giovedì, 19 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Ue tenta di mettere in riga Google
Pubblicato il 27-11-2014


Google-UEL’Europa tenta di nuovo di mettere ordine nella giungla internet. Il Parlamento europeo ha approvato oggi una risoluzione per mettere in riga Google, attraverso la separazione di motore di ricerca e attività commerciali; una risoluzione che non vincola la Commissione europea, ma con cui si chiede che «la Commissione studi proposte con l’obiettivo di separare i motori di ricerca dagli altri servizi commerciali».
Il timore-sospetto è insomma che il motore di ricerca Google, ormai padrone al 95% delle ricerche che si fanno nel web, approfitti di questa posizione dominante per lucrare vendendo spazi pubblicitari. Insomma, il classico ‘conflitto di interessi’.
Non si menziona direttamente il colosso americano ma si prende di mira concretamente un modo di fare da sempre considerato discutibile per quanto riguarda la privacy e il copyright. Ma a spingere per questa mozione pare ci sarebbero i rappresentanti tedeschi e quelli francesi, sia di centro-destra che di centro-sinistra, preoccupati per ‘evasione fiscale del colosso americano e che hanno fatto non poche pressioni su Günther Oettinger, commissario europeo per l’economia e la società digitale. Oettinger ha così commentato la Consultazione: “Io non parlerei di una divisione vera e propria ma piuttosto di una corretta applicazione della direttiva Ue sulla concorrenza”, ritenendo la risoluzione del Pe “un parere importante che sottolinea quali sono le decisioni che devono essere prese dalla Commissione”

Mentre dall’Europa la pressione per una regolamentazione è unanime in America storcono il naso per un intervento considerato ‘illiberale’. Già nel novembre 2010, la Commissione europea ha aperto una indagine contro Mountain View per abuso di posizione dominante.

Pochi giorni fa, in vista della risoluzione votata oggi, i politici americani hanno replicato alle autorità europee accusandole di voler politicizzare l’indagine antitrust in corso nei confronti di Google. Anche oltre Atlantico l’accusa è unanime: Repubblicani e Democratici del Senate finance committee e dell’House ways and means committee hanno scritto una lettera congiunta alle autorità europee esprimendo “allarme” sulle proposte che “sembrano prendere di mira le aziende tecnologiche americane” sollevano dubbi “sull’impegno dell’Ue verso un mercato aperto”.

Intanto il popolo della Rete sembra non condividere la decisione europea di mettere le redini al gigante di Mountain View allarmata anche dalla recente disposizione sul diritto all’oblio, ma come tutti i popoli anche quello della rete sembra sempre più allarmato che informato.

Liberato Ricciardi

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