venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Andrej Caperna:
C’è molto da fare
per riformare la giustizia
Pubblicato il 03-11-2014


Lo Stato visto come fondamentalismo funzionale, astrattamente hegeliano, dotato di personalità giuridica e delineato a mo’ di essere vivente, Cicerone salus rei publicae suprema lex, fictio, difficilmente può condannare se stesso, ritenendosi infallibile. In tale ottica etico-gentiliana lo Stato, che si è delineato pel tramite del tipico idealismo che sa solo astrarre le idee, di stampo gramsciano, risulta non facitore di giustizia, ma al più di un formalismo giuridico funzionale, che prevarica l’essere, assoggettandolo in un nichilismo che annienta, in un senza senso kafkiano, nell’ingiustizia, che è poi il contrario della Giustizia, denegata giustizia. Difficilmente può esser-ci, dasein, una Giustizia in Italia, finché non vi sarà una seria riforma della stessa, che la renda realmente giusta, in un’ottica di ortonomia, rimettendo l’essere umano al centro del discorso dello Juris dicere.

Oggi così non è, difatti, il giudice ed il pubblico ministero si danno del tu, si chiamano tra loro colleghi, e la Giustizia, rappresentabile con le sembianze della Dea Astrea, figlia di Zeus…per non essere tenuta più in conto alcuno fugge la Terra (Seneca).

E finché PM e Giudice continueranno a darsi del tu e a chiamarsi tra loro colleghi, la Giustizia farà come Astrea, fuggirà facendosi Astro.

Ma torniamo sulla terra a questo punto, e prendiamo le mosse dal Collodi, che magistralmente ci dipinge uno spaccato dello stato della Giustizia italica, in una prospettiva hegeliana, finta, come attualmente è.

Puro rito completa finzione di giustizia, Paolo di Tarso, littera enim occidit spiritus autem vivificat, mentre la lettera della Legge uccide il suo spirito dà la vita.

Nel Pinocchio, tutti ricorderanno l’episodio in cui il burattino di legno veniva truffato dal gatto e la volpe per privarlo delle monete d’oro, quindi il burattino va dal Magistrato per denunciare il reato, ma… è lui che viene tratto in arresto e portato in prigione, in quanto onesto.

Una bella metafora dello stato attuale della giustizia italiana, che da socialisti, non vorremmo che si ripeta mai più, ci piacerebbe, che se i magistrati commettessero torti-errori giudiziari come quello qui descritto, rispondessero civilmente (se del caso pure penalmente) e pagassero i danni cagionati e non restassero invece irresponsabili-impuniti, come attualmente è.

Oggi essi sono legibus solutus, dalla res publica sub deo del medioevo teocratico, siamo giunti alla res publica sub Judice dell’evo post-moderno attuale, ove, con la Legge Severino, sono direttamente i Lor Signori della Corte, che fanno la selezione della classe politica, invece che il corpo elettorale, come dovrebbe essere in una vera democrazia, ma ahimè in Italia vige la Repubblica Penale, ove le guarentigie magistratuali son superiori a quelle papali.

Passiamo a cose più utili del filosofare.

Primum vivere.

Proposte concrete: responsabilità civile dei magistrati, separazione assoluta delle carriere, elezione del Procuratore della Repubblica, abolizione delle misure cautelari (eccettuati i casi di flagranza), sottoposizione  a visita psichiatrica dei magistrati periodicamente, decisioni sulla libertà della persona demandata sempre a organi collegiali.

Alessio Andrej Caperna

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