HABEMUS MATTARELLA

Mattarella-Presidente Repubblica

È fatta e alla fine, nonostante le discussioni delle ultime settimane, è stata un’elezione senza sorprese e nemmeno un po’ di suspence dopo che anche l’Ncd di Alfano – “con gioia e convinzione” – poco prima del voto aveva deciso pubblicamente di votare per Sergio Mattarella, relegando Silvio Berlusconi in un ruolo marginale, all’opposizione insieme alla Lega e al M5Stelle.

Con la quarta votazione, a Camere congiunte, Sergio Mattarella – figura di indiscusso rigore morale – diventa il nuovo presidente della Repubblica italiana ottenendo 665 voti, ‘mancando’ per soli otto voti il quorum dei due terzi, quello richiesto ai primi tre scrutini. Per Mattarella hanno votato 665 ‘grandi elettori’ su 1009 votanti (996 presenti in Aula). Altri voti hanno preso Ferdinando Imposimato (127), Vittorio Feltri (46), Stefano Rodotà (17) mentre 2 voti sono stati assegnati a Emma Bonino, Antonio Martino e Romano Prodi. Le schede nulle sono state 13, quelle bianche 105, quelle disperse 14.

Mauro Del Bue a colloquio con Riccardo Nencini

Riccardo Nencini mi raggiunge subito dopo il voto, che ha decretato l’elezione di Mattarella. È appena entrato in auto per tornare nella sua Toscana. Dicono che oggi abbia vinto la Sicilia. Ma anche la Toscana non è da meno. È Renzi il vero vincitore. E Riccardo concorda. Gli chiedo di parlarmi di Amato, il grande escluso. E non è la prima volta…

“NRiccardo Nencinioi abbiamo tentato, ancora prima di scegliere la candidatura di Emma Bonino, di giocare la carta Amato. E con Giuliano abbiamo avuto rapporti costanti. Gli abbiamo anche chiesto se accettava la candidatura dei socialisti già al primo turno di votazione. E lui ha pregato di soprassedere. Che era meglio aspettare”.

Del Bue: Poi nell’incontro con la delegazione del Pd avete fatto esplicitamente il suo nome?
Quando ci siamo incontrati abbiamo chiesto un nome di un politico. Non di un tecnico. E abbiamo sottolineato che avrebbe dovuto essere garante dell’unità nazionale e che avrebbe dovuto possedere una cultura europeista. Abbiamo poi dichiarato che Giuliano Amato possedeva tutti queste caratteristiche.

E Renzi cosa ha risposto?
Ha risposto con un “Lo so, lo so”…

Dunque come spieghi la scelta di Mattarella? C’e stata la solita discriminazione antisocialista, credo…
Non penso. Piuttosto credo che il nome di Amato sarebbe dovuto uscire solo alla fine e che Mattarella poteva ottenere maggiori consensi nei grandi elettori del Pd.

Oggi Bersani sostiene di aver tentato di convincere Renzi sul nome di Amato. Ma che Renzi la riteneva una candidatura impopolare. Gli ha suggerito di dividere con lui i rischi. Ma Renzi non ne ha voluto sapere. Come mai alla fine vincono sempre gli ex democristiani nel Pd?
Sai cosa mi confessava oggi un giornalista? Che i socialisti dopo la fine del Psi non hanno mai saputo mantenere un livello di solidarietà tra loro, a prescindere dalla scelte politiche, mentre gli ex democristiani lo hanno saputo fare. Anche sulla candidatura di Amato basta leggere. Non sono stati pochi gli ex Psi che hanno osteggiato in tutti i modi questa eventualità. Penso alle dichiarazioni di Stefania Craxi e a quelle di molti altri su Facebook.

Questo è vero. Ma gli ex comunisti sono ormai spariti anche loro. Son passati vent’anni, ma anche l’ex Pci ormai non c’è più. Questo è solo merito o colpa di Renzi?
No, io penso che le culture politiche che sono state sconfitte nel Novecento, cioè quella comunista e quella fascista, non potevano resistere nel nuovo secolo. Nemmeno in Italia dove il comunismo è stato molto diverso e originale.

Se Renzi è il vincitore, non hai l’impressione che qualcosa possa rischiare sul governo, dopo la spaccatura del Nuovo centrodestra, che secondo me, più ancora di Berlusconi, è il vero sconfitto di queste elezioni. Insomma diciamo pure che Alfano non ha fatto una gran bella figura. È sembrato che sotto una sorta di ricatto di Renzi abbia ceduto. Non si fa così, in politica. Si rischia un posto, non la faccia…
Alfano è un collega di governo e non voglio fare polemiche. Certo se avesse risposto dimettendosi da ministro avrebbe mantenuto una certa coerenza. Tieni però presente che lui ha cambiato posizione dopo che molti dei suoi avevano già scelto di votare Mattarella.

C’è stata anche una sorta di solidarietà siciliana?
Non c’è dubbio. Il fatto di potere eleggere il primo presidente della Repubblica siciliano ha prodotto un effetto trasversale di consensi.

Così i voti sono addirittura stati di più della somma dei consensi dei partiti favorevoli.
Direi che alla fine anche settori di Forza Italia hanno votato a favore di Mattarella. D’altronde anche Berlusconi è stato tentato fino alla fine.

Dunque che fine farà adesso l’alleanza di governo? Che fine farà il patto del Nazareno?
Personalmente non vedo rischi. Che può fare il Nuovo centrodestra? Passare all’opposizione dopo avere votato Mattarella?

