martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

UE, ‘pillola del giorno dopo’ senza ricetta
Pubblicato il 21-11-2014


Pillola-giorno dopo-no ricettaUn balzo in avanti per la prevenzione di gravidanze indesiderate. L’Ema, Agenzia europea dei farmaci, si è pronunciata favorevolmente sulla possibilità di rendere disponibile il contraccettivo di emergenza a base di Ulipristal (cioè la pillola efficace fino a 5 giorni dopo il rapporto sessuale) senza il bisogno della ricetta medica. Il farmaco potrebbe essere così disponibile direttamente in farmacia, e la decisione dovrebbe essere applicata in tutti gli Stati europei nel 2015. Il panel di esperti ha accolto la richiesta di modifica della classificazione a “medicinale non soggetto a prescrizione medica” nell’Ue, presentata da Hra Pharma, azienda produttrice di ellaOne (ulipristal acetato), che agisce fino a 120 ore dopo un rapporto sessuale non protetto e a rischio di una gravidanza non desiderata.
Verrebbe meno per tutte le donne (qui in Italia) l’obbligo di superare le traversie di ricette e di obiettori di coscienza sia negli ospedali che in Farmacia. Il Comitato tecnico per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) hanno rilevato che la pillola può essere utilizzata in modo sicuro ed efficace senza prescrizione medica: il prodotto è stato autorizzato nell’Unione Europea dal 2009 e sono state raccolte e studiate ampie informazioni sui suoi rischi e benefici.

Secondo il Chmp la pillola ha un effetto migliore se assunta entro 24 ore, ed è quindi necessario “rimuovere la necessità di ottenere la prescrizione dal medico” ciò “dovrebbe velocizzare l’accesso delle donne a tale medicinale e quindi aumentarne l’efficacia”, si legge sul sito ufficiale. Ora passa al vaglio della Commissione europea per la decisione finale legalmente vincolante che potrebbe rimuovere così le barriere sulla pillola del giorno dopo in Italia, l’unico Paese del vecchio continente dove per ottenere il farmaco è necessaria sia la prescrizione medica, che l’effettuazione di un test di gravidanza che risulti negativo.

Abbiamo chiesto un parere al professor Giorgio Sertoli, ginecologo.

Cosa pensa dell’introduzione da parte dell’Ema della pillola dei cinque giorni senza ricetta medica?

Penso che sia una vittoria per le donne. Finalmente non ci sarà il problema, unico e italiano, di dover superare lo scoglio degli obiettori di coscienza. Mi sono ritrovato spesso di fronte a casi in cui interi ospedali si rifiutavano la prescrizione con queste donne, costrette a girare mendicando una prescrizione medica; e tutto questo senza dimenticare l’umiliazione subita. Tutto questo è dovuto alla nostra società, a un sistema sanitario condizionato dalla cultura cattolica e dall’intervento delle gerarchie ecclesiastiche.

Eppure si parla di aperture, anche se lente, in questo senso. come quella dei vescovi tedeschi nei casi di stupro. Si sostiene che da 50 anni gli ospedali cattolici danno contraccettivi alle vittime di stupro.

È un’apertura di facciata, durante la guerra dei Balcani molte suore vennero stuprate e costrette a portare avanti le loro gravidanze.

I critici sostengono che potrebbe esserci il rischio di vedere questa pillola usata come un normale contraccettivo.

Questo potrebbe riguardare soprattutto qualche giovane meno cosciente delle sue responsabilità, ma ciò di fatto avviene molto spesso già con le interruzioni di gravidanza con ragazze che non usano anticoncezionali perché gli viene impedito da madri bigotte o spaventate. Vede la colpa non è dei giovani: manca proprio un’educazione sessuale. Nel nostro Paese non è prevista l’educazione sessuale che è fondamentale e questo in parte è responsabilità della Chiesa. Le informazioni subdole sul sesso come vergogna condizionano non poco le giovani menti e soprattutto si radicalizzano in una società intessuta d’ignoranza sessuale.

Maria Teresa Olivieri

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