giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ma Human Factor no….
Pubblicato il 28-11-2014


Come volevasi dimostrare, e come era ampiamente prevedibile, nasce un cantiere alla sinistra del Pd. Lo promuove naturalmente Nichi Vendola che un partito suo sul quel fronte l’ha già fatto. Solo che non è in buone condizioni. È stato colpito da una scissione. Non riesce ad aggregare l’insieme della Lista Tsipras, che ha di poco superato il 4 per cento alle europee. Forse teme perfino che qualcuno lanci un progetto simile senza di lui. Parte dunque la nuova Leopolda di sinistra che si chiama Human Factor, un nome che ricorda un farmaco, un film da brividi e ancor di più una trasmissione Sky. Pare che Fassina abbia già assicurato la sua presenza perché interessato al progetto, mentre Civati e Rosy Bindi si radunano in Emilia e credo non vorranno mancare all’appuntamento.

Dalle parole di Vendola la collocazione è chiara. Fuori dal Partito socialista europeo, vicino a Pandemos dello spagnolo Iglesias e al movimento greco di Tsipras. Si tratta di due liste che vengono addirittura stimate al primo posto in quei paesi, Spagna e Grecia. E perché non in Italia dunque? Anche Landini, che viene giudicato una risorsa, è allertato e non farà mancare il suo contributo. Dunque quel che si tenta di colmare è la spazio vuoto alla sinistra del Pd. Da Vendola, magari anche Ferrero, fino alla Bindi, passando per Landini, Civati, Fassina. Per ora trattasi di un progetto, cioè di una sorta di piattaforma programmatica da lanciare alla sinistra, e Fassina aggiunge, al centro-sinistra. Magari da sperimentare in occasione delle elezioni del nuovo capo dello Stato.

Quando si vuole formare un nuovo partito si esclude sempre di volerlo formare. Quando si pensa a una scissione si dice sempre quel che dice oggi Cuperlo. E cioè che il partito che si intende abbandonare resta il loro partito. In politica ci sono delle leggi. Non puoi alla lunga continuare a votare contro i deliberati del tuo partito e del tuo gruppo e restare lì. Se poi la dissociazione sfociasse in una palese divaricazione sul voto al presidente della Repubblica la permanenza sarebbe impossibile. L’unico incaglio che vedo è il premio alla lista della nuova legge elettorale. Ma se si votasse con il Consultellum tutto sarebbe semplice. Ecco perché credo che la scissione del Pd aprirebbe subito la strada alle elezioni anticipate con la vecchia legge.

Quel che a mio giudizio devono fare i socialisti, che pure umanitari sono storicamente, é restare lontani da quel progetto. Per almeno tre ordini di motivi. Il nuovo polo o partito nascerebbe fuori dal Partito socialista europeo. E dunque basterebbe questo argomento per noi che siamo storicamente parte integrante di quel mondo e che abbiano richiamato il Pd di Renzi ad aderirvi. Il secondo motivo è programmatico. Vorrei sapere se i socialisti riformisti e liberali hanno qualcosa in comune con chi esalta gli scioperi generali, e perfino l’occupazione delle fabbriche. Se possono, dopo avere approvato il Josb Act in segreteria, in direzione e alla Camera, sguainare la scimitarra della sua demonizzazione. Il terzo è di simpatia. Uso questo termine nel senso tradizionale. Dal greco sun e pathos. Insomma condividiamo qualcosa noi con Rosy Bindi, rimpiangiamo noi l’Ulivo di prodiana memoria? Non mi pare. Lavoriamo per restare nella maggioranza, nel governo, se si può federati al Pd di Renzi, altrimenti con la nostra autonomia politica e di giudizio. Non cadiamo in tentazione, anche se dubito che qualcuno non ci caschi….

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Commenti all'articolo
  1. C’è un denominatore comune che fa diventare un politico di sinistra simpatico: che abbia spiccate doti di umanità, sia creativo, artista, irrituale, gli piacciano le donne (o gli uomini se è donna), concreto, acuto, con visione globale, ambizioso, assolutamente non razzista. Se ha queste qualità avrà successo. I programmi vengono dopo perché, notoriamente, la folla è brava ad annullare un progetto sbagliato ma assolutamente incapace di elaborane uno nuovo. Niki Vendola ha queste qualità?

