venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Prima che il Barbagallo canti
Pubblicato il 21-11-2014


Carmelo Barbagallo è il nuovo segretario della Uil. Succede a Luigi Angeletti che lo aveva preceduto con stile, capacità e anche un buon senso dell’ironia. Adesso ci siamo. È vero. Barbagallo ci ha tenuto a rimarcare le differenze del suo sindacato dalla Cgil e in particolare dalla Fiom. Ha infatti testualmente affermato: “La sua idea di sindacato non la condividiamo e non la condivideremo mai”. Poi è venuto al tema dello sciopero generale sostenendo: “Lo sciopero può essere revocato se il governo farà un cambio di rotta sulla legge di stabilità e sulla delega al lavoro”. Ha anche aggiunto che mancano 21 giorni e dunque c’è tutto il tempo per fermarne la proclamazione.

La palla viene passata a Renzi. Diciamo subito che la Uil è stata piuttosto colpita dal mancato accordo sui dipendenti pubblici, avendo in quel settore una particolare influenza. Aggiungiamo che il suo gruppo dirigente naviga in acque insidiose perché, parlando di politica, e siamo sicuri di non sbagliare, la configurazione dei tre sindacati rischia di mettere la Uil fuori dal gioco, visto che la Cisl pare decisamente schierata su posizioni filo renziane e la Cgil tra Vendola e la sinistra Pd. Ma il comportamento della sinistra Pd, anzi di parte di essa, sul Jobs act, con la soddisfazione mostrata dopo l’accoglimento di alcune proposte sui licenziamenti disciplinari, sconfessata dalla Fiom in modi piuttosto netti, potrebbe aver generato la tentazione della Uil di aprire un più stretto rapporto con quest’area. Appoggiare lo sciopero, ma rendersi disponibile a revocarlo se ci sarà un vero cambio di rotta.

Credo che Renzi debba uscire dal suo mondo fatto di giocose battute e di sferzanti affondi polemici con chi la pensa diversamente. La politica è composta anche da paziente senso della misura. Bisogna avere la capacità di tessere il filo di una quotidiana ragnatela di contatti. Ma siamo alle solite. Servirebbe l’esperienza che la squadra di Renzi non ha. Craxi aveva Giuliano Amato, Berlusconi Gianni Letta. Renzi ha Graziano Delrio del quale io non posso che parlare bene. Ma era sindaco di Reggio Emilia fino a poco più di un anno fa. Ha fatto bene Orfini a ribattere a una offesa di Landini che ha affermato che la maggioranza degli italiani onesti sta contro il governo. Le maggioranze, anche quelle degli onesti, si formano alle elezioni. A meno che gli onesti siano solo quelli che danno ragione a Landini. A Barbagallo le nostre felicitazioni e anche un consiglio a Renzi. Si faccia vivo prima che sia tardi. Per parafrasare un passo evangelico: prima che il Barbagallo canti…

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Commenti all'articolo
  1. Fette sempre più importanti della società civile e dei lavoratori sono scontente delle politiche di Renzi, in particolare riguardo al lavoro. Non ha alcun senso e non porterà alcun beneficio economico toccare l’art. 18. Una squadra governativa inesperta e in buona parte mai eletta sta mostrando tutti i suoi limiti. A casa al più presto e poi subito alle elezioni!

  2. Possiamo parlare sino alla noia di sindacati, partiti e di Renzi. il problema vero è che la gente, gli italiani, non ne possono più di una politica che non risolve i problemi e diminuisce le tutele dei lavoratori e dei pensionati. il Pd,a mio avviso, vedrà ridursi il proprio consenso e cresceranno forze come quella di Salvini. sarà il prezzo per aver scelto di stare con i poteri forti e non con i lavoratori.

  3. Non so se la profonda revisione dell’art. 18 servirà a rilanciare l’economia. I motivi del non voler superare la soglia dei 15 dipendenti riguarda anche altre questioni, ad esempio la presenza dei rappresentanti sindacali, soggetti che, a torto o a ragione, non vengono considerati all’altezza del ruolo che dovrebbero svolgere in azienda. Una cosa peró é certa: viene rimosso l’alibi utilizzato da anni quale giustificazione per non assumere, investire e crescere.

  4. La verità è che il dilettantismo, il vuoto nuovismo e l’ incapacità di delineare una strategia che non sia fatua propaganda caratterizzano il renzismo anche nel gestire i rapporti con i sindacati. Bene ha fatto Barbagallo ad aderire allo scipero e complicata è la posizione della CISL su questi fatti, soprattutto in considerazione del vergognoso blocco contrattuale di 6 anni della PA, che conferma che Renzi vede il pubblico impiego solo come Colf della politica, senza avere l’ intelligenza, che avevano ad esempio i DC più illuminati, di capire che senza la giusta considerazione per l’ Amministrazione ed i dipendenti pubblici che in essa operano ogni azione di governo diventa più ardua ed inefficace.

  5. Caro Direttore, è da tempo che svolgi, non se gradito o meno ,il compito di “precettore” del Presidente del Consiglio. Ma a vedere dai risultati, egli non vuole saperne di adottare le giuste sollecitazioni da te esercitate, con sensati consigli, per svolgere con equilibrio e profitto i compiti che gli spettano quale capo del governo e responsabile della politica nel Paese . Speriamo che lo schiaffo elettorale subito, consigli di prendere in considerazione la meritoria e responsabile attività di alleati leali, che comunque non possono sacrificare la loro autonoma funzione nella società

  6. Pregevole pensare che il Sig. Del Bue abbia compreso il nocciolo, Barbagallo è un metalmeccanico nel cuore, conosce la durezza del Lavoro. Ma vorrei anche dire che inevitabilmente la dialettica sarà dentro la Uil, tra comparto Funzione pubblica e chimico e metalmeccanico. Lì si giocheranno, a livello di categoria, dopo lo sciopero generale, le reali dinamiche. Il sindacato a rete vuole essere un asfida programmatica, ma la UIL non è morta, non è in difficoltà. La Uil per sua costituzione è stata l’avanguardia COLTA del sindacalismo italiano, si Pensi a Del Turco, oggi ingiustamente attaccato, a Benvenuto, non capito come vero intellettuale sino in fondo, a Larizza, che in uno stupendo intervento al Congresso ha dato un a semplice, vissuta testimonianza di cosa voglia dire essere socialista.
    Ho seguito personalmente i lavori in parte, posso dire , con onestà, che iL sindacato ha ancora molto da dire, solo deve avere il CORAGGIO definitivo di portare in campo legislativo norme sui consigli di gestione. Si ricorda Olivetti?
    I Renzi, I Nencini, I singoli passeranno, l’idea sociale no. a quella dobbiamo rendere sempre omaggio e solerte difesa, per garantire la nostra identità italiana. Scuserà , forse sono nostalgico, ma io credo, fermamente, che la politica sia una vocazione , che la Politica sia Solidarietà pragmatica non con chi soffre, ma con chi lavora per costruire, a fatica, la sua Repubblica Popolare e Colta ad un tempo. Chi soffre prova disgusto per chi bara, in politica. Ma se si soffre da molti, vuol dire che noi Socialisti abbiamo abbassato la guardia e non vogliamo rispondere . Barbagallo vuole istituzionalmente, per mandato, interpretare questa situazione esistenziale e collettiva. Lo deve alla sua storia, lo deve alla UIL, ai lavoratori iscritti.

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