giovedì, 19 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

No alla guerra ideologica, sì alle riforme
Pubblicato il 03-11-2014


Non si può che condannare la polizia che ferisce due lavoratori pacifici a Roma (e le responsabilità della Questura sono evidenti dopo il video trasmesso), come non si può che condannare l’azione di alcuni esagitati che feriscono due poliziotti a Brescia. Il clima che si sta creando è pericoloso. L’abbiamo già vissuto e sappiamo come é andata a finire. Mettiamoci anche qualche responsabilità del presidente del Consiglio che usa spesso un linguaggio provocatorio. Copre di battute i suoi oppositori interni invitandoli a una scissione che “non gli toglierà il sonno”, attacca il sindacato e lo paragona a tutte le corporazioni che impediscono le riforme. Oddio, non ha nemmeno tutti i torti. I suoi oppositori, penso alle parole di Cuperlo che lo accusa di mettere in discussione la democrazia, non si capisce perché possano restare nel partito del dittatore. Anzi, si capisce benissimo. Fuori probabilmente rappresenterebbero assai di meno.

Anche sul sindacato si dovrebbe ragionare. Ogni volta che si accende un conflitto sociale alla base c’è sempre il ruolo del sindacato, parlo della Cgil, cioè il suo potere, e la questione che ha mandato su tutte le furie la Camusso, oltre al rapporto preferenziale di Renzi con Landini, oggi più anti renziano di lei, è proprio quell’allargare le maglie alla contrattazione aziendale, assicurando un minimo garantito per tutti. Altro che articolo 18, che non viene tolto a nessuno. Questo è il vero problema. A cosa servirebbe a quel punto la contrattazione collettiva? Ma è giusto questo atteggiamento per chi si mette davvero dalla parte degli interessi dei lavoratori? Certo il presidente del Consiglio poteva essere più morbido e colloquiale. Ma che fine fece Massimo D’Alema quando propose le stesse cose, mettendosi in urto con Cofferati?

Piuttosto è giusto tacere sulle parole di Landini, intervistato domenica da Lucia Annunziata? Landini si è comportato molto bene in strada cercando di placare le reazioni anche giustificate dei lavoratori della Acciaierie di Terni, che dopo avere corso il rischio di essere licenziati e per molti di loro pare questo non solo un rischio, sono anche stati bastonati. Ma affermare che la Fiom non si fermerà dopo lo sciopero generale con duplice puntata a Milano e a Napoli, cosa significa? Cosa vuol dire continuare il conflitto “azienda per azienda”? Cosa vuole dire quell’accenno all’occupazione delle fabbriche? Quando in una democrazia viene approvata una legge la si rispetta. Anche se la Fiom non è d’accordo.

Se poi Landini intende fare politica, o meglio fondare un partito o un movimento elettorale, questo è nel suo pieno diritto. Può continuare la lotta democratica in quel modo. E se Renzi, come il buon Maurizio sostiene, non ha più la maggioranza degli italiani, cerchi di prenderla lui la maggioranza. Invece questo ragionamento non lo convince. Perché Landini non vuole fare “un partitino”, uso parole sue. E qui ci trovo una grande contraddizione che poi rispecchia la mancanza di una vera cultura democratica. Se Renzi non ha più la maggioranza il suo non sarà certo un partitino, no? La verità è che la sfida al governo non la si vuol condurre sul piano elettorale, ma sul piano sociale, del movimento e delle lotte. E questo appartiene alla vecchia cultura massimalista che definiva quell’altra come spregevole tattica elettoralistica. Il problema, infatti, non é mai stato, per costoro, quello di governare il paese, attraverso libere elezioni, ma di determinarne, o quanto meno condizionarne, le decisioni. E qui emerge grande come una casa il paragone con Craxi e il decreto di San Valentino. Anche allora si disse esattamente la stessa cosa. Il governo non doveva decidere, per di più con un decreto, ma concordare il provvedimento col sindacato tutto, cioè anche con la Cgil, senza la quale il governo non poteva deliberare un bel nulla. Chi non vede l’analogia è cieco.

