domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ocse, per la ripresa in Italia
bisogna aspettare il 2015
Pubblicato il 25-11-2014


EconomiaSolo dalla metà del prossimo anno, si potrà parlare di ripresa per lItalia. È questa la stima dellultimo Outlook dellOcse, secondo cui il Pil del Belpaese nel 2014, dopo la contrazione dell1,9% del 2013, calerà ancora dello 0,4% per poi tornare positivo nel 2015, ma di appena lo 0,2%. Nel 2016, invece, la crescita dovrebbe consolidarsi all1%. In negativo il quarto trimestre di questanno (-0,5%). Si tratta di una revisione al ribasso rispetto alle stime contenute nellOutlook precedente dove aveva previsto una crescita delleconomia italiana pari allo 0,5% nel 2014 e all1,1% nel 2015. Il supporto della politica monetaria della Bce, scrive lOcse, “dovrebbe facilitare le condizioni finanziarie e facilitare una ripresa del credito bancario, che dovrebbe aumentare gli investimenti. A trainare la crescita dovrebbe essere lexport. Limpatto complessivo della politica fiscale sarà inferiore nel 2015, dove i tagli fiscali saranno compensati da riduzione di spesa. La disoccupazione comincerà a diminuire nel 2016, anche se è destinata a restare ad alti livelli, mentre i salari sembrano destinati a restare modesti”. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, in Italia il tasso di disoccupazione salirà ancora nel 2014, toccando il 12,4% dal 12,2% del 2013,e comincerà a scendere lievemente solo lanno prossimo quando arretrerà al 12,3%. Landamento ribassista proseguirà anche nel 2016 quando si attesterà al 12,1%.  La bassa crescita dellItalia e il varo di nuove riforme strutturali giustificherebbe un ritardo nel raggiungimento degli obiettivi di consolidamento fiscale, ha dichiarato il capo economista dellOcse, Catherine Mann. LItalia, ha aggiunto Mann, “ha molto da fare per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro” e deve rendere il proprio sistema fiscale “più favorevole alla crescita”, in particolare dal punto di vista della “composizione delle entrate e della spesa”. LOcse condivide inoltre la scelta del governo italiano di rinviare il pareggio di bilancio al 2017 ma incalza lesecutivoaffinché spinga lacceleratore delle riforme. “Per supportare la crescita economica – si legge nellOutlook – il governo ha,in modo appropriato, ritardato il consolidamento fiscale e ha completato alcune tappe del suo esauriente programma di riforme strutturali”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Già Monti nel 2011 diceva le stesse cose, la stima dell‘ultimo Outlook dell‘Ocse, secondo cui il Pil del Belpaese nel 2012,sarebbe dovuta crescere, corretta poi nel governo Letta ma sempre in negativo, e l’anno successivo, con Renzi che in fondo al tunnel scorgeva una luce, ma era quella rossa del segnale di stop dentro il tunnel. Si è sempre trattato di una revisione al ribasso rispetto alle stime contenute negli Outlook precedenti. Stime da azzecca garbugli della finanza, o meglio da grandissimi e sopraffini mentitori, consapevoli che l’andazzo era previsto e rispondente ad una finanza assassina che ha costruito la recinzione del lagher intorno all’europa, dove le chiavi dell’ingresso sono in mano ai tedeschi, come allora. Con buona pace dei Colorni, Rossi e Spinelli.

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