domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La CGIL rispolvera la patrimoniale
Pubblicato il 04-11-2014


Patrimoniale-CGILÈ ufficialmente aperta la stagione della caccia… ai soldi. Con la Legge di Stabilità si prevedono tagli più che aggiustamenti e riforme, tanto che le critiche non sono mancate, la forbice tocca infatti oltre il 50 per cento a livello locale, ma se gli Enti locali, città e province, sono quelli di sempre, il rischio è quello del default così come denunciato dal presidente Anci, Piero Fassino in audizione in Parlamento. A fargli eco il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, che parla di “rischio effetto domino” perché questi enti hanno competenze con bisogno di risorse.
La soluzione suggerita dalla Cgil durante l’audizione alla Camera sulla legge di stabilità è stata quella di una patrimoniale sulle grandi ricchezze. “Dal quadro macroeconomico programmatico nella Nota non si desume nessun avanzamento della struttura economico-produttiva del Paese e, dunque, nessun aumento dell’occupazione e del Pil potenziale, su cui si misura proprio l’andamento ‘strutturale’del bilancio e del debito pubblico”.

La Cgil rimprovera gli annunci fatti in questi mesi e suggerisce “un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, da finanziare attraverso un’imposta sulle grandi ricchezze finanziarie (solo sul 5% delle famiglie ultraricche d’Italia)”.

“Con un gettito di circa 10 miliardi l’anno – chiede la Cgil in Parlamento – si potrebbero davvero creare oltre 740mila nuovi posti di lavoro”. Infine durante l’audizione sulla Legge di Stabilità la Cgil chiede poi una forte riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro e da pensione.

La soluzione suggerita della patrimoniale è un rimedio ripescato dagli anni passati, quando più volte si era pensato di mettere mano alle imposte sui patrimoni per una giusta ridistribuzione della ricchezza. Già Riccardo Nencini, segretario Psi, nel 2012, metteva tra le priorità del centrosinistra, durante la presentazione della “Carta d’Intenti per l’Italia bene comune”, la patrimoniale.

Nei Partiti di destra e centrodestra, a cominciare da Forza Italia, la patrimoniale viene usata invece come uno spauracchio per attirare consensi. Tanto che Berlusconi ha convocato per giovedì una riunione congiunta dei gruppi parlamentari di Forza Italia per una nuova strategia, e ha accusato il governo Renzi di aver “applicato una patrimoniale nascosta ai danni della classe media”. Berlusconi ha anche rilanciato l’idea di una mobilitazione del partito contro la politica economica del governo, ma allo stesso tempo in un’intervista al TG5 ha difeso il patto del Nazareno.

Insomma la strategia della patrimoniale pare funzioni quando si tratta di spaventare la classe media almeno a guardare ai successi dell’ex Cavaliere che fece campagna elettorale promettendo di abolire proprio una delle imposte sulla proprietà, l’Ici.

La motivazione è forse il ricordo di una delle ultime patrimoniali famose, limitata al prelievo del 6/mille dai cc bancari, quella nella manovra lacrime e sangue da 90 mila miliardi di lire lanciata da Giuliano Amato che riuscì però nell’intento di risanare i conti pubblici.

La Patrimoniale è certamente una soluzione, prima di tutto per alleggerire i costi del lavoro e secondariamente per redistribuire la ricchezza, ma resta sempre la grande iattura: quando se ne parla vuol dire che non si farà.

Liberato Ricciardi

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