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Commenti all'articolo
  1. Il Direttore richiama giustamente la “vecchia cultura massimalista” che vedemmo all’opera anche sul “decreto di San Valentino”, per dire di una parte che usa ancora, in modo sistematico, lo “strumento” della piazza, che poteva avere indubbiamente più senso prima del “suffragio universale”, mentre la parte “silenziosa” del Paese non scende abitualmente in piazza, per ragioni varie, o non “usa il microfono”, e quindi non fa sentire la propria voce tra l’una e l’altra prova elettorale, rischiando così di essere “ignorata” o “emarginata”.

    Ma se volessimo convintamente cercare una via d’uscita da questa difficile situazione economica, e dalle conflittualità sull’art.18, abbandonando per un attimo l’esasperazione cui può portare la eccessiva “partigianeria” politica, dovremmo avere la modestia di guardarci intorno, e usare se del caso anche lo “specchietto retrovisore” in modo da allargare la visuale, e vedremmo che il cosiddetto “miracolo economico italiano” ha cronologicamente preceduto l’approvazione dello Statuto dei Lavoratori, e una tale constatazione dovrebbe quantomeno indurci ad un qualche interrogativo.

    E’ pur vero che bisogna sempre puntare al miglioramento sociale, e lo Statuto aveva giusto questo scopo, ma se poi risulta che qualcosa non ha funzionato al meglio, oppure, alle condizioni date, sta addirittura creando problemi, occorre sapersi mettere responsabilmente in discussione.

    E’ altrettanto vero che da allora, cioè dall’epoca a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, molta acqua è passata sotti i ponti, e tante cose sono cambiate, anche a livello internazionale, ma potrebbe anche valere la ” teoria dei corsi e ricorsi storici “ di Gianbattista Vico, nel senso di vedere se qualcosa di quella florida stagione può essere ripreso e riproposto.

    Paolo B. 04.11.2014

  2. Lo scontro è in atto, sta diventando pericoloso per il paese.
    Landini da una parte carica i lavoratori con le sue argomentazioni, provocando forse inconsciamente un vero odio nei confronti del Governo, in particolare nei confronti di Renzi. La Camusso offende in tutte le salse il presidente del Consiglio. Renzi è giovane impulsivo brillante non ama ascoltare più di tanto,ma ha un disegno preciso da portare avanti: cambiare il paese, è evidente che le posizioni sue con quelle del sindacato non sono per niente conciliabili.
    Il buon senso ci suggerisce di dire che vada fatto uno sforzo da parte di tutti per essere più accomodanti, ma in questo modo si continuerebbe a governare come nel passato: un colpo al cerchio un colpo alla botte.
    Converrebbe al Paese? Io dico di no.
    Siamo a un punto di non ritorno, ma per andare avanti occorrono dei successi nelle politiche occupazionali, in quelle economiche.
    Se non ci saranno a breve dei segnali positivi prepariamoci al peggio, l’autunno è iniziato.

  3. Preg.mo, in risposta al suo solerte tentativo di critica nei miei confronti, amando il confronto ideologico e di pensiero, aperto e democratico, le dirò che Lei sta migliorando nell’argomentazione. Mi fa piacere per lei,. Per quanto attiene alla legge 300/70, a mio parere non va ritoccata ulteriormente, semmai vanno dispiegate le sue enormi potenzialità, con riferimento al principio ex art. 21, referendario. L’accordo sulla Rappresentanza ha tentato in parte questo. quanto a difendere le posizioni di Renzi, Renzi è palesemente indifendibile, anche dal suo supposto Partito , rispetto al quale almeno, devo riconoscerlo, il ns piccolo rispetta le regole formali. Ma la democrazia di Giugni, Brodolini, Nenni è il concetto attivo e pragmatico , di cui all’art. 3 Cost. co 1 e 2. La regola aurea, che Renzi non comprende perchè è enfant prodige. M a la politica la fanno i Grandi, non i Mandatari. Ma chi è il mandante ? Auguri Del Bue, come S. Paolo sulla via di Damasco, è sulla buona strada del neosocialismo.