  2. “human orrorr “… Civati, Fassina, Cuperlo, Bindi, con Ferrero e Diliberto e magari Rizzo, passando per un Di Pietro, con l’ex icona Vendola come leader? Una cosa cosi durerebbe il tempo che intercorre tra Natale e Santo Stefano.. Non credo che si farà. Intanto voglio vedere i ” padri” politici , da D’Alema a Bersani a Prodi e Veltroni, parlo quindi di persone che hanno creato il PD, cosa faranno veramente. I fondatori del PD sono in grado di portare a termine un “parricidio” politico della loro creatura? E per fare cosa? i ” lupetti ” vari, sopra citati, non hanno ne carisma, ne statura, ne progetto politico credibile. Cosa andrebbero a dire in giro: poiché non siamo stati capaci di contrastare Renzi nel PD, allora ci facciamo l’ennesimo “nuovo giocattolo” politico tutto nostro! che poi “tutto loro” neanche sarebbe visto i vari e variegati personaggi in cerca d’autore. Non credo che nessuna persona di buon senso, possa minimamente pensare che mettere insieme tanti “malpancisti” si possa fare una cosa seria e credibile. E’ del tutto ovvio che per un socialista, anche massimalista, una roba del genere sia indigesta. Per noi la strada si fa sempre più stretta e complicata. Premesso che non ci può interessare l’accozzaglia di cui sopra, non possiamo nemmeno annegare nella “tonnara” di Renzi. Per quanti sforzi e fantasia si possa fare, un dato è certo, Renzi non è mai stato socialista, ne lo è diventato incontrando Blair, ne rientrando nel PSE. Opportunisticamente ha fatto l’unica cosa che poteva fare: se voleva contare qualcosa in Europa dove far parte della famiglia socialista, altrimenti qualsiasi cosa avrebbe contrastato i suoi obiettivi. In Italia solo gli anti socialisti lo definiscono tale per denigrare non tanto lui, ma la nostra storia. Ancora oggi!

  3. Personalmente resto Socialista senza aggettivi e certamente non ho alcuna intenzione di rivolgermi a nessuna pianta originale o meno. C’è un però, stare con renzi mi sta stretto perchè renzi con il socialismo non ha nulla ha che vedere e si è iscritto al PSE perché la sua filosofia, oltre a rifarsi alle encicliche papali, è il pragmatismo alla John Locke di conseguenza non si è iscritto al PSE per merito del PSI.

  4. “Lavoriamo per restare nella maggioranza, nel governo, se si può federati al Pd di Renzi, altrimenti con la nostra autonomia politica e di giudizio”, dice il Direttore, dopo aver consigliato, non senza motivazioni, di “ restare lontani da quel progetto” Human Factor, e ponendosi giustamente la domanda del dove può collocarsi l’attuale P.S.I., anche con l’occhio rivolto al futuro.

    Io credo che il discorso andrebbe invece, o piuttosto, “preso più alla larga”, come si usa dire (non per divagare ma semplicemente perché un maggior angolo visuale può risultare abbastanza utile) prendendo innanzitutto atto che l’elettorato, sempre più impensierito da una crisi di cui non si intravede la fine, SEMBRA GUSRDARE in primo luogo ai partiti “maggiori”, ritenendoli più capaci, proprio grazie alla loro “forza” numerica, di tirar fuori il Paese dalle “secche” in cui è venuto a trovarsi.

    Se tale premessa non è infondata, lo spazio politico dei partiti “minori” è destinato a restringersi sempre più, almeno in questa fase, e se questi vogliono mantenere loro rappresentanze nelle istituzioni devono giocoforza entrare nelle fila o sotto l’ala dei “maggiori”, facendo in sostanza “buon viso a cattiva sorte”, con inevitabile SCAPITO della propria autonomia, che verrà sempre meno tollerata per un insieme di intuibili ragioni, e con il verosimile rischio di inglobamento e omologazione (che è un po’ l’opposto dell’autonomia)

    In alternativa ci si può limitare a far soltanto opera di TESTIMONIANZA , utilizzando anche la “rete virtuale” di cui scrive D’Agostino, incuranti dei “posti” e preparandosi ad un eventuale futuro diverso dal presente, anche perché le vicende politiche sono talora mutevoli, e ciò consentirebbe ovviamente di marcare ed “esaltare” la propria specificità e autonomia, ma per non cadere nel DIMENTICATOIO occorrerebbe allora caratterizzarsi con posizioni proprie, non di protesta ma di proposta, su tematiche “calde” e molto sentite, che oggi di certo non mancano.