Gli oppositori di Alfano, a cominciare da Sacconi, potrebbero togliere la fiducia a Renzi e Forza Italia non offrire i suoi aiuti in caso di fiducia.
Non credo. Ma già adesso, con il rafforzamento del nostro gruppo e con l’apporto degli ex grillini non si dovrebbe rischiare. Quanto alle riforme, penso che il cammino continuerà e che magari si accrescerà di interlocutori interessati a modifiche non negative. Penso alla minoranza del Pd soprattutto.

Caro Riccardo, però esiste anche per noi un problema di prospettiva. Con la nuova legge elettorale dovremo per forza iniziare un percorso che ci porti alla presentazione di una lista. Capilista bloccati e preferenze non ci danno scampo. Anche per questo l’Avanti aveva suggerito di sostenere la candidatura di Emma Bonino
Infatti anche per questo abbiamo candidato Emma. Innanzitutto però come omaggio alla sua figura, per le grandi battaglie di democrazia e sui diritti in Italia e nel mondo. Ho avuto modo di parlarle. Ci ha ringraziato perché ci siamo ricordati di lei che è viva e vegeta. Poi anche per un progetto politico che dovrebbe coinvolgere non solo socialisti e radicali, ma anche quei segmenti di altri partiti che l’hanno votata. Noi siamo solo sette e la Bonino ha avuto 25 voti. Partirei da quei 25. Mica sono pochi….

Mauro Del Bue

Gli altri commenti

Giorgio Napolitano, ex capo dello Stato e senatore a vita di diritto ha definito Mattarella “uomo di assoluta lealtà e correttezza” mentre la sua elezione ha fatto emergere i malumori all’interno del Nuovo centro destra: il capogruppo di Area popolare a Palazzo Madama Maurizio ha infatti presentato le dimissioni da presidente dei senatori di Ncd.

Soddisfazione è stata espressa dai parlamentari socialisti che – dopo aver sostenuto la candidatura di Emma Bonino alle prime tre votazioni – hanno fatto convergere i propri voti su Mattarella.
Marco di Lello, presidente dei deputati socialisti ha parlato di “prova di maturità di questo Parlamento. Nel 2013 fummo costretti a chiedere un ulteriore sacrificio al Presidente Napolitano per la incapacità di costruire una maggioranza intorno ad una candidatura. Quella di oggi è invece una scelta libera e consapevole dei grandi elettori. Tra i primi avevamo sottolineato che sarebbe stato un errore eleggere il presidente della Repubblica con una risicata maggioranza ed abbiamo lavorato in questa direzione. Il risultato di oggi è molto soddisfacente anche sotto questo punto di vista”. Per il senatore Enrico Buemi “l’elezione di Sergio Mattarella è garanzia di rispetto della Costituzione. Per la deputata Pia Locatelli “con l’elezione di Sergio Mattarella, esce rafforzato il Parlamento, che ha compiuto una scelta libera e consapevole, il presidente del Consiglio, che ha avuto il merito di proporre un nome largamente condiviso e il Paese che viene rappresentato da una figura rigorosa, con grande esperienza, che non ha mai rinunciato ai propri principi, garante della Costituzione, rispettoso delle istituzioni, simbolo della lotta alla mafia”.

Carlo Vizzini, presidente del Consiglio Nazionale del Psi ha parlato di “vero giorno di grande festa per la democrazia italiana”, descrivendo Mattarella come “un uomo equilibrato che si è sempre battuto per la legalità contro la mafia, e che rappresenta quella grande parte della Sicilia che a poco a poco ha isolato la criminalità mafiosa. Insieme a lui abbiamo portato avanti battaglie come quella della primavera di Palermo che isolò la mafia degli affari che penetrava nelle istituzioni”. Secondo Vizzini, il nuovo capo dello Stato sarà “il presidente di tutti gli Italiani, un ottimo garante nel rispetto e nell’attuazione della Costituzione. Per i siciliani rappresenterà in tutto il mondo l’immagine di una sicilia che cambia assieme a tutto il resto del Paese, ed è un onore per tutti noi che un siciliano sia diventato primo cittadino dell’intera Italia” ha concluso l’esponente socialista.
Di “persona giusta – e per questo essenziale ruolo di garanzia – considerato il suo altissimo spessore istituzionale e il profondo senso dello Stato” ha parlato Gian Franco Schietroma, coordinatore della segreteria nazionale Psi. “Mattarella ha dimostrato di possedere – nel giusto modo – sicure doti di stile e di riservatezza, che vanno particolarmente sottolineate in un mondo politico troppo spesso caratterizzato da eccessi di protagonismo” ha concluso Schietroma.
Redazione Avanti!

Mattarella 665

Sergio Mattarella è presidente della Repubblica. Alla fine l’hanno votato quasi tutti. Gli italiani sono fatti così. Quando si ha il sentore che ci sia un vincitore tutti corrono sul suo carro. Sergio Mattarella è persona degna. Preparata, riservata, colta, gentile e fine. Sarà un buon presidente, estraneo alle esternazioni di stampo cossighiano, ma anche alle intromissioni politiche, spesso giustificate, tipiche del novennato di Napolitano. A meno che anche lui non venga trasformato dal ruolo, com’è successo spesso in passato. Di Gronchi ce ne sono stati due, anche di Segni e di Cossiga. Mattarella era giudice costituzionale. Sarà in condizione di seguire con estrema competenza le riforme elettorali e costituzionali sul tappeto. Con rispetto per il Parlamento, con rigore per le norme della carta votata nel 1948.

