sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Statuette fluorescenti
nella saga di Medjugorie
Pubblicato il 06-11-2014


Lourdes-statua-Vicka IvankovicChe si pratichi il culto mariano o meno, che si sia cattolici devoti o distratti, la saga di Medjugorie, il villaggio dell’Erzegovina dove, nel 1981, sarebbe apparsa la Madonna, (Gospa in lingua croata), si arricchisce di un nuovo episodio sconcertante che rafforza l’opinione che codesto fenomeno non sia di natura soprannaturale, ma un colossale imbroglio messo su, all’epoca, da qualche francescano in cerca di notorietà e alimentato in Italia da personaggi come il ben noto padre Livio Falzaga, manager di Radio Maria, organo ufficiale della holding espressione delle posizioni politicamente più conservatrici del mondo cattolico di cui i seguaci dei presunti veggenti erzigovinesi sono esponenti.

Si apprende che una tra le protagoniste principali della saga, Vicka Ivankovic, che sostiene di avere visto all’epoca e di continuare ad avere contatti con la Gospa, avrebbe dipinto con vernice fluorescente una statuetta della Madonna di Lourdes collocata nella sua dimora del villaggio, divenuto in trent’anni una sorta di Las Vegas del miracolo con un giro d’affari impressionante, spacciandola come una luminosità di origine sopranaturale.

Un anno fa infatti, in casa della signora Ivankovic, i pellegrini avrebbero assistito a un fenomeno singolare: una statua della Madonna di Lourdes avrebbe cominciato a risplendere di luce propria. Un evento che si sarebbe verificato più volte, in più giorni, e sempre testimoniato dai fedeli in preghiera.

Tuttavia, in breve tempo si è fatto molto di più che forte, il sospetto che la statuetta fosse stata dipinta con vernice fluorescente dalla Ivankovic, che avrebbe abusato della credulità popolare. Le indagini sono in corso.

Vicka IvankovicD’altra parte la supposta veggente Vicka Ivankovic non è nuova a rivelazioni clamorose che si rivelano colossali bufale ed è surreale che vi siano ancora persone, dotate di un minimo di raziocinio che seguitino ad offrire credito a una cantastorie di tal fatta che, ad esempio, da 30 anni va sostenendo che la Gospa avrebbe promesso che a un tal Ivo Juričić a cui manca una gamba, l’arto sarebbe ricresciuto. Ovviamente, neanche a dirlo, il miracolo annunciato non si è mai verificato.

Giorni fa, evidentemente turbato da tali notizie, il vescovo di Anagni-Alatri, Lorenzo Loppa, che non risulta essere un esponente della teologia della liberazione o un campione di progressismo dottrinale, ha vietato a fedeli e clero di partecipare a incontri di preghiera, guidati dalla Ivankovic legati a quelli che definisce “fenomeni di Medjugorje”, derubricandoli ad “incontri o celebrazioni pubbliche nelle quali verrebbe data per scontata l’attendibilità di tali fenomeni”.

Nella sua lettera ai parroci della diocesi il presule non ricorre a perifrasi e, richiamandosi a quanto stabilito dai vescovi della ex Jugoslavia nella dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991, in cui si nega alcuna soprannaturalità all’evento descritto dai veggenti, sottolinea che “non è consentito al clero e ai fedeli di nessuna Diocesi partecipare a incontri, conferenze o celebrazioni pubbliche per evitare confusione e scandalo”.

La reazione stizzita dei medjugoriani non si è fatta attendere. Il giornalista baciapile Paolo Brosio, l’agit prop della lobby della Gospa, ha tuonato: “Poco importa se le apparizioni di Medjugorje sono state riconosciute o meno”. Tradotto in belle lettere: ciò che dicono i vescovi non conta un tubo. Un’esternazione la cui grossolanità offre la misura di quanto devastante possa rivelarsi per la Chiesa il permanere di una devozione che da tempo è tracimata nel fanatismo.

Che, in definitiva, oggi più che mai, appare in stridente contraddizione con il magistero del Pontefice.

Emanuele Pecheux

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