lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Milano e Roma, la crisi accende le tensioni
Pubblicato il 17-11-2014


Milano-sciopero sociale-scontriLa crisi economica galoppante e le politiche di taglio alla spesa pubblica alla fine hanno dato i loro frutti: non si registrava una tensione sociale tale da almeno vent’anni.
A soffrire maggiormente sono proprio le città maggiori, Roma e Milano, entrambe nelle ultime ore registrano vicende di scontri, tensione e attriti. Milano alle prese con l’emergenza abitativa negli ultimi tempi vede il triste primato delle occupazioni abusive, tanto che quest’estate sono arrivate a toccare livelli record e stamane ci sono stati tafferugli tra contestatori e polizia dopo lo sfratto di una coppia da un appartamento Aler.
Nel quartiere Giambellino una settantina di manifestanti, tutti dell’area antagonista attiva contro gli sfratti delle case popolari, ha lanciato pietre ed estintori contro gli agenti, che hanno risposto con i lacrimogeni. Il risultato è stato il ferimento di un poliziotto, cinque carabinieri e due residenti.
“Il fatto, lo sgomebro, in sè non è molto eclatante, ma riflette bene il clima di tensioni etniche che si respira non solo a Milano ma in Italia. La coppia sgomberata è italiana”, ha detto Roberto Biscardini, Consigliere comunale socialista di Milano, che ha aggiunto: “L’esasperazione e la tensione sociale sono destinate a salire”.

Ma il problema delle tensioni sociali è che nascondono o sono quasi sempre “pressate” da “agenti esterni”. Nel caso di Milano tutto è iniziato quando l’assessore alla Casa del Comune, Lucia Castellano, nel 2011 ha annunciato lo stop allo sgombero dalle case popolari Aler a Milano per coloro che occupano per necessità. Si sono così levati cori di protesta ed è toccato a lui, al sindaco “vendoliano”, Giuliano Pisapia, sedare le polemiche annunciando che “occupare è reato”.
Ma il problema degli alloggi resta, le occupazioni continuano e le organizzazioni di destra cavalcano l’onda per puntare il dito contro l’amministrazione “lassista e di sinistra” che non solo non garantisce un alloggio ai suoi cittadini ma permette e appoggia indirettamente le occupazioni illegali.

A Roma la tensione procede diversamente e basta un po’ di pioggia in più per far risalire e uscire il marcio “dalle fogne”.
Non solo i fatti di Tor Sapienza, le polemiche con la Panda parcheggiata di Marino, ma l’escandescenza qui trova sempre un riscontro… “nero”. Ieri mattina c’è stato un vero agguato fascista contro i supporter della squadra di calcio popolare “Ardita San Paolo”. Un agguato ben organizzato mentre la squadra era in trasferta a Magliano Romano: quaranta persone con caschi in testa e il viso coperto, armati di spranghe e bastoni, scesi da dieci macchine piene, targhe coperte e il guidatore che non spegne mai il mezzo, colpiscono e poi ripartono a tutta velocità. Alla fine il bilancio del raid è pesante: arrivano quattro ambulanze, un ragazzo è trasportato in codice rosso in ospedale per i colpi subiti alla testa, altri quattro arrivano in codice giallo con ferite alla testa, fratture alle braccia (uno dovrà anche essere operato urgentemente) e alle gambe. Un attacco squadrista a tutti gli effetti e di matrice chiaramente fascista: nove neofascisti, dei quaranta aggressori, sono stati fermati a Civita Castellana.
Anche a Roma Marino continua a essere contestato non solo come “sindaco rosso” ma come “amico degli zingari”, il malcontento popolare anche qui vede la buona cavalcata dell’estrema destra, in particolare Casa Pound, che proprio ieri mattina ha sfilato dietro al tricolore nella città medaglia d’oro alla Resistenza con slogan e scritte contro il Sindaco. Tra i partecipanti della marcia anche lui… l’ex sindaco Alemanno.

Liberato Ricciardi

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