mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Togliatti in mostra alla Camera…
Pubblicato il 30-11-2014


Nessun rimprovero storico. Capisco che Napolitano, Macaluso, e altri vecchi esponenti togliattiani dell’ex Pci, poi divenuti miglioristi e riformisti, sentano il desiderio di salvare il loro passato. E in particolare quella parte della politica di Togliatti che si può salvare. Nella doppiezza togliattiana c’è una faccia della medaglia che è quella antifascista, moderata, unitaria, parlamentare, di attenzione ai ceti medi, di equilibrio politico, che resta incancellabile. Non è tuttavia possibile dimenticare l’altra. E cioè quella del Togliatti stalinista, esponente del Comintern che firmò la condanna a morte del gruppo dirigente del partito comunista polacco, il Togliatti che, come del resto Napolitano, che poi seppe ravvedersi, plaudì ai carri armanti sovietici in Ungheria. Semmai vorremmo fare qualche proposta per chi invece la doppiezza non l’ha mai mostrata, come colui che fu vittima della violenza stalinista in Spagna, appoggiata dal Migliore. Penso a Camillo Berneri, un coraggioso combattente anarchico, in gioventù socialista, discepolo di Prampolini, che venne aggredito e ucciso barbaramente da agenti stalinisti. E penso agli esponenti del pensiero socialista riformista italiano che meriterebbero molto di più di una mostra, perché non solo hanno sposato sempre le tesi del socialismo democratico ma non hanno mai fatto del male a nessuno. Vogliamo parlare di Turati, di Prampolini, di Saragat, del Nenni autonomista, di Bettino Craxi, si anche di Craxi. È possibile, in questo anno di celebrazioni di Berlinguer e di Togliatti, ricordarsi anche di un dirigente e uomo di stato, che quest’anno avrebbe compiuto ottant’anni e che si è sempre battuto perché non trionfasse il comunismo nella sinistra italiana?

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Commenti all'articolo
  1. Questanno per combinazione ci sono una caterva di anniversari degli anni con Finale 4 Matteotti. 90mo, Colorni e Buozzi 70mo, Lombardi 30mo e qualcuno me lo son dimentica. Colorni e Buozi in particolare fossero sopravvissuti avrebbero dato altri rapporti di forza a sinistra

  2. Anche Macaluso è ormai da tanti anni un vero socialista; è chiaro che non dimenticherà il suo vecchio Pci, che qualcosa di buono aveva, soprattutto in quell’area migliorista a noi vicina. Per il resto: bravo direttore, da sottoscrivere. Saluti socialisti!

  3. Meno male che c’è l’Avanti con il suo bravissimo Direttore.
    Credo che non solo Togliatti, ma tutto il partito comunista avrebbero potuto fare un po’ di più per il progresso del genere umano, sia a livello culturale, sia a livello di riforme.
    A livello culturale, il partito comunista si è esaurito in un dogmatismo, per di più la cui smentita è stata ben digerita dopo il crollo del muro dal suo establishment che di certo ha partecipato alle privatizzazioni, che nel lessico marxista sono la cessione dell’industria di Stato al capitalismo. Si è trattato, finché è vissuta, di una delle tante verità, il cui riferimento esegetico qualcuno potrebbe sospettare che fosse per la generalità più che altro il Manifesto del partito comunista di Marx solo perché il Capitale era troppo lungo e difficile.
    Non ne condivido neanche l’eredità del centralismo democratico, al quale penso in questi giorni nei quali un importante parlamentare vota un provvedimento che non apprezza solo per disciplina di partito (se ne dica quel che si vuole, io non l’ho mai condivisa): mi lascia perplesso perché credo nel valore della responsabilità quale momento di elevazione individuale – al proposito, rendo onore a Randolfo Pacciardi, che per difendere le proprie idee votò contro il governo di centrosinistra pagando tale propria scelta con l’espulsione dal Partito Repubblicano… già, proprio quel Randolfo Pacciardi che a proposito del suo amico comunista Ilio Barontini con il quale era stato partigiano in Spagna disse «mi amava e mi ama, ma se il partito glielo ordinasse mi ucciderebbe».
    Proprio quella Spagna dove in molti sostengono che Togliatti si rese responsabile di aver ordinato l’eccidio degli anarchici e di coloro che combattevano contro i nazionalisti, credendo in ciò di trovarsi al fianco dei comunisti.
    Celebre fu anche l’epiteto di “specialista in pederastia” riferito ad André Gide, reo di aver riferito le sue impressioni dopo aver viaggiato in Unione sovietica (la conosceva bene anche il Migliore, ma disse cosa vide?).
    Quanto alle riforme, il PCI non mi risulta ne abbia fatta neanche una e ricordo come invece, a fronte dello Statuto dei Lavoratori, che è noto come codesto partito non lo votò, i DS e Rifondazione comunista votarono il Pacchetto Treu che introdusse il lavoro interinale.
    Insomma, per quanto mi riguarda, non c’è bisogno di iniziative del genere per farmi ritenere che non solo lo sdoganamento dei due partiti con radici culturali non liberali e non democratiche (dunque forse dittatoriali?) abbia dato prova di cattivi risultati ma anche che il Partito Comunista non sia mai stato un partito di sinistra.
    Però non c’è neanche da meravigliarsi troppo: in Italia la cultura della libertà ha sempre fatto fatica ad emergere e spesso chi l’ha difesa ne ha pagato le conseguenze.
    Stefano Bini

