sabato, 19 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Welfare, l’Inps e la crisi
secondo l’ultimo bilancio sociale del 2013 
Pubblicato il 24-11-2014


Salvaguardie – Dopo le prime due ‘salvaguardie’, che hanno coinvolto 65.000 esodati la prima e 55.000 la seconda, l’ultima salvaguardia del 2013 è stata inserita nella legge numero 288 del 2012 e ha interessato 10.130 esodati (a tutt’oggi – si ricorda – siamo arrivati alla sesta salvaguardia). E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato di recente a Roma. Nel 2013 sono state inviate certificazioni per la decorrenza della pensione a 79.989 soggetti e sono state liquidate 26.941 pensioni. L’articolo 24 della legge numero 214 del 2011 ha previsto, nei limiti delle risorse stanziate e del contingente numerico stabilito dalla norma stessa, l’applicazione della normativa vigente al 31 dicembre 2011 in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici, a favore dei lavoratori cosiddetti salvaguardati, ovvero collocati in mobilità, a carico di fondi di solidarietà, autorizzati alla prosecuzione volontaria e altre tipologie. La tutela di tali lavoratori è stata attuata dall’Inps predisponendo sin dal 2012 sia un piano operativo per la verifica del diritto a pensione, nonché tutte le attività necessarie per l’inoltro delle comunicazioni ai lavoratori interessati.

Incentivi giovani – Nell’ambito delle politiche nazionali volte a contrastare il trend negativo di crescita della disoccupazione giovanile, l’Inps ha gestito domande di ammissione a incentivi e riconosciuto la loro fruizione per le assunzioni di varie tipologie di giovani lavoratori. E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma. In particolare, l’Istituto ha attuato la normativa di settore volta ad agevolare l’assunzione di giovani genitori, di giovani privi di impiego da almeno sei mesi ovvero privi di diploma di scuola media superiore o professionale (legge numero 99 del 2013), nonché la riduzione contributiva per l’apprendistato (Testo unico sull’Apprendistato), il cui contratto è finalizzato a promuovere l’occupazione dei giovani. Per quanto riguarda i giovani genitori, l’Inps ha accolto 1.708 istanze per la fruizione di tali incentivi, per un importo complessivo impegnato pari a circa 8,5 milioni di euro. Quanto ai giovani privi di impiego da almeno sei mesi ovvero privi di diploma di scuola media superiore o professionale sono state accolte, a partire dal mese di agosto 2013, 13.695 domande per un importo totale di circa 123 milioni di euro. Relativamente all’apprendistato, dalle comunicazioni telematiche, risultano assunti nel 2013 circa 244.000 apprendisti.

Ammortizzatori sociali per 4,5 mln lavoratori – Oltre quattro milioni e mezzo di lavoratori hanno percepito almeno un ammortizzatore sociale nel corso dell’anno. Nel 2013 l’ammontare della spesa per ammortizzatori sociali è stata di 23,5 miliardi di euro, dei quali 14,5 di prestazioni e 9 di contributi figurativi, con un aumento rispetto al 2012 di 938 milioni di euro (+4,1%). La spesa è ripartita in 6,7 miliardi per la cassa integrazione (cig), 13,6 miliardi per l’indennità di disoccupazione e 3,3 miliardi per l’indennità di mobilità. Rispetto al 2012 si registra un aumento di spesa per la cassa integrazione del 9,6%, un incremento della spesa dell’Indennità di mobilità del 17,2%, mentre si assiste a un decremento dell’1% della spesa per l’indennità di disoccupazione. L’ampiezza dell’utilizzo degli ammortizzatori nel 2013 emerge anche dai dati sui beneficiari: la cig ha coinvolto in tutto oltre un milione e mezzo di lavoratori, la mobilità ne ha interessati oltre 300.000 e la disoccupazione nel suo complesso oltre tre milioni e mezzo.

