giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Se Renzi riflettesse…
Pubblicato il 25-11-2014


Stupisce, ma fino a un certo punto, che Renzi non cambi di una virgola il suo linguaggio, dopo la dèbacle dell’Emilia-Romagna. Lui vince e per due a zero, questo è quel che conta. Il resto, la partecipazione al voto più bassa della storia delle elezioni italiane dal 1946, conta assai meno. Nessuno in democrazia aveva mai parlato così, sottovalutando l’espressione popolare e derubricandola a mera possibilità. Si può governare anche senza il consenso degli italiani in una democrazia formale, perché il voto non è obbligatorio e astenersi rappresenta una decisione possibile. Quel che a Renzi non riesce, per incapacità o per scelta, è approfondire le ragioni di siffatta astensione e per di più nella regione che aveva storicamente votato di più e che da sempre aveva votato a sinistra. Essere folgorato da dubbi, essere soggetto a domande, pare a lui che indebolisca la sua immagine. Il suo linguaggio lascia sempre trasparire certezze, le sue affermazioni sono nette, le sue espressioni condensate in un twitter.

Generalmente Renzi parla al futuro. I suoi termini rimandano sempre al domani. Lui è la speranza e lavora per cambiare l’Italia. Gli altri sono parolai, oltre che gufi e rosiconi. Che il chiacchiericcio continui dunque, sulla mancata partecipazione al voto, ma senza di lui che il tempo lo dedica ai fatti. Il problema è che il futuro diventa presente e anche passato, purtroppo, per tutti e anche per il nostro presidente del Consiglio. E se dopo un anno gli è ancora consentito far trasparire volontà non ancora realizzate, tra un po’ gli verrà chiesto il conto. E siccome sul Jobs act, a mio giudizio, ha ragione, faccia in modo di portarlo in porto entro l’anno o giù di lì. La cosa produrrà una certa lacerazione nel suo gruppo parlamentare, dividendo però la sua stessa opposizione. Lo sciopero generale di Cgil e Uil, se Barbagallo non cambierà posizione, ma dipende anche da Renzi, rischia di logorare ancor di più la sua posizione.

Poi verrà il tempo delle due riforme istituzionali, quella elettorale e quella costituzionale sul Senato. È evidente che Forza Italia, nelle condizioni in cui si trova, non è più in grado di mantener fede al patto del Nazareno. Anche perché l’Italicum è cambiato e non nella direzione auspicata da Berlusconi, mentre i tempi della riforma costituzionale, già lunghi, si allungheranno oltremodo, con la dissidenza del Pd che si farà più determinata e il partito berlusconiano, anch’esso diviso, che rischia di spaccarsi in due o di finire in mano a Fitto e Brunetta. Se poi a gennaio si aprisse anche la crisi del Quirinale con le dimissioni di Napolitano, un altro fronte di guerra si scatenerebbe dentro e fuori il Pd, con evidenti strascichi negativi sul governo.

Renzi farebbe bene ad occuparsi del futuro che diventa presente. E magari fronteggiarlo con meno faciloneria e presunzione. Anche perché siamo convinti che il suo governo non abbia alternative se non le elezioni col Consultellum. Per poi tornare da capo, con una maggioranza che ha bisogno di altri, e con la Lega di Salvini al 15-20 per cento, perché l’Italia non sta andando a sinistra come sostiene qualcuno, ma è semmai la sinistra che deve far sue istanze di ordine e sicurezza dei cittadini. Quel che Renzi dovrebbe fare adesso e che non credo farà, è aggiustare la sua squadra di governo con un paio di inserimenti di alta qualità ed esperienza, aprire subito un tavolo con la Uil per tentare di sottrarla alla Cgil, magari con qualche accorgimento sul Jobs act che metta ancora più in difficoltà i suoi dissidenti interni, aprire subito un doppio contenzioso con l’Europa sul piano Junker, per portare a casa i miliardi del piano investimenti, e sottrarsi all’abbraccio di Katainen-Merkel sul tetto del 2,9 tra deficit e Pil, che deve essere riportato al 2,5, 2,6. Ma dovrebbe anche soprattutto cambiare linguaggio e stile, smettendola di sfidare il mondo e di lanciare accuse e offese a tutti coloro che lo contestano. Lo abbiamo già scritto. Si andreottizzi un po’. Non gli farà male. Né a lui né all’Italia.

