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Opinioni e commenti
 

L’Opec non taglia la produzione, il prezzo crolla ancora
Pubblicato il 27-11-2014


PetrolioIl tentativo di tagliare la produzione per sostenere i prezzi, e arginare le cadute delle quotazioni, c’è stato, ma senza successo: l’Arabia Saudita, che rappresenta il principale produttore di petrolio tra i 12 Stati che compongono l’Opec, il cartello dei Paesi esportatori, aveva già annunciato la sua intenzione di mantenere invariato lo status quo, ossia l’obiettivo di produzione a 30 milioni di barili al giorno. E così è stato deciso durante il vertice di Vienna, in seguito all’intesa raggiunta a quattro tra gli Stati della Penisola arabica: Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar, ovvero i paesi che vantano le più alte riserve valutarie, e non hanno l’urgenza di alzare i prezzi, a differenza di Venezuela, Iran e, fuori dal cartello, la Russia. Nel frattempo il prezzo dei principali marchi continua a crollare: il Brent è sceso a quota 74.36 dollari al barile e il WTI (West Texas Intermediate, ndr) è a 70.75 dollari, il minimo da 4 anni, è addirittura sceso sotto la soglia psicologica dei 70 dollari, con un minimo di seduta a 69,11. Il crollo in atto dipende largamente dal calo della domanda internazionale e dall’incremento esponenziale della produzione statunitense di Shale Oil, il greggio ottenuto dalla fratturazione idraulica o hydrofracking delle scisti bituminose.

Nel frattempo, però, nonostante l’oro nero sia ai minimi storici da 4 anni, “i prezzi della benzina sembrano non risentirne”. A dichiararlo sono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, rispettivamente presidente di Federconsumatori e Adusbef. Secondo le associazioni dei consumatori, sono 12 i centesimi di troppo sul prezzo attuale della benzina e 17 su quello del gasolio; dati che emergono dalle comparazioni effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori che, da anni, monitora l’andamento dei prezzi dei carburanti, delle quotazioni dell’oro nero e del cambio euro/dollaro. Secondo le associazioni di consumatori è indispensabile che il governo intervenga poiché è sempre più difficile tollerare la lentezza nell’adeguamento dei prezzi, che avviene subito al rialzo e quasi mai al ribasso.

Siria Garneri

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Commenti all'articolo
  1. Molti sostengono che il futuro dell’energia sia lo shale-gas anche Carlo Rubbia ne è un sostenitore. Certamente io non sono Rubbia, ma sono favorevole a che i paesi continuino a sviluppare, anzi incrementare, il solare termodinamico di Rubbia e altri modi di sfruttamento. Il sole è il futuro! Interrompere la ricerca sarebbe un suicidio. L’OPEC non abbassa la produzione per eliminare la concorrenza del gas e del solare.

  2. Il duo “Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti”, scoprono sempre l’acqua calda, Secondo le associazioni dei consumatori, emergono dalle comparazioni effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori che, da anni, monitora l’andamento dei prezzi dei carburanti, e che da anni ripete sempre la stessa abusata e consumatissima litania, sindacalmente aspettando che arrivi Godò.
    Ma che la smettano di prenderci per c……..ni.

    • Il duo Trefiletti-Lannutti scoprono l’acqua calda perché sempre di acqua calda si tratta,di prezzi che aumentano rapidamente all’ascesa del prezzo del petrolio e che non scendono in caso contrario. Cosa dovrebbe fare il duo in questione,applaudire a questa manfrina? Protestare è lecito,non avere poteri decisionali,purtroppo,è altra cosa.

  3. bisogna favorire il passaggio al metano(sperano che il governo non lo tassi) e incrementare la ricerca sulle batterie per le auto elettriche e il fotovoltaico.
    è vergognoso che il solare termico abbia una detrazione al 65% mentre il fotovoltaico solo al 50%.

    cmq ben per noi italiani che il prezzo del petrolio crolli.
    almeno su quel fronte saremo meno tartassati anche se le compagnie petrolifere continuano a comportarsi furbescamente alla pompa.

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