L’idea di Renzi, che è il vero vincitore di questa difficile campagna, è certo quella di rilanciare appieno il ruolo del presidente del Consiglio, come la nuova legge elettorale sostanzialmente, anche se non formalmente, prescrive. Con il premio di lista al primo partito, sia nel caso di primo, sia di secondo turno, la maggioranza di governo è decisa dal voto e dunque il leader della prima lista sarà presidente del Consiglio de facto. Sarà ancora il presidente della Repubblica a conferirgli il mandato, ma solo formalmente. Tutto sarà già deciso. Non ci saranno maggioranze da formare attraverso le coalizioni, per quell’ossessione renziana a evitare pareggi. Ma intanto deve riprendere il percorso delle riforme.

Alla fine anche Alfano e parte dei suoi hanno votato per Mattarella, dando l’impressione di accogliere il dictat del presidente del Consiglio. Così hanno fatto i parlamentari dell’Udc, dei Popolari dell’Italia, quelli delle Autonomie, compresi i socialisti, e dai conti, 665 voti a favore, anche altri, tra i quali numerosi ex grillini e settori della stessa Forza Italia. I nostri hanno votato con coerenza e convinzione Emma Bonino per tre votazioni. Hanno sponsorizzato dinnanzi a Renzi la candidatura di Giuliano Amato, che sarebbe stata votata dalla minoranza del Pd e da Forza Italia. Ho già interpretato la nuova, ma in realtà vecchia, discriminazione verso i socialisti, che alla fine ha ancora una volta prevalso. Amato sarebbe stato il miglior presidente della Repubblica, assieme a Emma Bonino. Ha prevalso la logica di non dividere il Pd e Renzi ha conseguito tre obiettivi, anche per la debolezza, l’incertezza, l’inadeguatezza della opposizione esterna e interna. Ha compattato il Pd, ha garantito il governo, non ha intaccato il percorso delle riforme.

Renzi ha dato l’impressione di essere un decisionista lucido anche sul piano tattico. Mattarella non era il suo candidato. Avrebbe certo preferito Padoan, suo ministro, che però avrebbe aperto una falla nel Pd. E poi era un tecnico e non un politico. Ha lanciato Mattarella sapendo di cucire coi suoi oppositori che non gradivano il patto del Nazareno, è riuscito a riacciuffare il Nuovo centro destra e dunque a difendere i confini del suo governo (bisognerà verificare le conseguenza della frattura che si è determinata al suo interno in rapporto ai voti di maggioranza al Senato), si è perfino incuneato dentro Forza Italia suscitando una nuova divisione attorno alla questione del voto a Mattarella. Con un esito simile anche il percorso della riforme non dovrebbe subire sconquassi. Le tre maggioranze, sul governo, sulle riforme, sul Quirinale, potrebbero anche convivere. Fino a quando non saprei. Ma in giro non vedo superuomini in grado di insidiare il giovin signore fiorentino. Solo una confusione generale e una tendenza ossequiosa e convinta ad accodarsi a lui.

Quando Mattarella disse:
“Rifare la DC è impossibile …”

Per dare un giudizio sull’operato di una personalità pubblica, bisogna avere la pazienza della storia. Per questo è poco serio vedere tutti i media che compilano note agiografiche per il nuovo Presidente, mentre bisognerebbe fare gli auguri di buon lavoro e basta.

Molto cattolico – Binetti prevede che con il Papa sarà subito idillio – però non sembrerebbe appartenere a quell’area di fanatici tipo Comunione e Liberazione o al filone cattoaffaristico alla sant Egidio, ma piuttosto sembra una persona con un forte senso della laicità, resistente alla confessionalizzazione. Per alcuni aspetti sembra ricordare il predecessore Scalfaro, presidente dal 1992 al 1999, cattolicissimo ma insofferente a certi esibizionismi clericali dei suoi colleghi. Quando ricevette al Quirinale Gran Premio II gli disse: “La laicità dello Stato è sacra e un presupposto che nulla toglie alla fede di chi crede nei valori cristiani”; e ancora, alla vigilia del giubileo mentre i rappresentanti  di tutti i partiti correvano a mettersi il crocefisso all’occhiello: “La laicità dello Stato è sacra e non accetta facilmente delle scene di contaminazione che, sulla piazza di san Pietro, sono capitate qualche settimana fa. Non le accetto perché vi è una dignità dello Stato ed una dignità della Chiesa”.

Auguriamoci che tenga ben salda la barra sulla laicità, l’unico valore comune a tutti gli italiani, perché, sembra assurdo ricordarlo ma questo è, i cattolici sono solo una parte del Paese.  Se i gesti contano più delle parole, il primo del nuovo Presidente è stato di alto rigore morale: l’omaggio al sepolcro delle Fosse Ardeatine lascia intravedere un ampio orizzonte culturale e politico.

Quanto al paventato ritorno della democraziacristiana è utile sapere quanto Mattarella disse in una intervista del 1999: “Rifare la dc è impossibile perché non lo permette la storia. Sono orgoglioso dei momenti alti della dc, ma oggi la storia ci porta a una alleanza con forze di diverse cultura”. Molti di noi avrebbero desiderato un Presidente diverso: una donna contemporanea e coraggiosa come Bonino, uno attento ai diritti come Manconi, uno giovane e rigoroso come Giachetti … pare però che il compromesso sia l’unica possibilità per mantenere un equilibrio politico, e senza il compromesso c’è solo fanatismo e distruzione.

Tiziana Ficacci
dal blog liberelaiche

Mausoleo delle Fosse Ardeatine, Via Ardeatina 174. Eretto nel 1950 dove si è consumato nel marzo 1944 l’eccidio di 355 antifascisti, il Mausoleo delle Fosse Ardeatine è l’esito del primo concorso dell’Italia repubblicana. Frutto della collaborazione fra artisti e architetti (Giuseppe Perugini e Mario Fiorentino), concepisce per la prima volta un monumento come percorso attraverso una pluralità di episodi naturali, progettuali e scultorei in successione temporale: le cancellate di Mirko, il gruppo scultoreo di Coccia, le gallerie ipogeiche e il masso stereometrico orbitano intorno al piazzale centrale.