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Commenti all'articolo
  1. Io invece credo che, mantenendo immutata la sostanza, il nostro Matteo farà importanti aggiustamenti di forma. E non mi venire a dire che Andreotti era un tenero. Duro come l’acciaio e viscido come uno squalo. Dei democristiani io preferivo Amintore Fanfani. Ecco a chi assomiglia Renzi!

    • C’e un denominatore comune che fa diventare un politico simpatico: che abbia spiccate doti di umanità, sia creativo, artista, irrituale, gli piacciano le donne (o gli uomini se è donna), concreto, acuto, con visione globale, ambizioso, assolutamente non razzista. Fanfani aveva queste doti, nessuna esclusa. Anche Togliatti, almeno nella fase postbellica quando fu libero in Italia (prima non so). Anche Craxi. Napolitano le ha. Certamente non Andreotti, Moro, Berlinguer, Occhetto, Forlani, Amato. Poi ci sono quelli a cui ne manca una: l’acume. Il mortadella Romano Prodi. …

  2. Bravo il nostro Direttore, ma intanto e purtroppo non ti ascolta. Comunque, anche se ti scandalizzo, è meglio prepararsi( come Psi) ad una diversa e possibile situazione politica ( tra le tante) che nella tua analisi si ipotizza con preoccupazione.

  3. Secondo me Renzi è ben consapevole della débâcle, non è imbecille. Ma sceglie , e fa bene, di non dibattere in analisi ma dedicare il suo tempo a ciò che deve fare. E’ un giusto modo per riprendersi quelli che Landini ha messo sulla sponda del fiume , fermi a sventolare la bandiera rossa. Altro fatto di cui Renzi è altrettanto consapevole.

  4. Non dimentico che Renzi snobbava i consigli democraticamente eletti sia quando era Presidente della Provincia che Sindaco di Firenze.
    Mi risulta che affermasse che per lui erano una perdita di tempo.
    Ciò è estremamente grave e nessuno se vuole accorgere.

  5. Il futuro che scivola nel presente e diventa passato è un concetto filosofico profondo, con cui il “renzismo” dovrebbe confrontarsi. Presto arriverà il “redde rationem”, i segnali ci sono e compaiono nella compagine sociale, ma anche nelle decisioni della finanza bancaria internazionale. Se le banche dovranno rendere conto delle esposizioni scadute, finanzieranno le imprese o saranno molto accorte? Cosa si sta facendo in questo settore sul piano europeo, in questo che è il nostro semestre? A me il gufo piace molto, come animale è sinonimo di saggezza.

  6. Mi auguro vivamente che Renzi continui su questa strada… si seppellirà da solo… come Monti. Purtroppo, per la scelta del Psi di seguirlo, ne pagheremo le conseguenze anche noi.

  7. Se Renzi riflette o meno è un suo problema. Invece mi interessa e molto cosa facciamo noi. E purtroppo vedo che lo facciamo con molta timidezza, con troppa superficialità e tanta , tanta rassegnazione, tipico di chi lega il proprio destino ad un altro invece di cercarne uno proprio.

  8. Caro direttore se c’è qualcuno che deve riflettere, quel qualcuno non è certo renzi. Lo è di sicuro il partito socialista quando appoggia incondizionatamente ogni iniziativa di questo governo, compreso il comportamento politico del premier. E poi perché non ti va giù il fatto che la UIL abbia proclamato lo sciopero generale insieme alla CGIL? Così facendo la UIL ha dimostrato la sua piena autonomia, rappresentando i lavoratori in un momento cruciale, altro che nelle mani della CGIL! O forse tu la preferisci nelle mani della CISL? O forse, meglio ancora nelle mani del governo? Io auspico che grazie alla proclamazione dello sciopero generale si possano trovare dei correttivi condivisi al jobs act che allo stato di delega in bianco non offre garanzie sufficienti alla tenuta dei diritti dei lavoratori a fronte del rischio di costituire una categoria di lavoratori meno garantita e quindi contrattualmente più debole. E questo è un problema serio. Detto questo, come la UIL, anche la CGIL rappresenta una fetta di società e bene farebbe il partito socialista ad ascoltarne le rivendicazioni perché al suo interno, piaccia o meno, ci sono anche iscritti e militanti socialisti che a mio modesto avviso vengono prima di renzi. E’ ora che si cominci a tenere un profilo critico nei confronti del governo a partire dal jobs act che come ha rilevato Lello Di Gioia nel suo intervento ha degli aspetti negativi che devono essere corretti, compresi i problemi dell’articolo 18. Forse oggi il jobs act è un po meno bello……

  9. “Purtroppo, per la scelta del Psi di seguirlo, ne pagheremo le conseguenze anche noi”, dice il penultimo commento, e può essere anche una previsione realistica, ma io penso che se si manterrà la tendenza all’astensionismo, che del resto è presente da tempo in altri Paesi, i partiti più “grandi”, che mantengono quasi sempre una quota abbastanza fissa di consensi, nella loro area di voto, quota rappresentata dagli elettori “fedelissimi”, avranno sempre meno bisogno di quelli più “piccoli” loro alleati, perché la bassa affluenza alle urne alzerà in proporzione la percentuale dei primi, favorendoli in modo netto e consistente.