Maternità – Nel 2013 la spesa totale dei trattamenti economici di maternità (comprendenti la maternità obbligatoria, il congedo parentale facoltativo e il permesso retribuito per l’allattamento) è pari a 2,8 miliardi di euro, in linea con quella del 2012. E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma. I beneficiari dei trattamenti di congedo obbligatorio di maternità sono diminuiti nel complesso del 6,3% passando dai 399.989 del 2012 ai 374.681 del 2013. La riduzione più consistente si è verificata per le commercianti (-27,4%), mentre per le iscritte alla cassa CD-CM (coltivatori diretti, coloni, mezzadri) il decremento è risultato pari al 24,6% e per quelle iscritte alla cassa artigiani del 23,9%. I beneficiari dei trattamenti di maternità obbligatoria tra i lavoratori dipendenti sono stati 345.180 con una riduzione del 4,5% rispetto al 2012. Le lavoratrici autonome che hanno usufruito della maternità obbligatoria sono risultate nel complesso 20.135, con una riduzione rispetto al 2012 del 26,2%. Fra di loro la maggioranza è iscritta alla gestione commercianti ed ha fra i 30 e 39 anni. Le lavoratrici parasubordinate che hanno beneficiato della maternità obbligatoria risultano pari a 9.366 con un decremento del 15,4%. La spesa totale degli assegni al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti, per disoccupati e pensionati e anche gli assegni di congedo matrimoniale ammonta a 5.481 milioni di euro. I contributi incassati sono stati pari a 6.435 milioni di euro.

Apprendisti e operai – Apprendisti e operai in calo per effetto della crisi. E’ quanto emerge dal Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma, da cui si rileva che una situazione di difficoltà del mercato del lavoro è evidenziata dal calo degli apprendisti (-4%) e degli operai (-3,5%). A risentire meno della crisi economica gli impiegati (-1,3%) e i dirigenti (-2,1%). Gli unici che rispetto al 2012 presentano un aumento sono i quadri (+0,5%). Per quanto attiene all’analisi di genere, gli uomini rappresentano il 58,4% dei dipendenti, con un decremento dello 0,2% rispetto al 2012, mentre per le donne, che rappresentano il restante 41,6%, si rileva un incremento dello 0,2%. In generale, nel 2013 i lavoratori dipendenti privati (esclusi i domestici e gli operai agricoli) sono risultati in media pari a 11.983.264, con una riduzione di 312.937 unità rispetto al 2012 (-2,5%). In considerazione della qualifica, si evidenzia che gli operai rappresentano il 52,1% del totale dei dipendenti, gli impiegati il 39,3%, gli apprendisti il 3,7%, i quadri il 3,6% e i dirigenti l’1%.

Servizi online – L’Inps, consolidando il processo già avviato negli anni precedenti, ha erogato nel 2013 la quasi totalità dei servizi e delle prestazioni in via telematica. Sono a disposizione del cittadino più di 36.410 pagine web, con un incremento di circa 12.000 pagine rispetto al 2012. E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma. I servizi erogati su dispositivo mobile (smartphone, tablet, cellulare) hanno fatto registrare un aumento di accessi da parte dell’utenza pari al 147,9% rispetto al 2012. L’emissione dei pin di accesso alle procedure web dell’Istituto è passata dai circa 10 milioni nel 2012 a circa 14,4 milioni del 2013, con un incremento del 44%. Dal mese di giugno 2013 è attivo, inoltre, un unico contact center telefonico Inps, che fornisce informazioni anche agli iscritti delle gestioni dei lavoratori dello spettacolo (ex Enpals) e dei dipendenti pubblici (ex Inpdap). E’ proseguito nel 2013 l’utilizzo in via esclusiva del contact center multicanale Inps Inail, raggiungibile con il numero verde 803.164, che ha registrato circa 23 milioni di contatti nell’anno (+9,5%).

Personale – La consistenza del personale Inps, in diminuzione nel corso degli ultimi anni per le necessità di contenimento della spesa pubblica e dei conseguenti vincoli alle assunzioni, è pari, alla data del 31 dicembre 2013, a 31.966 unità, con un decremento del 2,5% rispetto al 2012. E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma. Nel complesso, le donne rappresentano il 58% e gli uomini il 42% dei dipendenti. La presenza femminile, che negli ultimi anni risulta in crescita, si concentra in particolare nell’area C. Risulta comunque bassa la percentuale di donne ai livelli della dirigenza apicale. L’età media delle dipendenti si attesta a 51 anni, quella dei dipendenti a 53.

