mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

L’EUROPA NEL TUNNEL
Pubblicato il 21-11-2014


Tunnel-Renzi

Gli andamenti positivi registrati nell’area dell’euro nella sfera finanziaria non si sono trasferiti appieno in quella economica” e la congiuntura nell’area “resta difficile”. È un Mario Draghi realista quello che, intervenendo al 24esimo European Banking Congress a Francoforte, ribadisce che la Bce utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione, nell’ambito del mandato, per riportare il tasso di inflazione verso il 2%, “senza ritardi”. Secondo Draghi “è improbabile un forte rimbalzo economico nei prossimi mesi” e, l’indice PMI (Purchasing Managers’ Index, indicatore macro-economico utilizzato nell’analisi del settore manifatturiero, dei servizi e delle costruzioni, ndr) dell’eurozona diffuso ieri lo dimostra. Il numero uno dell’Eurotower, riconoscendo che “l’andamento dell’inflazione nell’Eurozona è diventato sempre più problematico” ha anche precisato che verranno presi in considerazione tutti gli strumenti di politica monetaria, incluso l’acquisto di titoli di Stato, come già fatto dalla Federal Reserve e dalla Bank of Japan. Draghi ha fatto dunque intendere di voler accelerare sul piano per l’acquisto di titoli, ossia a un quantitative easing (che si traduce in una consistente immissione di liquidità, ndr). Nel frattempo, da Berlino è arrivata la proposta del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble secondo cui l’Europa deve “urgentemente cambiare i trattati” almeno per l’eurozona. Secondo Schauble è necessario inoltre un rafforzamento della governance economica con un ministro delle Finanze per i Diciotto, dice: “Non voglio dover difendere l’euro per i prossimi cinque o dieci anni con l’attuale governance”. Avanti! ne ha parlato con Nicola Scalzini, economista e già capo dell’ufficio economico di Palazzo Chigi.

Quale il suo giudizio sull’operato di Draghi ai vertici della Bce?

Ritengo che Draghi alla guida della Bce rappresenti una grande fortuna non solo per il nostro Paese, ma per l’Europa intera. Draghi non solo possiede capacità tecniche e diplomatiche di alto livello, ma anche di convincimento che usa bene soprattutto con la Germania. La decisione di procedere al quantitative easing rappresenta un modo per le banche di ricevere liquidità e aumentare l’attività creditizia. E’ un’operazione efficace e dovuta.

Il vero vertice dell’Europa è diventata la Bce?

Secondo me la Bce è l’unico potere veramente europeo, il resto sono chiacchiere. Non si mettono d’accordo, non c’è una politica della difesa o estera, solo una moneta comune che abbisogna di un supporto politico. Se si creano spazi, Draghi cerca di occuparli.

Cosa pensa della proposta del ministro delle Finanze tedesco di rafforzare la governance economica con un ministro delle Finanze per i Diciotto?

Accolgo positivamente la proposta. L’euro si deve difendere con una responsabilità europea, che si deve concentrare su un ministero della Finanza europea.

E in Italia quali speranze ha Renzi di far ripartire l’economia litigando con tutti a partire dai sindacati? L’Italia è nel tunnel?

Secondo me potrebbe evitare di farsi nemici a parole, e fare più nei fatti. Tatticamente sbaglia, ma la direzione intrapresa è quella giusta. Gli indicatori l’anno prossimo cominceranno ad avere segno positivo. Il terreno si sta preparando per una ripresa. Suggerirei di avere più coraggio nella redistribuzione del carico fiscale, favorendo la produzione, dunque imprese e lavoro. La ripresa economica non sarà a breve, ma dischiude prospettive tranquillizzanti e crescenti nel tempo.

Siria Garneri

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