  4. Caro Direttore,
    questo stato di cose non e’ altro che il risultato della unione fra’ la DC e il PD….grande fallimento grande porcata polutica che a messo in ginocchio il paese…questi sono i risultati di mani pulite….
    pulite per chi solo per il PSI !!!!!!!!!!!!
    Oggi viviamo una situazione drammatica e vediamo che la FIOM e la CGIL fanno blocco contro tutto e contro tutti solo massimalismo!!!
    No questo e’ un piano ben preciso per bloccare le riforme…
    Allora nel mio piccolo e nella mia esperienza politica mi chiedo ma chi ce’ dietro costoro….quali poteri organizzano sto casino!!!
    E’ inconmprensibile vedere lavoratori polizziotti contro lavoratori che manifedtano….chi manovra questi facinorosi….
    Fa bene Renzi e fa bene Nencini a tirare dritto nonostante tutto….
    Anche l’UE ci si mette sembra che siano tutti d’acordo affinche’ l’Italia non riparta…mentre la Grecia che era messa peggio di noi e’ ripartita…
    Questi contestatori dove erano con il governo Monti !!!
    Allora andava bene tutto anche ai sinistrosi del PD…
    E’ necessario oggi piu’ che mai una grande solidarieta’ nazionale che rimetta ordine in questo casino…
    Basta con i privilegi con la coruzzione con gli sprechi dello stato a tutti i livelli…bssta con i privilegi degli eletti alla Camera al Senato nelle Regioni nelle AUSL ed in tutti gli enti statali!!! E’ una vergogna vedere negli ipermercati gli dtstali pagare la spesa con i buoni pasto e lo sfigato pensionato con la minima che non si puo’ permettere ormai neanche un uovo o un litro di latte per fare il pancotto!!!
    Caro Direttore questa e’ la situazione…sinceramente nonostante il mio ottmismo della volonta’….oggi non ce’ solidarieta’..ce’ solo avidita’ dei piu’ forti come sempre !!!!!!!!!!

  5. Mauro sei proprio fissato non sempre la storia si ripete e il buon marx diceva che la seconda volta è più assimilabile ad una farsa , mauro, io sono cieco è un paragone senza senso e fuori da ogni contesto,il sindacato era altra cosa , come tu sai lama voleva firmare.Il referendum non lo voleva e il pci di allora non ha nulla a che vedere con l’opposizione attuale a Renzi, il punto unico della scaka mobile aveva appiattito i salari il parametro salariale che identifica il salario contrattuale 100/200di fatto era 100/150, la battaglia era popolare ed era ben vista anche dalka fascia degli operai qualificati.Se leggi quello che scrivono i rivoluzionari della uil e della uilm , non angeletti che sta sempre con chi comanda, ti accorgerai che le critiche sono le stesse che faccio io, oropositi buoni nessuna copertura e tfr operazione demenziale detto anche da banca italia, non parluamo di istat, che dichiara il ininfluente la manovra per l’economia, saranno mica tutti pericolosi estremisti mauro, sai chi è veramente estremista mauro poletti che come ben n sai porta avanti gli interessi delle coop e non del mondo del lavoro , sarà un caso che le coop hanno migliaia di cause di lavoro proprio sul demansionamento

  6. Se in un tentativo di avvicinamento tra due differenti punti di vista – riguardo ad una tematica molto importante come il lavoro e le questioni economiche – una parte si irrigidisce, restando irremovibilmente ferma sulle sue tesi, si arriva giocoforza ad acuire le reciproche distanza fino a raggiungere un punto di non ritorno, mutuando le parole di Adriano, e da quel momento mi sembra verosimile, se non inevitabile, che un socialista debba decidere se riconoscersi nelle posizioni riformiste o in quelle massimaliste, e del resto non è la prima volta che questo succede nel corso degli anni.

    Paolo B. 04.11.2014

  7. Compagno Andreini, l’analogia sta nel fatto che sia Craxi sia Renzi fanno una legge superando il veto della CGIL. Tutto qui. Non ho paragonato altro. Ma questo è innegabile. Senza bisogno di essere fissati…

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