giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

UNA VITTORIA NEL DESERTO
Pubblicato il 24-11-2014


Voto-urna-Nencini

Affermare che l’affluenza è un problema secondario forse è stata una risposta un po’ affrettata. Comunque tant’è. Come sempre dopo le elezioni ci si accapiglia sui risultati. Qui c’è poco da discutere: ha vinto la disaffezione, la delusione, il distacco, la saturazione, la rassegnazione. Ognuno la chiami come vuole, ma quando l’affluenza crolla in modo così netto,  (in Emilia Romagna ha votato il 37, 67%,  trenta punti percentuali in meno rispetto alle regionali del 2010) nessuno può dire di aver vinto. Anche chi ha preso più voti dell’avversario. Ed evidentemente qualche domanda bisogna cominciare a farsela.

Il Pd in Emilia ha eletto il suo candidato, è vero, ma a contare i voti uno per uno ne mancano parecchi all’appello.  Secondo i dati dell’Istituto Cattaneo “il Pd perde consensi sia rispetto alle Europee del 2014 sia rispetto alle precedenti Regionali (ma con l’eccezione della Calabria dove perde ‘solo’ 82.711 voti rispetto alle Europee guadagnando invece 22.944 voti rispetto alle precedenti Regionali del 2010). FI come il M5S subisce un tracollo in voti assoluti mentre la Lega “raddoppia il proprio consenso”.
In Emilia-Romagna, spiega l’Istituto Cattaneo, per il Pd è “ancora più netta” la perdita in termini assoluti di voti: -677.283 rispetto alle precedenti Europee, -322.504 rispetto alle Regionali del 2010. Con la lista del Partito Democratico che ottiene in tutto 535.109; nelle regionali del 2010 ne aveva ottenuti 857.613 e alle europee del 2014, 1.212.392 voti.

Nettamente negativo il bilancio per Forza Italia sia in Calabria (-51mila voti rispetto alle Europee, -175.950 rispetto alle regionali del 2010) che in Emilia-Romagna (171mila voti in meno rispetto alle Europee, -417.630 rispetto alle Regionali). M5S – rileva ancora l’Istituto – in Emilia Romagna perde i due terzi dei propri consensi (-284.480 voti) rispetto alle Europee, mentre in Calabria subisce un vero e proprio “tracollo” con  -124.369 voti, circa i 3/4 dei propri consensi.

Presente solo in Emilia-Romagna, la Lega raddoppia i propri consensi aggiungendo 117.45 voti a quelli delle Europee mentre, rispetto alle Regionali del 2010 (quando il Carroccio ottenne il massimo storico nella Regione), si registra una perdita pari a 55.162 voti.

Il governatore eletto governerà l’Emilia Romagna con 615.723 voti su 3.460.402  aventi diritto. Facendo due conti è un dato che rappresenta il 17,79% del totale degli aventi diritto. Davvero troppo poco per festeggiare. L’Istituto Cattaneo infine fa un’ultima considerazione statistica: mai si è votato così poco, non solo in Emilia-Romagna ma anche nelle altre regioni italiane. L’affluenza del 37% alle elezioni regionali rappresenta dunque un record negativo storico a livello nazionale. Di più: per la prima volta, il numero di astenuti è superiore al totale dei voti validi.

“Non ci sono motivi per gioire, emergono dati preoccupanti – ha commentato il segretario del Psi Riccardo Nencini – uno è la bassissima affluenza, quindi è da registrare la vittoria del Pd nel deserto. Poi c’e’ un fronte (soprattutto in Emilia Romagna) del 35% di elettori, sommando i voti di Grillo, Lega a e Fratelli d’Italia, di una destra antieuropea e populista. E temo che questo sia un grosso problema per l’Italia. Temo – ha detto ancora – che la forte tendenza all’astensionismo possa continuare se non si porrà al più presto rimedio a due questioni: la riforma del lavoro e la riforma fiscale, che devono diventare i due pilastri attorno a cui l’azione di governo deve muoversi nei prossimi mesi. La riforma del lavoro – ha proseguito Nencini – con le correzioni apportate in commissione è una buona riforma, perché offre un inizio di tutela a un mondo che non ha mai conosciuto in Italia alcun ammortizzatore sociale: commercio, artigianato, contratti di lavoro a tempo determinato”.

Categorie, queste, che, secondo Nencini, in Italia sono diventate maggioranza. “Tre milioni e 700 mila donne e uomini – ha precisato – ai quali questa riforma restituisce diritti equi”.   La seconda questione è la riforma del fisco: “In Italia – ha detto – pagano le tasse i lavoratori dipendenti, mentre la grande evasione non è quella da scontrino fiscale: il 94% dipende da grande impresa e multinazionali, dunque questa condizione iniqua deve essere rimessa in equilibrio – ha continuato – perché altrimenti rischiamo di non avere risorse per fronteggiare una condizione economica, che solo nel secondo semestre del 2015 – ha concluso – potrebbe finalmente presentare segni di leggero miglioramento”.

Redazione Avanti!

 

 

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Commenti all'articolo
    • Il PSI invece si è presentato! In Calabria aveva dei candidati in quota PD, mentre in Emilia-Romagna ci siamo presentati assieme ai Verdi in una lista col nostro simbolo! Abbiamo preso l’1,5%..abbiamo fatto del nostro meglio anche se per pochissimo non è bastato.

  1. L’articolo è molto imbarazzante perché parla di tutti e di tutti i risultati ma mi sembra che manchi il dato del Psi, tutta via se 1,5% vi sembra un buon risultato, va bene, però c’è da annotare che anche in Emilia Romagna non sarà presente il gruppo del Psi. Inoltre i candidati in quota Pd in Calabria sono passati in Consiglio Regionale?

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