martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il 3% di Berlusconi
Pubblicato il 05-01-2015


Sembra una maledizione. Dicono che l’abbia inventato un consulente di Mitterand, poi l’abbiano ripreso in Europa per calcolare la soglia insuperabile nel rapporto deficit-Pil. La verità è che il numero non è causale. “Omne trinum est perfectum”, recitavano i latini. E non significa che in ogni treno c’è un prefetto, come traduceva quel tale. Ripreso dalla Santissima Trinità il numero tre è sempre stato usato per sancire una soglia, un limite, un traguardo. Adesso viene usato in un decreto fiscale come confine rispetto al reddito imponibile per estinguere i reati penalmente perseguibili. Giusto, sbagliato? Con la supponenza dell’ex il fu ministro Visco trova sbagliato non solo quel dettaglio, ma l’intero provvedimento che depenalizzerebbe un po’ di tutto. Lo vedremo. Quello che trovo sconcertante è ancora una volta il modo col quale il decreto è stato improvvisamente cambiato (pare che l’originale, partito dal ministro dell’Economia, non contenesse questa norma) e poi altrettanto inspiegabilmente ritirato.

Diciamola così. Se il provvedimento che riguarda il tre per cento è giusto non è che debba essere ritirato solo perché si scopre che riguarda anche Berlusconi. Se è sbagliato non si capisce perché e da chi sia stato voluto. Alla fine cerchiamo noi di capire e anche di dedurre. Difficile dare qualche responsabilità al capo dell’ufficio legislativo della presidenza del Consiglio che fino a poco tempo fa era il capo dei vigili urbani di Firenze (è vero che a Palazzo Chigi Renzi si è portato tutti gli amici per non sentirsi troppo solo…). Alla fine Renzi è stato costretto ad ammettere che il provvedimento sul tre per cento l’ha voluto lui. E se n’è assunto la responsabilità. Meglio così. Però non si capisce allora perché l’abbia poi bloccato e rinviato a dopo l’elezione del presidente della Repubblica. Che c’entra un provvedimento fiscale con il Quirinale?

Da parte sua Berlusconi ha dichiarato che non ne sapeva nulla e che chi ha scritto quel comma della legge voleva mettere in atto un’imboscata contro il Patto del Nazareno. Strano, visto che pare sia stato Renzi in persona. Dunque è Renzi che si è organizzato un tranello da solo? Mistero. Singolare poi, fosse davvero così, la reazione di Toti (meno tasse per Toti?), che sostiene che avere ritirato il decreto è l’ammissione di un atteggiamento che perdura contro un uomo solo: Berlusconi. Ma la notizia ancora più appetitosa la offre il Resto del Carlino-La Nazione. Sarebbe stato Fitto, l’anti Berlusconi di Forza Italia, a svelare il trucco e a far scoppiare il finimondo. Solo Fitto conosceva il testo della legge? Davvero curioso.

Resta la domanda legittima. Ma a chi siamo in mano? Delle due l’una. O sapevano benissimo quel che stavano facendo e pensavano che nessuno se ne accorgesse, e questo è peccato di sottovalutazione del prossimo davvero grave, oppure non se ne erano accorti e sarebbe ancora peggio. Prima abbiamo assistito alla non esaltante vicenda dell’inserimento o meno nel Jobs act della norma di equiparazione tra dipendenti pubblici e privati. Con diverse e opposte interpretazioni. Adesso questa incredibile vicenda del tre per cento per depenalizzare i reati fiscali, della quale avrebbe goduto anche Berlusconi e il rimedio improvviso di rinviare la questione a dopo l’elezione del presiedente della Repubblica. Che è quasi un rinvio a dopo l’accordo sul nome del candidato. Peggio “el tacòn del buso”. Resta sullo sfondo il pericolo che l’imminente elezione dell’inquilino del Colle si trasformi in una corrida con toreri impreparati e destinati ad essere incornati, mentre il Paese rischia di andare alla deriva.

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Commenti all'articolo
  1. Sacrosante intuizioni direttore!
    A questo punto come intende proseguire il PSI?
    Con un bel silenzio distensivo?
    Credo che i socialisti, tutti (fuori e dentro il partito), debbano essere coraggiosi, così come Papandreou in Grecia.
    Oggi c’è in gioco il destino della nostra patria.
    È arrivato il momento di delimitare l’area socialista, di ricondurla all’amore verso gli ideali per i quali molti di noi hanno fatto questa scelta.
    Rinnovarsi o perire!
    Ripartiamo dalla sua proposta per Emma Bonino presidente, prima di altri però! Subito, adesso!
    Ripartiamo dalla difesa dei lavoratori (tutti) senza difendere (per evitare rotture) il Jobs Act.
    Ripartiamo dalla legge elettorale… difendendo fino in fondo i principi costituzionali.
    Ripartiamo dai diritti civili… se ne sono dimenticati quelli del PD?

  2. Si dimostra una volta di più che se non c’è una linea ideale che lo rende programmatico, non può esserci un serio governo del paese.
    Torniamo a Nenni:…..improvvisazioni quotidiane e contraddittorie di una borghesia di Stato ………
    Quanta preveggenza!

  3. Per Renzi accentrare tutto nelle sue mani e a Palazzo Ghigi è normalissimo nel ruolo populista che vuole svolgere. E’ incredibile che “norme tecniche siano sottratte al Ministero di competenza, il MEF. Ancota più grave assumersi, dopo le prime verifiche, la responsabilità tecnica e politica annunciando che verrà riesaminato dal CDM “dopo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica?. Ormai i testi approvati nel CDM vengono rielaborati anche in modo sostanziale senza che qualcuno richiami al rispetto di quanto realmente approvato e verbalizzato. La lotta all’evasione non è credibile con la depenalizzazione sino al 3% delle somme versate, l’innalzamento da 50000 Euro a 150000 Euro e le fatture sotto le Mille Euro, perchè sono tutti messaggi di incentivazione all’evasione, neppure indicata dal Parlamento che aveva orientato la Delega verso la collaborazione dell’Agenzia delle Entrate e il rafforzamento delle sanzioni. Un Governo sempre più pasticcione e di grave impreparazione, sperando in una presa di distanza urgente.

  4. Per quel Sig.Assogna che sogna :vive di allucinazione ;che non sa nulla di partite Iva ,che non ha mai lavorato per conto proprio,che non conosce il modo del lavoro di chi rischia in proprio.Mi fermo. Se è questo Stato che vogliono,anzi il suo Stato ,che pensa di mettere a una mezzadria del terrore fiscale per ingrassare i tanti fannulloni del clientelismo statale ha sbagliato indirizzo.Egr. Direttore con questa gente il PSI non può mai crescere.Pardon il paese vivrà una stagnazione sine die. Craxi ,quindi,aveva perfettamente ragione nel sostenere che senza una politica industriale lungmirante questo paese era destinato al fallimento.Oggi ci siamo molto vicini.

  5. Sono gli ultimi sussulti di due personaggi al tramonto che si somigliano e si fortificano l’un l’altro.Renzi e Berlusconi sono due prestigiatori che credono di poter raggirare il popolo italiano, ma gli italiani sono più intelligenti di quanto loro credano.

  6. Renzi in tutti questi mesi, a parte gli show del “venghino signori venghino” non ha mai parlato nè di contrasto alla evasione fiscale nè di conflitto di interessi.
    Vorrei ricordare che uno dei primi atti del governo Craxi fu il famoso decreto Craxi-Visentini che aveva lo scopo (testuale) di portare commercianti e artigiani a pagare almeno quello che pagavano i metalmeccanici.
    Il tre per cento del decreto fiscale di questi giorni, che appare poi scompare senza un perchè, è la rappresentazione plastica del modo disinvolto di questo governo per la decretazione d’urgenza. Intanto, questi decreti (necessari e urgenti) vengono approvati “salvo intese” (il che vuole dire che non c’è un testo), dopo di che passano giorni o settimane prima di vederli pubblicati in Gazzetta Ufficiale e presentati alle Camere per l’approvazione.
    Sorge il dubbio che non si sa bene cosa venga approvato, poi si aspettano le reazioni alle immancabili conferenze stampa che seguono i consigli dei ministri e, poi, si pubblica.
    Ma Renzi non ce lo aveva detto che senza troppi complimenti aveva rottamato anche la Costituzione.

  7. Ogni sforzo per derubricare a “pasticcio” la faccenda della norma di depenalizzazione fiscale appare vano e la questione solleva piu di un lecito interrogativo politico.
    Innanzitutto vi e’ una questione di metodo piu’ che di merito : qualsiasi norma che va a favore o contro qualcuno o qualcosa va dichiarata pubblicamente e non tenuta nascosta o sottesa.
    Vi e’ una questione di forma : l’Art.95 della Cost. stabilisce che le responsabilita dei decreti e’ assunta collegialmente dal Consiglio dei Ministri.
    Non esiste alcun potere di revoca del Presidente del Consiglio almeno dai tempi del Duce.
    Quindi si tratta nella migliore delle ipotesi di una distrazione nella peggiore di un falso e di un abuso.
    Si dice che le Camere non abbiano ricevuto alcun testo. E’ verosimile che il testo lo abbiano ricevuto le Presidenze dei due rami e che lo abbiano tenuto nel cassetto. Da un po’
    La vicenda sarebbe ordinaria se non avessimo sentito parlare da un anno a questa parte di accordi extraparlamentari fra formazioni politiche formalmente avverse e che al contrario intendono gestire la cosa pubblica di comune accordo e di comune accordo varare Riforme Istituzionali impegnative e regolatrici della nostra democrazia nel futuro, ed anche ad abuntantiam di scegliere di comune accordo il nuovo Capo dello Stato.
    Lo si faccia alla luce del sole e senza violare le Leggi dello Stato e il comune senso della decenza politica.

  8. l’articolo del Direttore spiega bene i fatti. Ma questi fatti contano poco e appaiono come dei pettegolezzi di contorno di cui alla gente poco importa e occorre riconoscere che nel secchio di lumache quella meno cornuta è proprio l’ex premier. Non si comprende invece il silenzio del Partito Socialista, che si limita a correre dietro alle riforme di Renzi mentre potrebbe proporre un serio impianto normativo che eviti scalate nelle istituzioni pubbliche di personaggi di potere. Ormai il PSI è alla stregua di un paravento da camera da letto in cui non si intravedono neanche le ombre che lo animano. Prima o poi il rospo gonfio del PD esploderà con il suo insieme di contraddizioni portandosi appresso le assurde nostalgie di chi ancora si ostina a guardare indietro senza essere in alcun modo propositivo.

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