    Si aggiunga poi il fatto che sono di norma i soli partiti numericamente “grandi” che possono rappresentare, all’interno del loro ampio e capiente contenitore, fasce sociali diverse, essere cioè “interclassisti”, e beneficiarne di riflesso al momento del voto, mentre ciò riesce molto difficile se non impossibile alle forze politiche “minori”-

    Pertanto, se dovesse valere la “regola” di cui sopra, i “piccoli” ne “pagheranno comunque le conseguenze”, a meno che, per non essere completamente assorbiti e annullati nell’orbita dei “grandi”, non decidessero di caratterizzarsi col rappresentare le “istanze” di determinate e ben precise classi sociali, o facendosi portavoce di specifiche tematiche, anche se una scelta del genere può creare tensioni e divisioni interne e può nel contempo non essere facile per chi proviene da una cultura politica di “governo”, che puntava, e non di rado riusciva, ad essere “interclassista”.

    Paolo B. 25.11.2014

  10. Naturalmente quando qualcuno rivendica comprensibilmente maggiore autonomia da Renzi poi s’imbatte inevitabilmente su quale sponda collocarsi. E qui magari divergiamo. Io per formazione politica non sono mai stato vicino alla sinistra sindacale e non mi ci metto alla mia età…

  11. Mauro, io non mi preoccuperei di chi mi sta intorno, ma solo di ciò che sono. Se per sopravvivere debbo cambiare i miei connotati allora il prezzo è troppo alto. Lasciamo stare per un momento il job act, sul quale abbiamo opinioni parzialmente diverse, ma ti pare poco il modello di democrazia che emerge dalle riforme costituzionali e dalle ipotizzate leggi elettorali? Quale futuro si prospetta per l’Italia se poi nel deserto delle urne emerge un personaggio del tutto refrattario al dialogo con i corpi intermedi, insensibile alla protesta che si esprime con la diserzione dal voto, pronto a cambiare obiettivi, sempre che ne abbia uno che non sia la conquista del potere, capace di mentire spudoratamente affermando propositi che mutano con una disinvoltura sorprendente. Mi dirai e l’alternativa? Risposta: l’alternativa va costruita con determinazione e pazienza sapendo che a volte può costare molto, ma l’obiettivo può giustificare il prezzo da pagare. In caso contrario siamo complici anche se ininfluenti.

  12. Caro Mauro,
    i tuoi commenti sono sempre puntuali. Secondo me la novità,oltre a quelle da te evidenziate, è che molto probabilmente Forza Italia si disintegra lasciando “liberi” tutti quei socialisti che per forza maggiore l’hanno votata.
    Dopo oltre 20 anni di incertezze sarebbe il momento di tentare di rilanciare i circoli dei socialisti dispersi in mille rivoli. Sono bastate 4 telefonate ai vecchi iscritti del PSI nel mio comune per portare la lista dei socialisti in appoggio a Bonacini al 2%.

  13. La dichiarazione di Di Gioia, e quindi del PSI, è molto vicina alla posizione di Bersani. Bersani anche se in parte contrario vota a favore in quanto ex segretario e componente del PD, ma i parlamentari PSI (?) sono ancora del PSI od ormai si considerano già una componente del PD?
    Io la penso come Nenni, noi dobbiamo comunque stare con i lavoratori, il socialismo è nato per questo. Renzi invece di fare la guerra quasi esclusivamente contro i sindacati dovrebbe fare la guerra alla corruzione, agli evasori fiscali, all’ingiustizia sociale, all’enorme e sempre in aumento disparità economica

  14. Renzi con questo atteggiamento che si è dato di sfida anche contro l’elettorato che non si e recato alle urne per protesta, ed in Emilia Romagna i cittadini hanno sempre votato ritenendo il voto un senso civico, e dove c’è sempre stato il maggior bacino di voti della sinistra, rischia seriamente che ad una prossima votazione alcuni di questi cittadini torneranno convinti a votare, si ma contro di lui !