HABEMUS MATTARELLA

Mattarella-Presidente Repubblica

È fatta e alla fine, nonostante le discussioni delle ultime settimane, è stata un’elezione senza sorprese e nemmeno un po’ di suspence dopo che anche l’Ncd di Alfano – “con gioia e convinzione” – poco prima del voto aveva deciso pubblicamente di votare per Sergio Mattarella, relegando Silvio Berlusconi in un ruolo marginale, all’opposizione insieme alla Lega e al M5Stelle.

Con la quarta votazione, a Camere congiunte, Sergio Mattarella – figura di indiscusso rigore morale – diventa il nuovo presidente della Repubblica italiana ottenendo 665 voti, ‘mancando’ per soli otto voti il quorum dei due terzi, quello richiesto ai primi tre scrutini. Per Mattarella hanno votato 665 ‘grandi elettori’ su 1009 votanti (996 presenti in Aula). Altri voti hanno preso Ferdinando Imposimato (127), Vittorio Feltri (46), Stefano Rodotà (17) mentre 2 voti sono stati assegnati a Emma Bonino, Antonio Martino e Romano Prodi. Le schede nulle sono state 13, quelle bianche 105, quelle disperse 14.

Giorgio Napolitano, ex capo dello Stato e senatore a vita di diritto ha definito Mattarella “uomo di assoluta lealtà e correttezza”, mentre la sua elezione ha fatto emergere i malumori all’interno del Nuovo centro destra: il capogruppo di Area popolare a Palazzo Madama Maurizio ha infatti presentato le dimissioni da presidente dei senatori di Ncd.

Soddisfazione è stata espressa dai parlamentari socialisti che – dopo aver sostenuto la candidatura di Emma Bonino alle prime tre votazioni – hanno fatto convergere i propri voti per Sergio Mattarella. Secondo il segretario del Psi, Riccardo Nencini, “oggi si apre un nuovo ciclo nella politica italiana. Se dopo la sinistra riformista, ancoratasi al socialismo europeo, anche la destra scegliesse la famiglia popolare europea, l’Italia uscirebbe da una storica anomalia e fronteggerebbe meglio i tanti populismi che la travagliano”. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha poi aggiunto che: “Esce più forte il presidente del Consiglio e, con lui, quanti hanno lavorato per esprimere un candidato politico da eleggersi già nelle prime votazioni. Gli italiani non avrebbero tollerato giochini e perdite di tempo”.

Marco di Lello, presidente dei deputati socialisti ha parlato di “prova di maturità di questo Parlamento. Nel 2013 fummo costretti a chiedere un ulteriore sacrificio al Presidente Napolitano per la incapacità di costruire una maggioranza intorno ad una candidatura”. Secondo l’esponente socialista “quella di oggi è invece una scelta libera e consapevole dei grandi elettori. Tra i primi avevamo sottolineato che sarebbe stato un errore eleggere il presidente della Repubblica con una risicata maggioranza ed abbiamo lavorato in questa direzione. Il risultato di oggi è molto soddisfacente anche sotto questo punto di vista”. Per il senatore, nonchè capogruppo Psi in commissione Giustizia, Enrico Buemi “l’elezione di Sergio Mattarella è garanzia di rispetto della Costituzione”. Carlo Vizzini, presidente del Consiglio Nazionale del Psi ha parlato di “vero giorno di grande festa per la democrazia italiana”, descrivendo Mattarella “un uomo equilibrato che si è sempre battuto per la legalità contro la mafia, e che rappresenta quella grande parte della Sicilia che a poco a poco ha isolato la criminalità mafiosa. Insieme a lui abbiamo portato avanti battaglie come quella della primavera di Palermo che isolò la mafia degli affari che penetrava nelle istituzioni”. Secondo Vizzini, il nuovo capo dello Stato sarà “il presidente di tutti gli Italiani, un ottimo garante nel rispetto e nell’attuazione della Costituzione. Per i siciliani rappresenterà in tutto il mondo l’immagine di una sicilia che cambia assieme a tutto il resto del Paese, ed è un onore per tutti noi che un siciliano sia diventato primo cittadino dell’intera Italia” ha concluso l’esponente socialista. Di “persona giusta – e per questo essenziale ruolo di garanzia – considerato il suo altissimo spessore istituzionale e il profondo senso dello Stato” ha parlato Gian Franco Schietroma, coordinatore della segreteria nazionale Psi. “Mattarella ha dimostrato di possedere – nel giusto modo – sicure doti di stile e di riservatezza, che vanno particolarmente sottolineate in un mondo politico troppo spesso caratterizzato da eccessi di protagonismo” ha concluso Schietroma.

Moriremo democristiani? È quanto si chiedono in tanti dopo che al Colle è salito un democristiano doc mentre a Palazzo Chigi siede un altro democristiano soltanto più giovane e spregiudicato, Matteo Renzi. E se lo chiedono soprattutto a sinistra dove SEL ha fatto una scelta a favore di un democristiano piuttosto che tentare un’altra strada e finendo anche per essere politicamente irrilevante perché la maggioranza di governo si conferma con l’elezione di Mattarella sostenuta da Alfano. E certo se lo chiede la radice comunista del PD, l’opposizione dei Civati e Fassina, ormai travolta da un renzismo dilagante, all’insegna del ‘correre in soccorso del vincitore’ come ironicamente stigmatizzava tra le ‘qualità’ degli italiani Ennio Flaiano. E che dire dei 5 Stelle incapaci fino all’ultimo di incidere politicamente continuando a proporre Ferdinando Imposimato piuttosto che sostenere qualche candidatura alternativa come quella di Prodi, di Bersani o di Bonino? Continuano a rivelarsi sostanzialmente inutili in Parlamento come nel Paese.