  4. Spero ci sia una sezione sul tremendo articolo 7 al quale Nenni si oppose . Senza quell’articolo e l’influenza soffoante della Chiesa che ne è derivata, forse oggi saremmo un paese civile.

  5. Carissimo Mauro
    Mentre tutte le fonti d’informazione hanno posto nell’oblio la cultura e le conquiste socialiste, in questi ultimi mesi riscontriamo un proliferare di iniziative editoriali, televisive e cinematografiche rivolte a mettere in luce la storia e gli esponenti del PCI.
    E’ un motivo in più affinché la Direzione nazionale del PSI si impegni a tradurre in realtà la tua Proposta di una Fondazione socialista affinché attraverso di essa non vada dispersa ulteriormente la nostra storia. Nel frattempo è molto difficile per i nostri parlamentari organizzare un evento sul socialista Sandro Pertini come eroe dell’antifascismo, come Presidente della Camera dei Deputati e come il più amato Presidente della Repubblica??
    Un saluto fraterno da Nicola Olanda

  6. Concordo pienamente con il commento precedente mi sembra incredibile che non venga organizzato nessun evento per ricordare quello che a mio avviso è stato il più grande statista italiano Sandro Pertini, ma d’altronde con i tempi e la classe dirigente attuale non c’è da meravigliarsi…….

  7. Mauro sono con te anche stavolta e non da oggi.Forse allora tu (che vanti altra età dalla mia-1940-)non eri.E mi pare questa una opportuna occasione quanto nel ’45 avvenne e serbo memoria vivissima.La proposta elettorale del “carrismo”Comunisti e Socalisti “insieme veniva presentata sotto la cosìdetta stella di Garibaldi.A quella data ovviamente(avevo cinque anni appena) non mi resi conto e però ne serbo memoria indelebile per via di un tentativo di giovani comunisti che cercavano di portare mia nonna materna a votare comunista.Un’anima pia tutta chiesa e devozione portata di fatto a tradire la sua indomita fede.Negli anni ’90 /2000 il Corriere della Sera in un inserto mi riportava a quegli anni infantili e a quella esperienza con curiosità e nostalgia.Per la mia cara nonna ovviamente prima di tutto ma anche per l’effigie di Garibaldi che capeggiava nel foglio a ricordo di quell’esperienza del “Carrismo”Con una avvertenza :il lettore veniva attirato in una operazione curiosa che stuzzicò la mia curiosità.Venivo invitato a ruotare il manifesto di 180 gradi.Con grande meraviglia garibaldi veniva sostituito da Stalin.Rimasi interdetto pensando all’imbroglio che la propaganda comunista aveva messo in campo con molta disinvoltura.Ecco Mauro da quel momento il mio giudizio subì un condizionamento.Non mi sono più fidato.di costoro.Fu un pregiudizio che permane nella mia esperienza.

  8. Carissimo Mauro, mio nonno era socialista ed antifascista, ma mi portava all’asilo in Santa Teresa. Mio padre, iscritto alla Fiom, mi portava a Messa ed alla festa dell?Unità Siamo la terra di Peppone e Don Camillo e Pertini era amico di Giovanni Paolo II. Togliatti fece quel che potè Ricordi il mondo bipolare e la guerra fredda

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