lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Giuseppe Verdi
e il Risorgimento:
l’impeto di un coro
Pubblicato il 14-11-2014


In-memoria-di-Giuseppe-Verdi-700x472-1VOCE DEL POPOLO: I germi della rivolta sono caduti sui nostri solchi, fecondati dal sangue dei martiri. Spetta ora a Verdi il merito di scaldare di patri entusiasmi la musica e di renderla espressione nazionale, squillo di risveglio a tutti i popoli asserviti. Con Verdi il popolo salirà i palcoscenici d’Europa a gridare le sue ribellioni e le sue tristezze, e la sua arte diverrà uno degli strumenti più efficaci per colpire l’oppressore. Lo scoppio marziale di un coro varrà l’impeto di un assalto e le sue opere avanzeranno agguerrite come manipoli in marcia.

Il Nabucco pare uscire dal cuore della nazione, riassume in una sola elegia il rimpianto e le speranze di tutti i suoi figli. I Lombardi alla prima crociata diluisce il sentimento religioso con quello eroico, illuminato dai bagliori dell’amore. Dio e Patria sono oramai i principi cari a Verdi e al popolo. Ernani, il bandito che indomito e ribelle, trascina la forza del suo braccio e del suo amore in Aragona, in Aquisgrana, in Saragozza, getta un grido che è come una diana: «Si ridesta il Leon di Castiglia».

Nello stesso anno, I due Foscari, in cui il rievocato Leone di San Marco risponde alla diana con un ruggito che è «epos»; ecco nel ’45, Giovanna d’Arco, la Pulcella d’Orléans, creatura intrisa di santità e di eroismo, sacrificarsi alla libertà della Francia; poi, nel ’46, l’Attila che fa andare in visibilio il pubblico veneziano della «Fenice», mentre intorno alla città martire è tutta una siepe irta di baionette; ecco, nel ’49, La Battaglia di Legnano, che si rappresenta a Roma poco prima che il Gianicolo si abbeveri del sangue di Morosini e di Mameli nelle grandi giornate della Repubblica Romana…

I Vespri Siciliani composti nel 1855 avranno addirittura un risvolto profetico: lo sbarco a Palermo di Giovanni da Procida a capo di centinaia di valorosi per liberare l’isola dalla repressiva signoria angioina, sarà precorritore e annunciatore di un altro sbarco che, cinque anni più tardi, in un turbine di camicie rosse, avverrà proprio in Sicilia per liberare l’isola dall’oppressione borbonica. Rigoletto … Traviata … Trovatore … che genio quel Verdi Giuseppe; anche laddove gli echi patriottici non riverberano dalle sue opere, la sua musica realizza la prodezza di rinvenire un comune sentire che stringe assieme l’intero popolo italiano, fiero di sollevare la sua identità ed i sui portenti e di mostrarli al resto del mondo.

Carlo Da Prato

(.. segue..)

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