sabato, 23 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Sciopero generale, sì dalla UIL. Pressioni sulla CISL
Pubblicato il 18-11-2014


Sciopero-generale-5dicembre

Mentre nella maggioranza si discute e si litiga e si cerca una sintesi sul sul Jobs Act, i sindacati si riuniscono per decidere se fare o meno lo sciopero generale tutti insieme il 5 dicembre prossimo, come proposto dalla CGIL, contro la legge di stabilità, le politiche del lavoro e per il contratto bloccato degli statali.

Domattina, mercoledì, in occasione dell’apertura del congresso della Uil, ci sarà un vertice tra i segretari generali di Cgil, Susanna Camusso, e Cisl, Annamaria Furlan, mentre per la Uil parteciperà il segretario generale in pectore, Carmelo Barbagallo per definire le iniziative di sciopero dopo che la Cgil, prima, e la Uil, dopo, hanno deciso per la protesta più forte, lo sciopero generale. Le pressioni sono sulla Cisl che invece ha appena dichiarato uno stop che è limitato al pubblico impiego per il rifiuto del Governo di rinnovare il contratto che resterà bloccato per altri due anni e che è fermo dal 2010.

Intanto il Governo con un emendamento ha modificato il testo sul Jobs Act approvato al Senato prevedendo che il diritto al reintegro nel posto di lavoro sia limitato ai licenziamenti nulli e discriminatori e ”a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato”. L’emendamento sarà presentato in commissione Lavoro alla Camera e dovrebbe raccogliere l’accordo di tutta la maggioranza. Per i licenziamenti economici viene esclusa la possibilità del reintegro nel posto di lavoro prevedendo “un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio”. Per l’impugnazione del licenziamento verranno previsti “tempi certi”. Il lavoro sta andando avanti “positivamente secondo i tempi previsti”, ha commentato il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. L’obiettivo è quello di chiudere l’esame in Commissione giovedì 20 e approdare in Aula il 21, con il voto finale previsto per il 26. Il ministro Poletti non ha escluso che venga posta la questione di fiducia per arrivare all’approvazione definitiva entro l’anno.

Quanto alla questione del Jobs Act, la Uil ha spiegato la ragione della sua contrarietà e la decisione dello sciopero generale perché mancano anche “le risorse necessarie a garantire una continuità agli ammortizzatori sociali, per la protezione di coloro che rischiano la perdita del posto di lavoro”.

Anche l’UGL è pronta allo sciopero generale. Il segretario Paolo Capone ha convocato i segretari nazionali delle categorie del lavoro pubblico e privato, proprio “in vista di uno sciopero generale da proclamare per il 5 dicembre prossimo”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento