lunedì, 23 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Terra dei Fuochi,
piccoli miglioramenti
Pubblicato il 21-11-2014


Terra-dei-Fuochi-Dopo l’incontro del 3 novembre scorso, la Prefettura di Napoli continua a investigare nella Terra dei Fuochi e a collaborare con la cittadinanza. Il prefetto Francesco Antonio Musolino ha mantenuto il suo impegno per informare la gravità della situazione i piani alti della politica e delle istituzioni. Infatti, alla Commissione Difesa, alla Camera dei Deputati, si è discusso della Terra dei Fuochi e i piani d’azione per contrastare le ecomafie.

Il viceprefetto Donato Cafagna, alla Commissione Difesa, ha elencato i risultati fin qui ottenuti: “nei primi 9 mesi dell’anno, rispetto all’anno di riferimento 2012, c’è stata una riduzione del 60% degli interventi dei vigili del fuoco per roghi di rifiuti nella provincia di Caserta, mentre nella provincia di Napoli la riduzione è del 40%”. “In totale” ha continuato il viceprefetto Cafagna “sono state fermate 48 persone e censiti 707 siti per lo smistamento dei rifiuti: mentre circa 14.900 persone sono state identificate”. Dunque piccoli margini di miglioramento, ma si è ben lontani dall’estirpare il fenomeno e soprattutto assicurare alla giustizia i responsabili. Inoltre il prossimo 31 dicembre scadrà il disegno di legge per la prosecuzione dell’impiego dei militari nella Terra dei Fuochi che insieme a uno sforzo congiunto con carabinieri, polizia e guardie forestali dovrebbe arginare ulteriormente l’azione dei camorristi. Il sotterramento dei rifiuti tossici in Campania è iniziato sul finire degli anni ’80: come è possibile che nessuno sapeva?

Dal 4 aprile di quest’anno sono 100 i militari impiegati nelle operazioni di controllo e contrasto nelle province di Napoli e Caserta e nei comuni di Acerra e Nola. Ha aggiunto il viceprefetto Cafagna: “sono senz’altro una risorsa aggiuntiva rispetto alla polizia giudiziaria. Il fenomeno di abbandono dei rifiuti su quel territorio ha una pluralità di origini, dagli scarti di un’economia illegale e abusiva ai pneumatici smaltiti irregolarmente, e di fronte ad una pluralità di fenomeni sono necessari una pluralità di risposte”.

I 100 di Cafagna però si devono dividere tra due province, 19 settori operativi, 12 pattuglie di tre uomini per ciascuna provincia. Il territorio in cui si sviluppano le operazioni di vigilanza riguardano 57 Comuni aderenti al patto per la Terra dei Fuochi: un’area di circa mille chilometri quadrati. La proposta di Cafagna, cioè di riprendere in mano il disegno di legge per impiegare l’esercito, ha trovato consensi da parte del Pd, Forza Italia e NuovoCentroDestra, nonché dal Movimento5Stelle. Sel si è detta contrario fin dall’inizio all’impiego dei militari pur schierandosi contro i responsabili della Terra dei Fuochi.

Manuele Franzoso

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