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Opinioni e commenti
 

Anche a Davos si aspetta il piano Draghi
Pubblicato il 21-01-2015


Renzi-Forum-DavosSi è aperto come tutti gli anni il World Economic Forum di Davos, in Svizzera, quattro giorni di confronti e sessioni per affrontare i temi più urgenti per il futuro del pianeta, ovvero la crescita economica, lo sviluppo sociale, la difesa dalle numerose minacce globali. Quest’anno a far discutere, oltre ai problemi della crisi che attanaglia la popolazione mondiale, i fatti di Parigi e non da ultimo l’attesa del consiglio del direttivo della Bce di domani.

Proprio il ruolo della Banca Centrale è il tema toccato Matteo Renzi nel suo intervento alla sessione plenaria Transfomational Leadership: “Rispetto l’indipendenza della Bce, ma dia il messaggio che l’Europa deve andare verso un nuovo cammino di crescita. È finito il tempo dell’austerità. Abbiamo bisogno di una diversa idea di Europa”. Ha affermato il Presidente del Consiglio italiano. “Se l’Europa è solo burocrazia è la fine. Bisogna trasformare i rischi in opportunità, è questa sfida della leadership – e aggiunge – L’Italia ha bisogno di un’incredibile stagione di riforme”. Il Paese “deve essere un Paese di innovazione e non un museo”.

Intanto i mercati sono in fervida trepidazione nell’attesa di domani, anche se attualmente regna ancora la cautela nel vecchio Continente. Le borse europee hanno aperto in moderato rialzo in linea con la chiusura di ieri di Wall Street. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha fatto segnare in avvio una crescita dello 0,33% a 19.724 punti, Londra prosegue in rialzo dello 0,66%, Francoforte cede lo 0,29% e Parigi lo 0,43%, Milano gira invece sulla parità (+0,03%), anche qui per prese di beneficio dopo i recenti rimbalzi.

In attesa della riunione di Francoforte di domani l’oro accelera, portandosi sopra i 1300 dollari l’oncia per la prima volta dallo scorso agosto, mentre i titoli di Stato i tassi governativi Usa continuano a scendere.
“Tutti discutono di cosa farà la Bce domani. I mercati sono poco mossi perché c’è incertezza”, spiega Kara Ordway, market maker di City Index a Sydney, alla Reuters. In ogni caso se il piano non sarà superiore ai 500 miliardi di euro, non riuscirà a convincere gli economisti e i rialzisti ne uscirebbero sconfitti sui mercati. Non ci sono indiscrezioni da parte della Bce ma secondo l’agenzia di stampa Bloomberg gli acquisti di QE saranno da 50 miliardi al mese focalizzati sui titoli di Stato e non inizieranno prima di marzo e dureranno fino a fine 2016.

Domani quindi la Bce dovrebbe annunciare l’atteso piano di acquisto di bond governativi, il programma di Quantitative Easing, ma la risoluzione capeggiata dal Governatore Draghi, dal vicepresidente Vitor Constancio, e dal capo economista Peter Praet, e Benoit Coeuré, è fortemente contrastata dall’ex vicepresidente della Bundesbank Sabine Lautenschlaeger e dal lussemburghese Yves Mersch.
Scettici anche alcuni governatori delle Banche centrali nazionali, tra cui il tedesco Jens Weidmann, l’olandese Klaas Knot, e i governatori del Lussemburgo, Lettonia, Lituania e Slovacchia. Mentre a tenere le fila dei governatori delle Banche nazionali favorevoli all’acquisto dei QE, il numero uno di Bankitalia, Ignazio Visco.

Il voto di domani sarà così suddiviso. Il primo gruppo di cinque comprende attualmente Germania, Francia, Italia, Spagna e Olanda, a questo gruppo è assegnato un pacchetto di quattro diritti di voto, che significa che a turno un governatore ‘salta’ la votazione.

Agli altri 14 Paesi sono invece dedicati 11 diritti di voto, che significa avere tre membri del consiglio al mese ‘fermi ai box’.
Anche se l’acquisto verrà confermato da parte del Consiglio direttivo, restano i dubbi sulla sua efficacia, “A prescindere dalle fresche misure della Bce, l’inflazione dell’area euro non tornerà sui livelli prefissati (2%) per anni”, ha dichiarato da Davos il presidente di UBS Axel Weber.

Intanto il presidente ucraino, Petro Poroshenko ha dovuto accorciare la sua permanenza al World Economic Forum di Davos per seguire lo sviluppo della situazione nell’Ucraina orientale, dove cinque civili sono morti e altri 29 sono rimasti feriti nei combattimenti tra l’esercito di Kiev e i ribelli filo-russi a Donetsk, la decisione però è stata presa dopo che i comandi militari di Kiev hanno segnalato che nei combattimenti a ovest della città di Lugansk sarebbero coinvolte anche truppe regolari russe. Anche se oggi è stato annunciato dal ministro degli Esteri, Lavrov, che la Russia cercherà di ottenere un immediato cessate il fuoco durante i colloqui che si terranno oggi a Berlino con i ministri degli Esteri di Germania, Francia e Ucraina.

Maria Teresa Olivieri

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