martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Addio a Franco Nicolazzi
Pubblicato il 26-01-2015


Un’altra scomparsa fra i veterani della Prima Repubblica: è morto giovedì scorso l’ex-socialista Franco Nicolazzi. Il decesso è avvenuto durante la notte, in una clinica di Arona (Novara), dove era ricoverato da due settimane in gravi condizioni dopo il primo malore, manifestatosi il 3 gennaio. I funerali sono stati celebrati sabato a Gattico, città natale del politico, il giorno successivo all’allestimento della camera ardente nella sala consiliare del Comune.

Nicolazzi, che avrebbe raggiunto a breve l’età di 91 anni, è stato uno dei protagonisti del nostro novecento repubblicano. Dopo una giovane militanza nelle Brigate Matteotti, contribuì alla fondazione del Partito Socialista Democratico Italiano nel ’48 insieme a Giuseppe Saragat. Nel trentennio della sua presenza parlamentare è stato due volte ministro, dell’industria e successivamente dei lavori pubblici, fino a ricoprire il ruolo di segretario del Psdi negli ultimi anni Ottanta.

Durante gli incarichi ministeriali ha introdotto il principio del “silenzio-assenso” nelle richieste di autorizzazioni alla Pubblica Amministrazione, oltre al favorimento di nuove costruzioni autostradali lombarde. Fra queste, si ricorda la realizzazione dell’autostrada Voltri-Sempione e l’ampliamento della Tangenziale di Milano. Durante Tangentopoli, fu condannato per concussione nel processo delle “carceri d’oro”; la sentenza ne determinò il ritiro dalla vita politica.

Numerose le espressioni di cordoglio per la scomparsa del politico. Fra queste le parole di Stefania Craxi, già sottosegretario agli Esteri, che ne ha elogiato il lungo impegno politico e il ricordo del segretario nazionale della Lega Nord, Roberto Cola, che l’ha definito “un uomo di grande spessore, umano e politico” oltre che “un amico”. Fra il giovane fervore politico e gli scandali giudiziari, un altro tassello della storia italiana si smarrisce e a firmare il ricambio generazionale nel mondo politico è il lento incedere dell’inesorabilità.

Cristiano Vidali 

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