giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Turkmenistan. L’amicizia di “interesse” per il gas
Pubblicato il 18-11-2014


Renzi-Turkmenistan-petrolioL’Eni torna a fare da apripista nelle alleanze italiane. Oggi il colosso del cane a sei zampe consolida la sua presenza in un territorio strategico per l’approvvigionamento energetico: il Turkmenistan. Oggi è stato siglato l’accordo per le attività di esplorazione e produzione del blocco onshore Nebit Dag, situato nell’Ovest del paese con la partecipazione del premier italiano Matteo Renzi. Il direttore dell’Agenzia di stato per la gestione e l’uso delle risorse di idrocarburi del Turkmenistan, Yagshigeldy Kakayev, il presidente della società di stato Turkmenneft, Tachdurdy Begdjanov, e l’a.d. di Eni, Claudio Descalzi, hanno infatti firmato un addendum al Production Sharing Agreement (Psa) che regola le attività di esplorazione e produzione del blocco onshore Nebit Dag, situato nell’Ovest del paese.
Con un accordo separato, l’Agenzia di stato per la gestione e l’uso delle risorse di idrocarburi del Turkmenistan e Eni hanno poi siglato un Memorandum per valutare la possibilità di estendere le attività di Eni al tratto turkmeno offshore del Mar Caspio.
Per l’AD di Eni la chiave di volta è sempre la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, è quindi necessario cercare sempre nuove rotte in altri Paesi e, uno di questi, è proprio il Turkmenistan.

Il vantaggio del colosso petrolifero italiano è più che evidente, le attività di esplorazione e produzione di Eni sono regolate da PSA (Production Sharing Agreements), nel quale la società ha una quota del 90%, mentre il restante 10% è stato trasferito alla Turkmenneft (la Compagnia statale turkmena), con gli accordi di oggi. L’Eni è riuscita ad accaparrarsi una fetta importante del mercato energetico turkmeno a cui hanno concorso la China National Petroleum Corporation (Cnpc), la Dragon Oil di Dubai e la malaysiana Petronas.
Secondo i dati della British Petroleum, il Turkmenistan è il quarto Paese per riserve di gas naturale e siede su alcuni dei più ricchi depositi d’idrocarburi al mondo: solo il giacimento di Galkynysh, nel Sud-Est, ha riserve stimate in oltre 26,2 mila miliardi di metri cubi di gas ed è considerato il secondo maggiore al mondo.

Anche la visita del premier è stata storica: si tratta del primo Capo di governo occidentale a recarsi nel Paese centroasiatico e per di più anche nella veste di presidente di turno dell’Ue. “Per il Turkmenistan è una visita storica – spiega, in un’intervista all’AGI, il neo ambasciatore d’Italia ad Ashgabat Marco Mancini – se poi pensiamo che l’ultima missione di un grande statista occidentale qui risale ai tempi di Francois Mitterrand, possiamo immaginarci quanto sia attesa questa visita”.

Ma l’amicizia da parte del premier italiano è tutta di interesse: “Anche alla luce degli accordi firmati oggi, quello del gas continua a essere un settore importante per la cooperazione tra Italia e Turkmenistan, ma ci sono molte nuove possibilità, come nelle infrastrutture e nel turismo”, ha spiegato Renzi in un incontro congiunto con la stampa, dopo la cerimonia per la firma.

Liberato Ricciardi

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