  15. Compagno del Bue chiedo che i miei commenti vengano pubblicati, sono abbonato all’Avanti, a Mondoperaio e pago profumatamente la tessera essendo componente del Consiglio Nazionale. Esprimo dei miei pensieri, non offensivi, anche se talvolta sono critici nei confronti della segreteria e dei parlamentari PSI. Spero che questo in un partito della libertà come il PSi sia ancora possibile e gradito.

    • Succede molto spesso, decine di volte al giorno, ed in particolare per alcuni lettori che hanno delle mail ormai ‘segnalate’ dai provider, che i commenti finiscano direttamente nella cartella della SPAM o in quella ‘in attesa di approvazione’, da dove devono essere ripescati manualmente. Un lavoro a parte che richiede tempo e pazienza. La stessa pazienza che chiediamo ai lettori, ripetendo che la censura su questo giornale è rarissima e riguarda solo frasi e parole irriferibili o denigratorie e insultanti per terze persone. Tutto qui.
      Il tuo commento era nella cartella SPAM.

  16. Nel mio Comune, Argenta (FE), oltre 22.000 abitanti, la lista civica con i socialisti ha preso 37 voti (lo 0,56%); nel 1990 il PSI prese il 22%. Vale a dire che siamo estinti. Senza visibilità questo è il nostro destino. E’ tempo di decidere. Due le alternative: chiedere di formare un nuovo partito insieme a Renzi (che dovrebbe cambiare nome al PD perchè il suo PD è altra cosa, ammesso che il PD fosse qualcosa) o rilanciare in qualche modo il liberal-socialismo coinvolgendo la società civile e il mondo della cultura e degli intellettuali oggi ai margini della politica. Stare fermi significa accettare l’estinzione.

  17. Mauro, ho appena letto che la Bindi chiede il ritorno all’Ulivo. La conferma di quanto ho appena scritto. L’Ulivo è l’erede del catto-comunismo. C’è un campo aperto che sarebbe criminale non affrontare.

  18. Chiedo equilibrio e serenità. Se un compagno non riesce a inserire un commento si pensa che ci sia qualcuno che censura (io non so neanche come si fa), se parlo dell’astensione in Emilia si fa un processo al PSI e al suo segretario che non si capisce cosa c’entrino, se parlo del Jobs act si cita Nenni, meno male non Craxi con quello che ci dissero i Landini dell’epoca, se attacco Renzi per le sue dichiarazioni sull’astensionismo mi si dice che la cosa deve interessare Renzi. Ci sono compagni che non capiscono o fanno finta di non capire. La nostra piccola comunità ha delle regole, si svolgono congressi democratici e si eleggono organi che decidono. Ad esempio sul Josb act segreteria e direzione hanno detto sì. Punto e a capo. Qualcuno dice per subalternità al Pd. Io dico invece perché è una buona legge. Perché è una legge per i lavoratori e sopratutto per i disoccupati. Non toglie diritti ma li amplia. Certo se anche qualcuno di voi è succube della propaganda di una parte del sindacato siamo daccapo. Ricordatevi la scala mobile….

  19. Poi non capisco perché si debba essere contro Renzi a prescindere. Io non condivido il suo progetto di riforma elettorale, anche se quest’ultima è meglio della precedente, ho forti dubbi sulla soppressione dell’elezione diretta del Senato e delle province, mi meraviglio che il presidente del Consiglio parli in quel modo dell’astensione, ma sul Jobs act sono d’accordo. Non si può giudicare le cose, anziché essere animati da pregiudizi?

  20. “Molto probabilmente Forza Italia si disintegra lasciando liberi tutti quei socialisti che per forza maggiore l’hanno votata”
    “Io la penso come Nenni, noi dobbiamo comunque stare con i lavoratori, il socialismo è nato per questo…. Renzi invece di fare la guerra quasi esclusivamente contro i sindacati”

    Sono due stralci di altrettanti commenti che mi ispirano un minimo di riflessione.

    Circa il primo, viene da dire che i socialisti che vent’anni fa guardarono a Forza Italia, lo hanno fatto in modo consapevole e per precise ragioni, anche “ideologiche”, che non mi sembrano proprio collimanti con quelle dell’attuale P.S.I., almeno da quanto leggo, e dunque, se avverrà il disintegro di quel partito come qui ipotizzato, il trasferimento della sua componente socialista nelle fila del P.S.I. non lo riterrei cosa automatica, pur se naturalmente nulla va escluso.