Inutile purtroppo però anche il tentativo generoso del Psi di proporre Emma Bonino, all’insegna dei valori della laicità dello Stato; “Un candidato rappresentativo dell’Italia delle libertà e delle battaglie civili, un omaggio a una storia che ha reso il Paese più civile e più giusto” come aveva ricordato il segretario Riccardo Nencini annunciando la scelta del Psi fin dalla prima votazione. Così hanno continuato per i primi tre turni scegliendo dal quarto di votare Mattarella come deciso in accordo con i gruppi parlamentari all’aunanimità e gran parte della segreteria del partito.

Redazione Avanti!

 

SEDE VACANTE (ATTO III)

Presidente-elezione

Come da previsione anche la terza votazione è passata senza dare risultato. Il quorum da raggiungere era  sempre lo stesso: 673 (due terzi dei componenti l’Assemblea). Da domani il si abbasserà a 505, (la maggioranza assoluta) con la possibilità concreta di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica già dalla quarta votazione. Sulla carta Mattarella sono intorno ai 560 dati dalla somma di Pd (446), Autonomie/Psi/Pli (32), Scelta Civica (32), Sel 34 e una parte dei fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle.

I risultati della terza votazioni sono stati: presenti e votanti, 969, quorum, 673, schede bianche, 513. Nulle 27, 70 i voti dispersi. Hanno ottenuto voti: Imposimato, 126; Castellina, 33; Feltri, 56; Bonino, 23; Rodotà, 22; Barani, 21; Pagano, 11; Sabelli Fioretti, 8; Gualdani, 7; Guerra, 5; Guccini, 4; Manconi, 4; Mattarella, 4; Abate Russo 2; Casini, 2; Frattini, 2; Greggio, 2; Olita, 2; Razzi, 2; Soglio, 2.

Anche alla terza votazione, i socialisti hanno votato per Emma Bonino. Sulla scelta di votare per Bonino, è intervenuto anche il nostro Direttore in un’intervista a Radio Radicale, ricordando il significato politico di questa scelta e le  tante battaglie comuni tra Psi e Partito Radicale.

Dal premier è arrivato un appello a tutti i partiti affinché votino per Sergio Mattarella: “Auspico si determini la più ampia convergenza possibile per il bene comune dell’Italia. E’ una scelta che interpella tutti e non solo un partito”. Un appello colto dall’Ncd con prontezza democristiana.

Manifesto-dcPartito Democratico
Matteo Renzi ha riunito alla Camera la delegazione Pd incaricata di seguire la partita del Quirinale. Una riunione per fare il punto sull’andamento delle votazioni in vista del quarto scrutinio di domani, quando il Pd voterà Sergio Mattarella. “Stiamo lavorando, siamo molto determinati a raggiungere l’obiettivo. Non abbiamo nessuna preoccupazione particolare” ha detto il capogruppo Pd, Roberto Speranza, al termine dell’incontro con il premier. Quanto alle decisioni di Ncd, sostiene Speranza, “rispettiamo il dibattito in corso e torniamo a sostenere che Mattarella lo possono votare tutti”. Stesso auspicio per il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda: “Mi aspetto – e me lo auguro per il Paese – che domani Sergio Mattarella sarà eletto Presidente della Repubblica con una maggioranza larghissima. La candidatura di Mattarella è una candidatura importante per tutta l’Italia, non per il Pd. E’ una grande personalità che saprà aiutare il nostro Paese per i prossimi sette anni”. Stesso auspicio anche dalla minoranza del Pd con Chiti che si augura “che Area popolare (Ncd-Udc) rifletta seriamente e possa decidere di votare domani per Sergio Mattarella. Non si capiscono – aggiunge – le motivazioni che sostengono il rifiuto ad eleggerlo Presidente della Repubblica: persona degna, in grado di svolgere bene le funzioni di Capo dello Stato, – affermano – ma sarebbero di impedimento questioni di metodo. Sinceramente risulta incomprensibile a quanti ogni giorno si dedicano alla politica: figuriamoci ai cittadini.
E’ apprezzabile intanto che Ncd e Udc – partiti di governo – dichiarino che non seguiranno Forza Italia nell’astensione dal voto: sarebbe stata una scelta politica molto grave. Voglio anche confidare che Alfano si renda conto che il ministro dell’Interno non può non votare il Presidente della Repubblica: le sue responsabilità e i suoi doveri istituzionali vengono prima di ogni logica di partito. Non ho dubbi che ne sia consapevole”. Per Civati “il Patto del Nazareno non è finito, diciamo che è sospeso”. Pippo Civati si dice soddisfatto per la scelta di Mattarella, che mette in crisi l’accordo del premier con Berlusconi. Il deputato Pd però osserva che “è come le telenovele, ci sono sempre le puntate in cui litigano, un po’ per finta, un po’ per davvero. C’è da capire Alfano, perché è in una posizione incredibile, è alleato di governo però sta minacciando sfracelli che secondo me non farà. Quindi se la situazione rimane questa, Renzi ha scelto una strada molto stretta”. Il ministro Boschi invece parla dei rapporti con Forza Italia. “Mi auguro ci sia la possibilità di ricucire i rapporti, forse già sabato in aula”, ma comunque “avremo modo di ricucire, c’è tanto lavoro da fare”. Anche Pier Luigi Bersani si augura che Ncd e Fi votino per Sergio Mattarella, un uomo “che ha letto la Costituzione”e sarà un “presidente di garanzia”. Per Fassina “va dato atto a Renzi di aver compreso che eravamo ad un passaggio molto difficile”.

