martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
Una rete virtuale per fare politica
Pubblicato il 26-11-2014


Caro direttore, il PSI è ormai in crisi da troppo tempo. Questa circostanza ci impone una riflessione attenta ed urgente. Noi tutti siamo consapevoli della tempesta che ci travolse vent’anni fa e, da allora, numerosi sono stati i tentativi e gli esperimenti per restituire all’Italia il partito più antico e più glorioso della sua storia. Certo, le delusioni sono state tante e cocenti, ma io mi sento di esprimere gratitudine ed apprezzamento a tutti i compagni che non hanno ammainato la bandiera del socialismo democratico e che hanno rifiutato, sovente, proposte allettanti di seggi o di altra natura in altri partiti.
Tra questi compagni coraggiosi, pur trovandomi in totale disaccordo con l’attuale linea politica di sostegno al governo e di subalternità al PD, annovero anche l’attuale segretario Nencini ed i suoi collaboratori. Non posso fare a meno di domandarmi, tuttavia, che fine abbia fatto quello spirito autonomista e garibaldino degli albori della segreteria Nencini. Perché non abbiamo il coraggio di presentare nostre liste? Perché non assumiamo una posizione politica chiara e riconoscibile all’elettorato, evitando di essere una costola, anzi un osso sesamoide del PD? Inoltre, come mai il PSI sostenne Bersani alle primarie, per poi scoprirsi così religiosamente devoto a Renzi? Io credo che siano tanti i compagni a porsi queste domande. Scegliere di militare nel PSI, per molti, significa farlo con la consapevolezza di affrontare una sfida difficile, tuttavia questo sacrificio sarebbe ampiamente compensato dalla parallela consapevolezza di mirare ad un PSI autonomo e sempre più forte.
Capisco che i partiti maggiori si cuciano delle leggi elettorali su misura per se stessi, ma anche questo andrebbe denunciato con forza e determinazione dinanzi all’opinione pubblica. Anzi, proprio su questo, tutte le forze politiche che sarebbero esposte a rischio di estinzione, qualora tale progetto antidemocratico andasse in porto, dovrebbero unire le forze contro il cerbero bicefalo del patto del Nazareno. Nessun compagno si illuda: non è con la sottomissione al PD che il PSI potrà uscire dalle nebbie! Infine vorrei lanciare una proposta: fare politica con gli strumenti tradizionali è diventato sempre più arduo, cerchiamo perciò di utilizzare strumenti gratuiti e veloci, come quelli che ci offre il web. Propongo, perciò, di affiancare alla rete di sezioni tradizionali una rete virtuale. In soldoni, si tratterebbe di sezioni virtuali, con tanto di segretario e staff, deputate a tenere vivo il rapporto con i territori, senza costringere i compagni ad affrontare delle spese vive, come quelle legate al fitto di una sezione, al pagamento delle utenze e così via. Di tanto in tanto, poi, i membri di queste sezioni virtuali potrebbero incontrarsi, magari con degli appuntamenti a tema, che, a mio giudizio, accrescerebbero comunque la visibilità del partito nei territori. L’ideale sarebbe se si riuscisse a creare una sezione virtuale in ogni comune e in ogni municipalità delle grandi realtà urbane. Insomma, compagni, organizziamoci. Il nostro riscatto dipende solo da noi.
Cordiali saluti.

Sandro D’Agostino
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Commenti all'articolo
  1. Condivido gran parte dell’analisi iniziale. Interessante l’idea della rete virtuale specie come modalità per arrivare a farsi conoscere dal giovane elettorato ed aumentare la partecipazione e il dibattito anche su tematiche locali e per condividere le esperienze ed eventuali soluzioni.

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