    Paolo B. 28.11.2014

  5. Penso spesso che il Pd non è socialista (anche dopo l’ingresso nel Pse) e sono critico con Renzi per il suo atteggiamento, per quello che pensa veramente dei socialisti e nel merito di alcune questioni (soprattutto le riforme costituzionali). Ma sarebbe peggio, molto peggio, se andassimo a sbattere in un qualcosa che di socialista non ha praticamente niente, questo human factor (ma un nome italiano no?). Vorrei stare a sinistra del Pd, ma da alleato e pungolandolo sui temi a me cari, ma non all’estrema sx non alleata e che potrebbe indirettamente “aiutare” destra e Lega a riemergere. Saluti socialisti!

  6. Io vorrei partire da un presupposto diverso: di questo progetto non sappiamo ancora nulla di concreto, quindi è difficile esprimere un giudizio in questa fase. Tuttavia, come metodo, suggerirei la massima cautela e di tenere il periscopio in osservazione a 360 gradi. Ho già espresso più volte la mia avversione nei confronti del PD, soprattutto di quello di Renzi, tuttavia me ne guarderei bene anche dal riconoscere un credito a scatola chiusa a questo progetto di Vendola. Il PSI, nella storia italiana, è stato un partito capace di proporre e di proporsi, eviterei, perciò , di accodarci passivamente a quanto proposto da altri. Se la disaffezione per la politica ètale da indurre la gente a non andare a votare, vuol dire che di spazio politico ed elettorale ce n’è ed è tanto. È necessario , però , saper interpretare i bisogni che emergono nella società e, a mio avviso, nessuna forza politica si sta dimostrando all’ altezza delle sfide difficili dell’attuale periodo storico.

  7. “Vorrei sapere se i socialisti riformisti e liberali hanno qualcosa in comune con chi esalta gli scioperi generali, e perfino l’occupazione delle fabbriche. Se possono, dopo avere approvato il Josb Act in segreteria, in direzione e alla Camera, sguainare la scimitarra della sua demonizzazione.”
    Io sono socialista, iscritto al PSI e alla CGIL e farò sciopero il 12 dicembre insieme ai compagni della UIL. Qual’è il problema? E’ lesa maestà?
    Lo sciopero generale è giusto. Al momento il jobs act non rassicura sulla tenuta delle garanzie ai lavoratori di domani che saranno meno tutelati, più precari, contrattualmente più deboli e quindi più poveri. Il voto del psi alla camera esprime lealtà verso il governo ma con SPIRITO CRITICO. Diversamente il documento di maggioranza della direzione definiva il jobs act una bella riforma in termini assoluti. Mi pare che qualcosa sia cambiato. La collocazione del PSI è a sinistra del PD che è un partito di centro che per opportunità si è iscritto al PSE. Non dico assolutamente che il PSI debba collocarsi all’estrema sisnistra ma come diceva Nenni deve stare dalla parte dei lavoratori. E aggiungo: anche dei lavoratori di domani.

  8. La disoccupazione è al 13 per cento, quella giovanile al 43. Siete proprio sicuri che oggi sia giusto uno sciopero generale tutto incentrato sull’articolo 18, quando le fabbriche chiudono e anche i negozi in presenza dell’articolo 18? A me pare questo solo uno sciopero politico. Peggio di quello sulla scala mobile. Perché almeno allora si toglievano alcuni punti in cambio di una promessa di minore inflazione. Adesso non si toglie niente a chi ce l’ha, e si tenta di promuovere maggiore occupazione per chi non ce l’ha.

  9. “Vorrei sapere se i socialisti riformisti e liberali hanno qualcosa in comune con chi esalta gli scioperi generali, e perfino l’occupazione delle fabbriche”.

    Personalmente mi riconosco in queste parole del Direttore, diversamente da quanto si dice in uno dei commenti, dove si considera invece giusto lo sciopero generale in programma per il 12 dicembre.

    Non è certo, almeno a mio avviso, una questione di “lesa maestà, ma il problema si sposta sul come impostare le idee che il Direttore chiede nel suo editoriale di ieri, per caratterizzare la “comunità socialista”.

    Partendo infatti da posizioni così diverse, le rispettive conclusioni potranno essere abbastanza differenti tra loro (ma è forse prematuro e inopportuno parlarne oggi).

    Paolo B. 30.11.2014

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