    Relativamente al secondo, io non so se Nenni intendesse, come lavoratori, soltanto quelli dipendenti, e sindacalizzati, ma credo che oggi vi siano anche altre categorie di lavoratori da tutelare e rappresentare.

    Paolo B. 25.11.2014

  21. Mauro ha un merito fantastico aver fatto diventare avanti on line un vero luogo di dibattito nel quale a tutti è consentito esprimere le proprie opinionista rispettando il pensiero di tutti.
    Per le sue innate capacità di giornalista e per la sua i finita esperienza ogni suo articolo cra un dibattito molto interessante.Vorrei permettermi anch’io di dire qualcosa. Con una precisa doverosa premessa il paese sta vivendo la più grande crisi dagli anni del dopoguerra , abbiamo quasi il 13% di disoccupazione e metà dei nostri giovani senza lavoro, la noztra siderurgia comperata dagli Algerini, spero qualcuno si renda conto di quello che significa vendere alla Cevital, e noi sproloquiamo su cose che il 99% e non credo di offendere nessuno non conosce e non sa nemmeno di cosa parla.Come Mauro sa ho fatto qui e in direzione carte false per convincere il psi a presentare emendamenti al job act , ma questa guerra di religione la tua ovo assurda incomprensibile e inutile e mi spiace dirlo perché ho lavorato con Carmelo allucinante la sua scelta di scioperare con la cgil , mai la uil ha fatto scioperi con la cgil o gli scioperi sono unitari o non si fanno , perché non servono a nessuno.
    Ho lavorato anche con Damiano e Epifani e sentire Fassina che ha fatto passare la legge fornero che faceva schifo , sproloquiare sul job act mi fa impazzire , leggere che la bindi, quella che ama particolarmente i socialisti dire che bisogna fare un partito della sinistra con a capo landini mi fa venire l’itterizia ,questa discussione è stata già fatta al tempo della forneroe il contratto a tutele crescenti , lo propose fassina come res economia del pd per gli artigiani cancellando per tre anni art 18, remember fassina,

  22. Dunque, dal tuo ragionamento direttore, possiamo trarre delle conclusioni che ci portano inevitabilmente a credere alla ingovernabilità di questo benedetto Paese.
    Ci lamentiamo dell’inefficienza delle nostre Istituzioni, della Burocrazia che blocca qualsiasi iniziativa innovativa, di un sistema elettorale che fa schifo, della corruzione che non è mai stata così diffusa, non parliamo dell’economia e di tante altre cose negative e pur tuttavia, coscienti che tutto questo è frutto di chi ha governato dagli anni novanta ad oggi, mettiamo al bersaglio Renzi, che di colpe non ne ha alcuna, essendo al timone solamente da alcuni mesi.
    Detto questo, possiamo dire che è arrogante, che tratta in malo modo i sindacati, che non accetta il dialogo, che non considera la minoranza del suo partito ecc. ecc., ma dobbiamo anche dire, che ha messo in cantiere tante riforme strutturali e assunto provvedimenti che danno il senso di un concreto cambiamento.
    Vogliamo tornare indietro? Sprofondare nella palude? O tentare una nuova strada che può essere rischiosa ma quanto meno indica un percorso diverso da quello del passato.
    Lasciamolo lavorare questo giovanotto, critichiamolo certamente, se fallirà ne pagherà le conseguenze.
    Per noi, peggio di così non può andare.

  23. I tempi sono maturi perché un Hans Fallada italico scriva una nuova versione di “E adesso pover’uomo?”. Se approvato l’odg Calderoli l’Italikum è praticamente morto. Senza Italikum la revisione della Costituzione per Renzi non avrebbe senso. Fino a quando si abuserà della pazienza dei socialisti? Renzi mostra i limiti, ma chi si oppone a Renzi pare ancora meno credibile di lui. L’Italia e soprattutto le classi popolari non hanno bisogno di un’ooposizuione, ma di un’alternativa. Soltanto una forza socialista e democratica egemone a sinistra è in grado di costruirla. Renzi ha fatto aderire il PD al PSE, togliendo però subito la sigla dal simbolo per le elezioni emilian-romagnole e calbresi, solo per avere l’ALTO Commissario PESC, grazie al manuale euro cencellum. Il socialismo europeo è quindi tuttora assente dallo scenario politico. La revisione costituzionale e l’Italikum sono un obbrobrio. Riprendiamoci un’iniziativa autonoma e a sinistra.

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