Corte Ue, sì al passaggio da part a full time senza l’assenso del lavoratore 

È ammessa una normativa che consente al datore di lavoro di disporre, per ragioni obiettive, la trasformazione del contratto di lavoro da contratto a tempo parziale in contratto a tempo pieno senza il consenso del lavoratore interessato. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue in relazione a una causa intentata da una funzionaria del ministero della Giustizia italiano, che aveva disposto unilateralmente il passaggio dal tempo parziale al tempo pieno. Il Tribunale di Trento aveva chiesto alla Corte di giustizia se la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno in forza della legge italiana relativa alle amministrazioni pubbliche fosse contraria alle disposizioni dell’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale.

La Corte Ue indica che «la situazione in cui un contratto di lavoro a tempo parziale è trasformato in un contratto a tempo pieno senza l’accordo del lavoratore e una situazione in cui un lavoratore vede il suo contratto di lavoro a tempo pieno trasformato in un contratto a tempo parziale contro la sua volontà non possono essere considerate situazioni comparabili, dato che la riduzione del tempo di lavoro non comporta le stesse conseguenze del suo aumento, in particolare a livello di remunerazione».

Bollette, fatture ecc,

DOCUMENTI, PER QUANTO TEMPO CONSERVARLI

La raccolta delle “scartoffie”, una delle noiose incombenze a cui dobbiamo prepararci all’inizio del nuovo anno. E’ questo il periodo in cui cominciare a raccogliere tutti i documenti utili in vista della dichiarazione dei redditi (ad esempio le ricevute delle spese detraibili) e, visto che ci siamo, a fare ordine tra le “carte” accumulate l’anno scorso (ad esempio i diversi estratti conto della banca). Sperando di averli conservati tutti. Perché forse non tutti sanno che i documenti hanno una “scadenza” obbligatoria, cioè un tempo minimo di conservazione dopo il loro utilizzo. Ad esempio, per quanto va conservata la parcella del dentista che ho detratto dalle tasse? E la ricevuta del bollettino postale per il pagamento di una multa? La nostra vita è costellata di bollette, ricevute, quietanze di cui non possiamo liberarci. Almeno non immediatamente: c’è un tempo entro il quale l’autorità di riferimento (il fisco, la banca, l’amministrazione comunale) può richiederle come “giustificativo” o l’utente può utilizzarle per contestare eventuali errori. Vediamolo nel dettaglio.

Tipi di documento                                 Tempi di conservazione       

CASA

Bollettedomestiche (acqua, gas, luce, telefono)   5   anni (consigliabile 10 anni)

Canone Tv (ricevute di pagamento)                    10  anni

Affitti (ricevute)                                                     5   anni

Spese condominiali (ricevute)                              5  anni

TRIBUTI

Giustificativi delle spese da detrarre (parcelle mediche, ristrutturazioni della casa ecc): 5 anni a partire dall’anno successivo dalla  dichiarazione di riferimento

Quietanze di pagamento dei tributi (mod. F24, bollettini Ici, ricevute Trsu ecc.): 5 anni a partire dall’anno successivo alla dichiarazione di riferimento

Tassa di circolazione (bollo auto): 3  anni (consigliabile 5 anni)

BANCA 

Estratti conto                    10  anni

Mutui                                10  anni

(quietanze delle rate)

Cambiali                          3 anni dalla data di scadenza

Titoli di Stato                   5  anni dalla scadenza per capitale e interessi

ALTRE SPESE

Multe (ricevute di pagamento): 5 anni

Bollette del cellulare: 10 anni

Assicurazioni (bollette polizze): 1 anno dalla scadenza (salvo diversi tempi contratto) – 5 anni se usate a fini fiscali (detraibili)

Scontrini d’acquisto: 2 anni (durata della garanzia) salvo prol.specifico

Ricevute alberghi e pensione: 6  mesi

Rette scolastiche e iscrizioni a corsi sportivi: 1  anno, 5 anni se usate a fini fiscali (detraibili)

Parcelle professionisti (avv. Comm.ecc. e artigiani, idraulici, elettrici, ecc.): 3  anni

Ricevute di spedizionieri e trasportatori: 1  anno, 18 mesi per trasporti fuori Europa

Atti notarili (Rogiti, atti di separazione ecc.): per sempre

Carlo Pareto 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento