sabato, 16 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Emergenza abitativa, niente proroga agli sfratti
Pubblicato il 14-01-2015


Sfratti-AffittiNell’anno in cui si sconta la maggiore crisi degli ultimi decenni, non si fanno sconti a nessuno, nemmeno a chi si ritrova non solo senza lavoro ma anche senza un tetto.
A differenza degli scorsi anni, nel 2015 non ci sarà la proroga del blocco degli sfratti: il decreto Milleproroghe 2015 (D.L. 192/2014) pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 dicembre scorso, non ha previsto la proroga del blocco degli sfratti, ossia lo slittamento dei termini dello sfratto per quegli inquilini in difficoltà nel pagare i canoni di locazione. Gli inquilini in difficoltà al posto della tradizionale proroga potranno rivolgersi ai due Fondi recentemente rifinanziati dal Governo: il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e quello per la morosità incolpevole.

Ma il problema persiste, soprattutto nelle grandi città, perché le risorse previste per il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione sono ripartite tra le varie Regioni e spetta poi ai singoli Comuni attivarsi con la pubblicazione di un bando che indichi i criteri per poter essere ammessi alla garanzia del Fondo, i tempi e le modalità…senza dimenticare la burocrazia. Tanto che le tre città a maggiore densità abitativa, Milano, Roma e Napoli, hanno fatto un appello per la proroga degli sfratti. La richiesta arriva da Francesca Danese, Daniela Benelli e Alessandro Fucito, assessori alle politiche abitative di Roma, Milano e Napoli in una lettera al governo per rivedere la decisione presa.

Dall’inizio della crisi, cinque anni fa, Roma ha registrato oltre diecimila sentenze per fine locazione; 4500 a Napoli e 4mila le sentenze di sfratto a Milano sempre tra il 2008 al 2013. Il 70% di queste famiglie avrebbe i requisiti di reddito e sociali (anziani, minori, portatori di handicap) previste dalla legge per la proroga.
Sul problema degli sfratti è intervenuto oggi il ministro Lupi durante il question time alla Camera: “Il disagio abitativo è un’emergenza che il governo ha posto come grande priorità” ma una proroga degli sfratti avrebbe “un effetto devastante sulla politiche innovative e concrete che il governo ha adottato in questo campo. La Consulta ha sancito per ben due volte che si tratta di uno strumento incostituzionale”. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti ha aggiunto: “Non è pensabile tornare indietro, con un piccolo provvedimento, nella politica dell’emergenza abitativa”.

Il presidente dell’Anci, Piero Fassino, ha inviato una lettera al ministro Maurizio Lupi in difesa della proroga: “In assenza della proroga degli sfratti, la già grave emergenza abitativa generata dalla crisi in atto da diversi anni rischia di acuirsi. Per far fronte a ciò, Ti ribadisco la necessità di inserire la questione in sede di conversione del decreto legge Milleproroghe”.

Nella missiva il presidente dell’Anci sottolinea “la crescente preoccupazione dei Comuni, in particolar modo delle grandi Città, per la mancata proroga degli sfratti per finita locazione, in specie a tutela delle persone e delle famiglie in situazione di grave disagio. Pur apprezzando l’attenzione che hai riservato alle tematiche inerenti le emergenze abitative – da ultimo l’istituzione e i riparti del Fondo Affitto e Fondo Morosità incolpevole (annualità 2014) – rimane alto l’allarme, in quanto le risorse appaiono inadeguate ed erogate con procedure non celeri”.

Il problema dell’emergenza abitativa va a braccetto con altro problema, quello degli affitti in nero e dei relativi sfratti, cui aveva rimediato il Governo Monti con il provvedimento della “cedolare secca” ma lo scorso anno la Consulta con la sentenza n. 50 depositata il 14 marzo 2014, ha cancellato gli “sconti” previsti per gli affittuari che denunciavano contratti in nero e permettevano agli inquilini di registrare di propria iniziativa il contratto d’affitto presso un qualsiasi ufficio delle Entrate.

Inoltre le pronunce della Corte Costituzionale hanno effetto anche per il passato, quindi finiranno nel nulla anche i contratti che sono stati registrati dagli inquilini e dai funzionari del Fisco a partire dal 6 giugno 2011. Le super-sanzioni, infatti, sono scattate 60 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto, che era il 7 aprile 2011. A ciò si aggiunge che i proprietari potranno chiedere agli inquilini di liberare l’abitazione, perché il contratto cadrà insieme alla norma di legge che lo prevedeva.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Dicasi inquilino un soggetto che può entrare in casa altrui, e decidere al posto del proprietario quando quest’ultimo può rientrarne in possesso, nemmeno dopo che sono trascorsi decenni dalla scadenza del contratto. Dicasi inquilino un soggetto che può entrare in casa altrui, non pagare, e stare da 18 mesi a svariati anni, grazie alla prassi giudiziaria del paese delle banane, gratis sulle spalla del proprietario di turno. Se poi lavora in nero non è nemmeno lontanamente intaccabile. Come possono mai passare per vittime ed essere creduti?

  2. Come chiamare la circostanza che vede l’inquilino e non il proprietario decidere quando quest’ultimo può rientrare in possesso del *PROPRIO* immobile nemmeno dopo *DECENNI*? Anche se pensandoci bene si va oltre all’espropriazione visto che, a capo del proprietario, si perdono di fatto soli i diritti ma non i doveri. Come doveri mi vengono in mente l’ingente tassazione e la suscettibilità a essere pignorabili. Come diritti mi viene in mente il rientro del proprio immobile che non è riconosciuto, di fatto, nemmeno dopo anni, anni e anni. Entrambe le parti hanno rispettivamente già dato e già avuto con disparità al dir poco kafkiane.

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