Forza Italia
La situazione in Forza Italia è la più complicata. Berlusconi, in collegamento telefonico con i vertici azzurri, ha detto di non aver nulla contro Mattarella, ma non è un nome condiviso, Renzi ha sbagliato il metodo per cui politicamente non si può appoggiare questa candidatura. L’ex Cavaliere avrebbe espresso ancora una volta l’indicazione di votare scheda bianca ma l’invito rivolto dallo stato maggiore azzurro è quello di considerare altre soluzioni, una fra tutte quelle di non prendere parte alla votazione.
Presidente, è stato il ragionamento fatto dai vertici Fi, con la scheda bianca diamo la possibilità ai fittiani e a tutti quelli che vogliono metterti in difficoltà di votare Mattarella per dimostrare che non hai più il controllo del partito. Una considerazione questa che avrebbe quindi portato il Cavaliere a delegare i vertici su quale sia ‘tecnicamente’ la strada migliore da percorrere. La decisione sarà presa in una nuova riunione in programma questa sera dopo il terzo scrutinio. Per ora dunque l’ex capo del governo prendere tempo. Dentro Fi le voci gli scenari si moltiplicano e c’è chi pensa che alla fine l’ex premier possa cambiare totalmente le carte in tavola e magari dare il via libera ad appoggiare la candidatura proposta da Renzi. A fine giornata però i capigruppo di Paolo Romani e Renato Brunetta ribadiscono la posizione: “Come deciso ieri con Silvio Berlusconi e approvato all’assemblea dei grandi elettori confermiamo che dalla quarta votazione Forza Italia voterà scheda bianca”.

Presidente-elezioneSel
Sel dalla quarta votazione voterà per Mattarella. “Mattarella – afferma il capogruppo alla Camera Arturo Scotto – ha una cultura costituzionale e democratica e rompe il Patto del Nazareno. Il Movimento Cinque Stelle rifletta e non sprechi questa occasione”. E il Senatore Dario Stefano aggiunge: “Dobbiamo liberarci di strani patti che rischiano di trasformarsi presto in una prigione cupa per lo stesso Partito Democratico e, ancor peggio, per l’intero Paese. Alcune scelte in tema di riforme e alcuni indirizzi politici hanno dato l’idea che fosse in atto una mutazione genetica preoccupante di alcuni partiti del centrosinistra oggi al governo de Paese. In questo scenario – prosegue – l’elezione di Sergio Mattarella può rappresentare il perno per invertire questa rotta, l’occasione per ripartire da un rapporto naturale e spontaneo tra le forze di centrosinistra. Domani – conclude – noi votiamo Mattarella”.

Ncd
Il pressing è fortissimo e Area Poplare (Ncd e Udc) sta valutando il da farsi. Ma solo con un fatto politico nuovo, che rompe lo schema finora adottato da Renzi potrebbe essere presa in considerazione l’ipotesi di rivedere le posizioni. Matteo Renzi ha incontrato alla Camera Angelino Alfano. Il premier ha chiesto a Ncd di ripensare la decisione di votare scheda bianca alla quarta votazione, sostenendo l’incoerenza di non votare Sergio Mattarella. Ipotesi che si sta facendo largo tra le file Ncd. Resiste l’ala più oltranzista degli alfaniani, che senza un cambio di linea deciso da parte di Renzi non ci stanno a venir meno alla posizione finora assunta. In sostanza i vertici di Ap attendono che Renzi dia segnale chiaro e forte: deve dire pubblicamente che Sergio Mattarella è il candidato delle riforme e, quindi, deve diventare il candidato della maggioranza ampia che sostiene le riforme. Ricomprendendo, quindi, Area Popolare e Forza Italia. Se fa questo, dicono dall’Ncd, allora le cose cambiano e il voto a favore diventa possibile. Quanto a Forza Italia, spiegano ancora, faremo di tutto per portarla sulle nuove posizioni, qualora Renzi compiesse questo atto formale. Dopo l’appello di Renzi è arrivata immediata la risposta del Senatore Roberto Formigoni: Quello di Renzi dice, “è un appello che va nella direzione che avevamo auspicato e ripara all’errore di metodo iniziale, togliendo a Mattarella quell’aura di uomo solo del Pd”.

Movimento 5 Stelle
Si terrà alle 21 alla Camera l’assemblea congiunta dei 5 stelle per discutere della partita sul Quirinale. I deputati e senatori faranno il punto della situazione alla vigilia della quarta votazione. L’orientamento comunque è di proseguire con Ferdinando Imposimato anche alla quarta votazione ma stasera, così viene riferito, si discuterà se e quando sottoporre alla Rete una votazione lampo.

Psi
I socialisti hanno votato per Emma Bonino per i primi tre turni. E dal quarto voteranno Mattarella come deciso in accordo con i gruppi parlamentari all’aunanimità e gran parte della segreteria del partito. Bobo craxi invece sostiene che “i socialisti avrebbero dovuto insistere su Emma Bonino dopo il ‘veto’ su Giuliano Amato, evidentemente ‘scartato’ a causa della sua provenienza politica. I compagni parlamentari e il Segretario nazionale – aggiunge – hanno già preannunciato il loro orientamento ‘accucciato’ su un candidato notoriamente assai ostile verso la nostra tradizione. Lo considero –Tricolore strappato conclude – un errore non secondario”.

Per chiudere
Il forte vento di oggi sulla Capitale ha strappato il Tricolore sul Quirinale. Per i superstiziosi un cattivo presagio.

Redazione Avanti!

Istat, tornano a crescere gli occupati

Occupazione-crescitaOltre al ritorno della fiducia dei consumatori e delle imprese, un altro dato incoraggiante rileva che a dicembre a crescere è stato il numero delle persone – soprattutto giovani – che hanno un lavoro, toccando quota 93 mila (+0.4%) mentre la disoccupazione è scesa al 12,9%. Il dato – il migliore dal 2011 – è stato diffuso oggi dall’Istituto nazionale di statistica ed è stato confermato dall’Eurostat secondo cui il calo della disoccupazione in Italia è stato il più sensibile di tutta l’Unione europea.

SCENDE LA DISOCCUPAZIONE E AUMENTANO GLI OCCUPATI – Il dato dell’occupazione diffuso oggi dall’Istat rileva che nel mese di dicembre è cresciuto il numero delle persone che hanno un lavoro, toccando quota 93 mila unità in un mese (+0,4%). L’Istituto di statistica nazionale ha anche evidenziato un rialzo che su base annua arriva a 109 mila occupati (+0,5%).

L’OTTIMISMO DEL GOVERNO – Il capo del governo ha twittato che l’aumento dei posti di lavoro è merito del Jobs Act, varato a fine anno: “Centomila posti di lavoro in più in un mese. Bene. Ma siamo solo all’inizio. Riporteremo l’Italia a crescere”, lanciando l’hashtag #lavoltabuona”.  Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti ha parlato di “bella notizia”, sottolineando che “oggi siamo di fronte ad uno scenario diverso” e confermando la “convinzione che i primi mesi del 2015 potranno segnare una svolta”, tra sgravi, assunzioni e Jobs Act.

EUROSTAT: CALO PIÙ SIGNIFICATIVO IN TUTTA UE – A dicembre in Italia si registra il calo della disoccupazione più sensibile di tutta l’Ue, rileva Eurostat, confermando il tasso (12,9%) diffuso dall’Istat. Ribasso da record anche per quella giovanile, che passa da 43% a 42%. In Europa il record dei disoccupati è della Spagna (23,7% e 51,4% quella giovanile). Infine disoccupazione in calo a 11,4% a dicembre nella zona euro dall’11,5% di novembre, raggiungendo così il livello più basso da agosto.

Siria Garneri 

Chi è Sergio Mattarella

Palermitano, classe 1941, Sergio Mattarella, dal 2011 giudice della Corte Costituzionale viene da una famiglia di tradizione democristiana. Il padre, Bernardo, fu tra i fondatori della Dc siciliana, deputato alla Costituente e ministro dei Trasporti, del Commercio Estero e delle Comunicazioni tra la metà degli anni ’50 e ’60. Anche il fratello Piersanti aveva intrapreso la carriera politica riuscendo in poco tempo ad arrivare alla carica più alta della regione e mettendo al primo posto la lotta alla mafia e alla corruzione. Proprio per questo, mentre era governatore della Sicilia, il giorno dell’Epifania del 1980, quando era appena quarantacinquenne fu brutalmente ucciso da un agguato a colpi di pistola da parte di Cosa Nostra.

Tre anni dopo Sergio Mattarella, avvocato e docente di diritto parlamentare all’università di Palermo, viene eletto deputato con la Dc. Negli anni Ottanta è ministro dei Rapporti con il Parlamento nei governi De Mita e Goria. Poi ministro dell’Istruzione con Giulio Andreotti, carica dalla quale si dimette nel 1990 in segno di protesta contro l’approvazione della legge Mammì che, di fatto, favorì l’ascesa economica di Silvio Berlusconi.

Nel 1993 è ‘padre’ della riforma della legge elettorale in senso maggioritario che porta il suo nome, il ‘Mattarellum’, sostituita nel 2005 dal cosiddetto ‘Porcellum’. Dopo Tangentopoli è alla guida del rinnovamento democristiano. Tra il ’92 e il ’94 è direttore del ‘Popolo’, il quotidiano del partito e dopo la frammentazione Dc è tra i promotori del Partito popolare italiano.

Nel 1996, con la vittoria elettorale dell’Ulivo guidato da Romano Prodi è capogruppo dei popolari alla Camera e diventa vicepresidente del Consiglio quando, dopo la caduta di Prodi, l’incarico venne assunto da Massimo D’Alema. Nei secondi governi D’Alema e Amato, Sergio Mattarella è ministro della Difesa. Nel 2001 è nuovamente eletto deputato nelle liste della Margherita e riconfermato a Montecitorio nel 2006 per la lista dell’Ulivo carica che ha ricoperto fino al 2008. Eletto dal Parlamento giudice della Corte Costituzionale il 5 ottobre 2011. Giura l’11 ottobre 2011.

Redazione Avanti!

Atene spalleggia Mosca. Nato e Ue in difficoltà

Russia-riarmo-GreciaSi complica la situazione sul fronte orientale. A spaventare non è più solo la Grecia ma il suo appoggio alla Russia, e il giorno dopo in cui l’Ue (quasi) compatta decide di estendere le sanzioni contro la Russia dopo la guerra in Ucraina, nonostante la contrarietà espressa da Tsipras. Il Consiglio straordinario dei ministri degli esteri Ue ha infatti deciso di prolungare le sanzioni contro la Russia, ma Mosca non china il capo e il ministro della difesa russo, Serghiei Shoigu, annuncia che “rafforzerà i gruppi delle proprie forze militari nelle aree strategiche”.

L’appoggio di Atene non è casuale, non solo il ministro della difesa greco, Panos Kammenos, è molto vicino agli ambienti “putiniani” ma lo stesso Tsipras, si era schierato dalla parte russa, quando l’anno scorso aveva accusato l’Ucraina, durante un viaggio a Mosca, di aver imbarcato “neonazisti” nel governo.

Da parte russa, si è tesa una mano verso Tsipras, offrendo un aiuto economico. In un’intervista esclusiva rilasciata all’emittente Cnbc, Anton Siluanov, ministro delle Finanze russo, ha dichiarato la piena disponibilità di Mosca a concedere aiuti alla Grecia, anche se non è stata, per ora, avanzata alcuna richiesta ufficiale dal governo greco. Eppure anche per la Russia, economicamente non è stato un buon periodo, tanto che dopo il piano anti-crisi della Duma in 60 misure per affrontare l’emergenza della crisi, la Banca centrale ha deciso di ridurre i tassi d’interesse (dal 17 al 15%) per tentare di ridare fiato alle imprese. Ma nonostante la crisi e il piano di emergenza, la Russia non solo si è detta disponibile ad aiuti finanziari verso Atene, ma ha anche aumentato le spese militari. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg ha presentanto oggi a Bruxelles il rapporto annuale della Nato, avvertendo con preoccupazione che la Russia sta aumentando sensibilmente la spesa militare. Non solo, ma proprio ieri il governo britannico ha convocato a Londra l’ambasciatore russo per chiedere spiegazioni circa i due bombardieri russi che stavano sorvolando il canale della Manica, vicino allo spazio aereo inglese.

“Gli aerei russi, che non sono entrati nello spazio aereo sovrano britannico e sono stati scortati fuori dalla zona del Regno Unito dai jet della Raf, hanno causato problemi all’aviazione civile”, ha spiegato un portavoce del Foreign Office.
Le preoccupazioni crescono, insieme alla tensione a cui non poco contribuisce l’intervento del segretario della Nato che invita i Paesi europei a investire negli armamenti.

“La Russia ha aumentato gli investimenti nella difesa e, nonostante la crisi economica e finanziaria che sta vivendo, la sua priorità resta la difesa. La Nato invece ha mediamente diminuito la spesa, soprattutto in Europa”, fa notare Jens Stoltenberg, annunciando che “la mia priorità” sarà “convincere i governi europei, e in particolare quelli di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia, a interrompere la riduzione delle spese per la difesa” perché “non possiamo continuare a aumentare le capacità e continuare a tagliare le spese”. Di questo, ha anticipato Stoltenberg “ho parlato con la cancelliera Merkel e ne parlerò col premier italiano”.

Ora a rimettere tutto in discussione, dall’Ue alla Nato, è di nuovo la Grecia che non solo apre uno spiraglio sulla rinegoziazione del debito, ma cerca di trattare anche sulla politica estera: non solo la questione delle sanzioni russe, ma anche la possibilità di chiudere tutte le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato, così come annunciato nel programma di Syriza.

Maria Teresa Olivieri

Territori Occupati, Netanyahu
dà il via a nuovi insediamenti

Ghilo-israele-palestinaIl governo israeliano – secondo quanto reso noto dalla Ong Peace Now – ha riproposto annunci di appalto per la costruzione di 450 nuove abitazioni nei Territori Occupati. Gli appalti riguardano gli insediamenti in Cisgiordania a Kiryat Araba (102 alloggi), Adam (114), Elkana (156), Alfei Menashe (78) e includono anche Maaleh Adumim ed Emmanuel, dove saranno costruiti un albergo ed uffici di vario genere.

Sempre secondo Peace Now, nel rione ebraico di Ghilo (Gerusalemme est) sono inoltre in fase iniziale di progettazione altri 93 alloggi. “Si tratta – afferma Peace Now – di una mossa pre-elettorale” in vista delle politiche del 17 marzo. “Dopo aver imbarazzato l’amministrazione Obama con l’invito al Congresso, – afferma la Ong – il premier Benyamin Netanyahu dà adesso un altro schiaffo in faccia agli americani e mostra che Israele non ha rispetto verso il suo più stretto alleato”.

Alla denuncia di Peace Now si aggiunge quella di Khalil Tafakji, direttore del Dipartimento mappe dell’Associazione di studi arabi, secondo cui il governo israeliano approverà la costruzione di 2500 nuove unità abitative nell’insediamento di “Efrat” a sud-est di Betlemme. Per il network Palestinian News, al Tafakji ha osservato che le nuove unità occuperanno un’area di centinaia di dunum (1 dunum=1000mq) appartenenti a cittadini palestinesi di Kherbat Nakhla e che la decisione di espandersi è stata presa sebbene il caso sia ancora “all’esame” della corte israeliana. Si stima che circa 500 mila coloni vivano oggi in insediamenti residenziali e avamposti in tutta la Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est, in violazione del diritto internazionale.

Redazione Avanti!

Ancora ritardi nella
erogazione della mobilità

C.L.A.S-Sardegna

“Abbiamo atteso oltre ventidue mesi per aver ragione del saldo delle indennità di mobilità in deroga relative il 2013. Ci sono stati pagati solo nell’ottobre 2014. All’ atto del pagamento ci hanno applicato in maniera arbitraria la tassazione Irpef al 23%. A oggi, 30 gennaio 2015 l’Inps  sta  pagando con forti ritardi due mensilità –  gennaio – febbraio 2014 – in palese  violazione degli accordi presi nel mese di dicembre 2014. Continua a leggere