martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tor Sapienza. Ferrarotti: non è razzismo, è fame
Pubblicato il 12-11-2014


Tor Sapienza-assalto-centro immigratiAll’immobilismo della crisi fa da contraltare la tensione sociale destinata ad aumentare. Un esempio fra tutti è quello che sta accadendo a Tor Sapienza, periferia di Roma, dove da due notti si registrano scontri anti immigrati: abitanti contro la polizia, 14 feriti tra le forze dell’ordine. È già la seconda notte che gli abitanti del quartiere scendono in strada per protestare, ieri notte più agguerriti della sera prima, tanto che si è registrata una fitta sassaiola nei confronti degli agenti, ma anche contro cameraman e stampa.
Al centro della protesta c’è il centro di accoglienza per rifugiati politici che occupa alcuni appartamenti dei palazzoni di via Giorgio Morandi. Una convivenza con i residenti che da tempo si è rivelata fragile e problematica: dall’aumento dei furti a una presunta e sventata violenza sessuale (ancora da accertare).

Gli operatori della Cooperativa sociale «Un Sorriso» – la onlus che gestisce la struttura di accoglienza in viale Giorgio Morandi al centro le scorse serate di incursioni violente a lancio di sassaiole – replicano: “Siamo diventati un capro espiatorio di un problema legato alla sicurezza del quartiere in relazione al quale non abbiamo alcuna responsabilità. Noi lavoriamo in accordo con le istituzioni e i nostri ospiti sono censiti in registri e controllati”. Peraltro il numero attuale degli ospiti del centro sarebbe inferiore a quanti ve ne sono stati in passato. “Quanto sta accadendo è scandaloso – aggiungono – perfino i pasti ci vengono portati da persone scortate, devono intervenire Prefetto e Questore”.

Tor sapienza-striscioni-razzistiMentre il primo cittadino, Ignazio Marino, tenta di sedare gli animi: “Roma rifiuta l’ignobile caccia all’immigrato, che si è perfino tradotta nel tentativo di violenza su ragazzini inermi. Nessuno in questa città deve più sentirsi insicuro nel proprio o in altri quartieri, ma tutti i romani devono poter vivere tranquilli, tanto in centro, quanto in periferia”, Matteo Salvini invece aizza e soffia sul fuoco del disagio: “Tor Sapienza rappresenta il fallimento dello Stato, frutto della politica folle di una certa sinistra che permette tutto a tutti”.

Il leader di Lega Nord non è il solo ad aver cavalcato l’onda delle tensioni, annunciando tra l’altro il suo arrivo a Roma per “solidarietà”, ma i coordinamenti di varie associazioni, vicine agli ambienti di destra, sabato hanno indetto il corteo #orabasta che sfilerà alle 10.30 nel centro di Roma, da piazza dell’Esquilino a piazza Venezia.

Abbiamo chiesto un parere di queste tensioni che sfociano in guerriglia urbana a Franco Ferrarotti, studioso della realtà sociale e professore emerito di sociologia alla Sapienza. “Purtroppo i fatti di Tor Sapienza non rappresentano una novità, ma sono preoccupanti perché destinati a ripetersi”.

Cosa spinge la popolazione ad accanirsi contro l’emigrato?
“Non si tratta di episodi legati alla xenofobia o al razzismo ma si tratta di insofferenze scatenate dalla crisi attuale, quando poi la crisi si prolunga le tensioni sono destinate a sfociare e a portare alla cosiddetta guerra fra poveri“.

E l’intervento di Salvini che ha annunciato che sarà a Tor Sapienza per vicinanza con al popolazione …
“È grave che alcuni politici tentino di sfruttare il malessere sociale invece di intervenire. Qualcuno dimentica che le industrie del nord-est sono astate alimentate per anni dall’immigrazione interna ed esterana dell’Italia”.

Cosa dovrebbe fare la classe dirigente?
“Dovrebbe dare corso a un nuovo patto sociale, intervenire per favorire lo sviluppo economico che è alla base della crisi e di conseguenza delle tensioni sociali. L’Italia è l’unico Paese che non reagisce, che non ha ancora un piano vero o tentato per uscire dalla crisi”.

In passato l’obiettivo delle tensioni era il ricco, il benestante, perché oggi si punta sull’immigrato
“Il nemico è sempre colui che hai di fronte. Queste persone si sentono defraudate in casa, provano invidia per il tozzo di pane, il lavoro e le bollette pagate dallo Stato ai rifugiati politici. È una situazione allo stremo causata da fattori negativi come stagnazione e inflazione e che si riversano per forza di cose nei rapporti e nelle tensioni sociali”.

Liberato Ricciardi

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Commenti all'articolo
  1. Sono abbastanza d’accordo con Ferarotti,ma quello che manca è una educazione di base all’accoglienza e alla diversità (scuole), e una struttura di dialogo che veda un incontro su diversi temi in cui ci siano cittadini italiani e non che tracorrino momenti insieme ‘facendo’ cose…il counseling è un ottimo modo per questo…

  2. In un Paese serio la questione della regolamentazione dei flussi migratori sarebbe stata risolta già da un bel pezzo.

    In buona sostanza, in un’Italia in recessione economica e, soprattutto, strutturalmente imperniata sulle PMI financo a carattere familiare; in una Nazione che, nel bene e nel male, è dotata di un proprio apparato socio-culturale ben definito, pensare a ‘integrazioni di massa’ in salsa UK oppure USA è semplicemente ridicolo.
    Meglio allora sarebbe una soluzione in stile svizzero, con presenze temporaneamente limitate alla durata dei contratti, anche se, ovviamente, per mafiosi, preti, politicanti e sfruttatori di ogni tipo vi sarebbe ben poco da “guadagnare”.

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