagine e somiglianza, Sel, dopo i rovesci e le mini diaspore dei suoi compagni di strada, affrancatisi in tempo dalla sua avvolgente tutela,  appare una fragile barchetta in balìa dei marosi provocati da una tempesta senza fine che ha decimato quella che fu l’area della sinistra radicale e antagonista italiana.

Il punto è che Vendola proprio sembra non volersi rassegnare all’arrivo dell’autunno che riguarda soprattutto lui, la sua sfibrata leadership e l’impossibilità di potere essere ancora considerato interlocutore della sinistra italiana.

Al vulcanico Vendola ed al suo inner circle di spin doctor è venuta meno anche la fantasia: si apprende che dalla Fabbrica di Nichi (qualcuno ne ha notizie?) si passa da oggi a “Human Factor”! Peraltro, sin dalle enunciate premesse, è evidente che la svolta vendoliana altro non prevede che il trasferimento delle colorite narrazioni barocche svolte nel suo politichese incomprensibilmente ostico in una “cosa” che trae la sua ragione sociale dal titolo di un talent show televisivo, mandando in soffitta fabbriche, officine e forse anche Sel.

La convention di Human factor prevista a Milano per il prossimo gennaio che Vendola ha presentato oggi, ha infatti l’ambizione di essere la risposta a sinistra della Leopolda renziana.

Fin qui, “nulla quaestio”.

Sono i presupposti politici su cui la vuole poggiare Vendola che sconcertano.

Quando sostiene che: “Human factor può essere una tappa per capire come mai la sinistra italiana si è addormentata socialdemocratica e si è risvegliata alfaniana o sacconiana”, il minimo che si possa pensare è che, delle due l’una: o Vendola crede che l’elettorato sia bollito o il bollito è lui.

E ancora: “i tempi sono pronti per un’alternativa a sinistra in grado di battere Renzi. Human factor sarà un evento inedito: vogliamo prenderci il lusso di pensare e di guardare a esperienze come quella di Podemos in Spagna e Tsipras in Grecia”.

Quest’ultima affermazione offre la misura di come ormai costui insegua i fantasmi della foresta di Birman e abbia totalmente smarrito la percezione della realtà politica e sociale che lo circonda.

Ma qualcuno davvero può pensare che, ad esempio, uno come Maurizio Landini, che generosamente Vendola definisce “una risorsa”, possa rinchiudersi in un recinto politico con il patronage dell’ormai prossimo ex presidente della Regione Puglia?

Caso mai può essere Landini a domandarsi se Vendola può ancora essere considerato “una risorsa”.

In ogni caso è bene prepararsi: di qui a fine gennaio ne vedremo e ne udremo delle belle.

Ed è lecito dubitare che il talent show politico che ha in testa Vendola riesca ad andare in scena o quantomeno è lecito supporre che, sin dalla prima, si rivelerà un fiasco.

Emanuele Pecheux

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento