giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Requisito anagrafico,
contributi e quote 2015 
Pubblicato il 30-01-2015


I lavoratori che hanno svolto lavori usuranti devono fare domanda di pensione anticipata entro il 1° marzo 2015 e l’Inps comunicherà l’esito entro il 30 ottobre, come lo stesso ente previdenziale ha informato col messaggio 9963/2015. Ovviamente occorre rispettare precisi requisiti di età anagrafica e contributi da raggiungere tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2015, diversi in base alla tipologia di lavoro usurante svolto come lavoratori autonomi oppure dipendenti, ovvero si deve raggiungere una precisa quota data dalla somma di contributi (almeno 35 anni) ed età anagrafica.

Da segnalare che la legge di Stabilità 2015 ha confermato il taglio del Fondo per la Pensione Anticipata Lavori Usuranti da 383 milioni dello scorso anno a 233 milioni di euro per il 2015. Di base, i lavoratori usurati (termine improprio per indicare chi ha svolto un’attività lavorativa usurante) possono andare in quiescenza prima in confronto all’età ordinaria di 66 anni e tre mesi (secondo il requisito anagrafico postulato per il 2015), ad esempio a 61 anni e 3 mesi se hanno espletato come lavoratori dipendenti lavori usuranti classificati come faticosi e pesanti, oppure notturni per almeno 78 giorni l’anno, con almeno 35 anni di contributi.

Ma ovviamente l’età pensionabile per la pensione anticipata cambia in base alla tipologia di lavoro usurante esercitato come anche se si è/era lavoratori dipendenti o autonomi, come è possibile notare dal prospetto sottostante:

REQUISITI 2015

Lavoro                                        dipendenti                      autonomi

                                                    età – quota                    età – quota

Faticoso e pesante –

Notturno per almeno                    61 anni     97,3                62 anni    98,3

78 giorni l’anno – notturno          e 3 mesi                           e 3 mesi

Per l’anno intero

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Notturno da 64 a 71                     63 anni                            64 anni

Giorni lavorati l’anno                 e 3 mesi    99,3               e 3 mesi  100,3

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Notturno da 72 a 77                    62 anni                            63 anni

Giorni lavorati l’anno                 e 3 mesi    98,3                e 3 mesi   99,3

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Finestre mobili  – la pensione viene erogata con uno slittamento di 12 mesi

                          Per i dipendenti, di 18 mesi per gli autonomi.

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*Ci vogliono almeno 35 anni contributi.

Specifichiamo che i lavori faticosi e pesanti sono ad esempio i lavori in cava o miniera, la guida di veicoli per trasporto pubblico, i lavori in linea catena, e devono essere stati eseguiti per almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività.

Termini per la domanda di pensione anticipata lavori usuranti

I lavoratori usurati che fanno domanda di pensione anticipata entro il 1 marzo 2015 avendo già raggiunto la Quota necessaria età anagrafica più contributi previdenziali, poi quando riceveranno risposta dall’ente dovranno proseguire con l’iter burocratico.

Attensione! Se non si rispetta il termine del 1 marzo 2015 pur avendo raggiunto la Quota, in caso lo facciate in ritardo la pensione anticipata vedrà uno slittamento della decorrenza tra 1 e 3 mesi in base all’entità del ritardo. Chi fa domanda di pensione anticipata per lavoro usurante entro il 1 marzo 2015 senza aver raggiunto i requisiti necessari ma nelle condizioni di maturarli entro il 31 dicembre 2015, si vedrà accolta la domanda dall’Inps ma con riserva, ovvero sarà necessario raggiungere la Quota entro appunto il 31 dicembre 2015.

Pensioni d’oro. Rimborsi Inps sulle trattenute 

Il contributo di perequazione sulle pensioni superiori ai 90mila euro lordi l’anno è incostituzionale (sentenza della Consulta numero 116/2013) e pertanto le relative somme già prelevate dagli assegni dei pensionati devono essere restituite. Con il Messaggio n. 368/2015, l’Inps ha comunicato che la restituzione del contributo trattenuto nell’anno 2012 avverrà con il cedolino di pensione del mese di febbraio 2015.

Prelievo sulle pensioni d’oro

A prevedere il contributo di perequazione era stata la prima finanziaria estiva 2011, poi il prelievo era stato perfezionato dal Salva Italia di fine 2011 prevedendo che venisse trattenuto, a decorrere dal 1° agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014:

il 5% della quota di pensione fra i 90mila e i 150mila euro;

il 10% fino a 200mila euro;

il 15% per la quota superiore a 200mila euro.

Rimborsi

Ai pensionati per i quali è necessario procedere alla verifica preliminare della certificazione fiscale dell’anno 2013, relativa agli importi di contributo di perequazione trattenuti nel 2012, il rimborso arriverà nei mesi di marzo, mentre le pensioni degli ex dipendenti di Istituti bancari (categorie Banc), il cui pagamento avviene direttamente dall’Inps solo a decorrere dal 1° gennaio 2013, saranno trattate con una lavorazione dedicata da parte dell’Istituto di previdenza, nella misura indicata dagli Enti che hanno effettuato la trattenuta. Si sottolinea che le somme restituite dall’Ente assicuratore, ai fini fiscali, saranno assoggettate ai fini della tassazione Irpef applicando l’aliquota media presente in banca dati.

Amianto, Guarinello avvia indagini sulle importazioni dall’India 

E’ tutto scritto nero su bianco, in documenti ufficiali: malgrado in Italia l’amianto sia bandito ormai da oltre 20 anni – non lo si può vendere, comprare, lavorare e nemmeno estrarre dalle cave – viene importato in enormi quantitativi dall’India. Non si tratta di contrabbando o di un’attività clandestina vietata dalla legge, ma di un commercio alla luce del sole e regolarmente certificato dall’Agenzia delle Dogane: un giallo che, almeno in apparenza, ha dell’incredibile e sul quale il pubblico ministero della procura di Torino, Raffaele Guariniello, ha ordinato adesso una serie di accertamenti.

Il resto delle 1.296 tonnellate esportate in Nepal, Nigeria, Kenya e Ghana. Nel solo biennio 2011-2012 l’India ha mandato in Italia ben 1.040 delle 1.296 tonnellate totali di asbesto esportate nel mondo. A rivelarlo sono i dati contenuti nel bollettino governativo “Indian Minerals Yearbook 2012 – Asbestos – Final release”. In questo report ufficiale – è pubblicato dall’ufficio centrale del ministero delle Risorse minerarie – il nostro Paese è indicato come il principale partner di Nuova Dehli per tale tipo di traffico, seguito a enorme distanza dal Nepal (124 tonnellate), dalla Nigeria (38 tonnellate), dal Kenya (28 tonnellate) e dal Ghana (15 tonnellate).

Il pm: “Scoperta sorprendente e insieme inquietante”. Fonti della procura di Torino hanno rivelato che il documento – portato all’attenzione di Guariniello da uno dei suoi più fidati collaboratori – è stato accolto con comprensibile stupore. “La scoperta è sorprendente e, allo stesso tempo, inquietante”, ha commentato il pm. Una rapida verifica con l’Agenzia delle Dogane, interpellata subito dal magistrato, ha confermato però tutto quanto. Non solo: l’Agenzia ha precisato che le importazioni di amianto non sono state limitate solo al biennio considerato dal documento di fonte indiana, ma sono continuate anche nel 2014 appena concluso.

La polizia giudiziaria sta ricostruendo i dettagli dei flussi commerciali. Le aziende italiane interessate sono una decina, sparse in tutto il territorio nazionale. Si servono della fibre killer – in base a quanto risulta dalle prime notizie raccolte dalla procura piemontese – per confezionare guarnizioni per freni e frizioni o per fabbricare lastre e pannelli in fibrocemento. La legge che vieta queste attività è la 57/1992, un provvedimento assai rigido che prevede solo deroghe limitate e, comunque, autorizzate dal governo. Può darsi, pertanto, che le ditte in questione dispongano di questo permesso (le cui procedure sono comunque assai rigorose): fatto che Guariniello è intenzionato a verificare e sul quale stanno indagando gli uomini della polizia giudiziaria ricostruendo i flussi commerciali dall’India all’Italia e accertando la correttezza delle eventuali concessioni.

India paradiso mondiale dell’asbesto. L’India è uno dei paradisi mondiali dell’asbesto. Solo fra il 2011 e il 2012 ne ha importato per un totale di 365mila tonnellate, in prevalenza dalla Russia (51%), ma anche dal Kazakhstan (18%), dal Brasile (13%) e dal Canada (7%). Il materiale cancerogeno viene impiegato nella realizzazione di manufatti miscelati al cemento e, a loro volta, esportati: un mercato del valore di milioni e milioni di dollari.

Carlo Pareto 

                                                            

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