lunedì, 18 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Rimborsopoli emiliana, scandali veri e scandali finti
Pubblicato il 11-11-2014


Moriconi_rita“Negli atti c’è effettivamente una voce che non mi risulta, che non conosco e che non so che cosa sia. Una voce abbastanza confusa”. Così, a margine della seduta dell’assemblea legislativa, la consigliera del gruppo Pd in consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, Rita Moriconi, indiziata di una spesa in un sexy shop che le sarebbe stata rimborsata con i fondi regionali. Quanto alla possibilità che la spesa sia stata fatta da suoi collaboratori, Moriconi ha aggiunto: “Io non escludo più niente”.
A confermare i dubbi di Moriconi la capogruppo in assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Anna Pariani: “Posso smentire anche io. Ho visto i libri contabili dei rimborsi del gruppo e il sex toy non c’è – ha detto ai giornalisti a margine dell’assemblea legislativa – Come me lo spiego? Non so, un errore. Ma questa singola voce non ha riscontro nei riscontri contabili del Pd. E se non è registrato non può essere stato rimborsato”. Quanto al rendere pubbliche tutte le spese del Pd, Pariani ha detto: “Finché sono in corso le indagini è bene tutelare anche gli indagati”.

Nell’inchiesta della Procura di Bologna sui fondi del consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, sono indagati tutti e nove i capigruppo dell’attuale legislatura (cominciata nel 2010). L’accusa per tutti sarebbe di peculato e coinvolge gli esponenti politici che guidano i gruppi di Pd, Pdl, Idv, Lega Nord, Fds, M5S, Sel-Verdi, Udc e gruppo Misto.

*   *   *

Non solo Signorini

La vera notizia connessa alla presunta rimborsopoli dell’Emilia Romagna sulla quale  i media avrebbero dovuto dare una particolare luce e che invece, come si usa dire, è quasi “passata in cavalleria” è che il gruppo consigliare dell’Idv avrebbe scarrozzato con auto pagate dalla Regione nientepopodimenoche Marco Travaglio, il Saint Just de noantri e il sindaco sliding doors di Napoli Luigi De Magistris, noto in una precedente vita come il magistrato con l’hobby delle inchieste bufala.

Il primo il teorico, il secondo l’attuatore del principio “manette sempre e comunque (specie se si tratta di politici)”. Invece no. Nessuno tra i prodi cronisti di cronaca giudiziaria che abbia chiesto a lor signori conto e ragione dei fatti.

Ai voyeur della nostra malandata informazione è stato sufficiente cavarsela con l’ormai canonico “A loro insaputa” che su rete, giornali, talk show satirici, all’epoca dei fatti di cui fu protagonista, costituirono motivo di dileggio per l’ex ministro Claudio Scajola, divenendo un vero e proprio tormentone caro agli italici cronisti sanculotti.

Molto, molto più interessante occuparsi dei presunti 80 € spesi in un sexy shop dalla consigliera Rita Moriconi che, siccome è una donna (per giunta molto graziosa), ha scatenato le pruderie degli ingrifati cronisti che sono andati subito alla fonte per saperne di più allo scopo di costruire pezzi un po’ pecorecci.
Hanno trovato pane per i loro denti: Rita Moriconi ha risposto picche con argomenti che paiono solidi e non controvertibili e, giustamente, ha annunciato querele.

Sono tempi colerosi: due icone del giustizialismo, uno dei quali un giorno sì e l’altro pure, dalle colonne del suo giornale sparge guano su più gente possibile, l’altro che si scopre garantista “pro domo sua”, sfiorati dal legittimo dubbio che abbiano approfittato dei favori di un gruppo consigliare, acconsentendo a poggiare le loro immacolate natiche su sedili di auto blu, se la cavano con un benevolo inciso nei resoconti giornalistici.
Diversamente da chi, solo per il fatto di essere una donna, peraltro già oggetto in passato di ironie e accostamenti irriguardosi, viene al contrario indicata al pubblico ludibrio.

A confronto di codesti untorelli Alfonso Signorini è una mammoletta.

Emanuele Pecheux

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro Emanuele,
    forse non hai presente cosa sono 80,00 euro per una famiglia in difficoltà. Conosco persone che non possono permettersi nemmeno una igiene dentale (più o meno di quella cifra), mentre consiglieri regionali (non so se e chi, lo stabilirà la magistratura) acquistano giocattoli erotici con i soldi pubblici. Per quanto riguarda Moriconi, comunque, hai ragione quando dici che è assurdo parlare del sex toy. Il vero scandalo è come una persona senza capacità politiche sia riuscita a sedersi in consiglio regionale. Su questo so che saprai darti una risposta.

    • Concordo con Andrea “Il vero scandalo è come una persona senza capacità politiche sia riuscita a sedersi in consiglio regionale” per il resto credo che La signora sia troppo furba per farsi beccare a fare spese del genere con soldi della regione, non sottovalutiamola :-) per i commenti che ha rilasciato la casta donna, “non sono mai entrata in un sexy shop”..mi fanno ridere! come se fosse un disonore entrare in un sexy shop e usare un vibratore!!! per l’altra dichiarazione “no l’avvocato ancora non l’ho” …ma se vive con l’avvocato alle calcagna!!! non fa un passo senza l’avvocato!!! Stendiamo un velo pietoso, e qui chiudo pensando che qualcuno come me e insieme a me se la sta ridendo.

  2. Quello che sta succedendo a Rita è insopportabile. Ha già dovuto affrontare una tragedia familiare. Adesso questa stupida accusa, ma chi l’ha messa in giro? Dicono l’Ansa. Poi è stata ripresa da tutti i giornali e le televisioni. Sapete come un giornale ha definito la capogruppo dei dipeitristi? Una socialista dll’Idv. Siamo oltre il limite.

  3. per non essere censurato, ricommento dicendo che strumentalizzare la morte di una persona (vedi commento Del Bue – disgrazia famigliare) “per figurare “vittima” agli occhi della gente non è cosa degna quando tutti sanno benissimo come erano i rapporti tra le parti.
    e poi perchè censurare bigotta o ridicola? una persona non può apparire agli occhi di un’altra bigotta? non c’è più la libertà di pensiero e di espressione adesso?

Lascia un commento