mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Appalti: Nencini, nel 2015
il nuovo codice
Pubblicato il 08-01-2015


Appalti-Expo2015“La commissione del Senato dovrebbe concludere entro i primi di febbraio l’esame della legge delega sulla riforma dei contratti pubblici, così da varare il nuovo Codice degli Appalti entro il 2015, anticipando i tempi del recepimento delle direttive europee sulle concessioni”. Lo afferma il segretario del Psi e vice ministro delle infrastrutture Riccardo Nencini. “Quanto avviene attorno ai grandi appalti – aggiunge – è una delle ragioni che ci impongono la massima rapidità. Questa riforma è una delle priorità del Governo”.

All’indomani dell’arrivo nella Commissione Lavori Pubblici del Senato dei principi del disegno di legge delega del Governo sulla riforma appalti, Nencini osserva: “Abbiamo rispettato i tempi annunciati, iniziando da tempo un lavoro preparatorio di stesura delle norme con una commissione istituita al Ministero dei Trasporti ad hoc”. Il vice ministro si dice anche “disponibile ad allargare i principi di delega e a discutere profondamente nel merito della riforma”, dopo che “in questi mesi abbiamo già fatto audizioni con gli ordini professionali e le imprese e oggi ho incontrato i sindacati e associazioni”, aggiunge riferendosi agli incontri avuti stamattina al Mit con Cgil, Cisl, Uil, Fise e Anip. Tra “i nodi fondamentali fissati nel nuovo codice, è prevista la certezza dell’inizio e della conclusione di ogni opera e saranno favorite le piccole e medie imprese. Sarà poi “un codice più snello, con poche norme e comprensibili” e “per la prima volta compare il termine ‘lobby’ nel nostro ordinamento. Stiamo lavorando ad un testo che prevede la regolamentazione dei gruppi di pressione. Massima trasparenza e maggiori controlli – principi sui quali abbiamo ricevuto maggiore condivisione dalla commissione del Senato – anche tramite la riduzione delle deroghe e delle varianti – aggiunge Nencini – che hanno causato casi come le inchieste Expo e Mose”.

Un incontro che il Segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, definisce “positivo ed importante”. “Abbiamo potuto indicare quelli che sono per noi i contenuti principali della legge delega per il recepimento delle 3 direttive europee in materia di appalti. In particolare – sottolinea Sbarra – abbiamo, insieme a Cgil e Uil, posto l’accento sui temi del lavoro in questo settore, tra i quali: battere la cattiva concorrenza; drastica riduzione delle stazioni appaltanti, che nel nostro paese sono 33 mila contro le 300 della Germania o le 7 dell’Olanda; trasparenza del mercato; rafforzamento dei vincoli dei contratti da applicare; obbligo di indicare nel bando il contratto di riferimento. Sulla base di questi punti, secondo il sindacato, deve essere riscritto il Codice degli appalti, anche in vista dell’obbligo, entro aprile del 2016, del recepimento delle direttive europee. Abbiamo anche espresso preoccupazione per la sentenza del Tar della Lombardia, che di fatto mette in discussione l’obbligo del rispetto dei contratti di lavoro sottoscritti dalle associazioni sindacali ed imprenditoriali più rappresentative. Avvieremo una fase di confronto e di iniziative su questi temi che coinvolgono un settore, quello degli appalti, quanto mai delicato ed importante per riacquistare trasparenza e credibilità, dopo i noti fatti di cronaca che hanno coinvolto il nostro Paese”, conclude Sbarra.

“Credo che non esista un sistema degli appalti in grado di evitare l’illegalità perché, ad esempio – afferma il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, nel corso di una audizione al Senato alla commissione Lavori Pubblici sul recepimento delle direttive su appalti e concessioni. Il massimo ribasso che oggi è oggetto di critiche pesantissime, in gran parte giustificate, è un sistema che funziona male quando soprattutto nei lavori pubblici c’è un livello bassissimo di progettazione ma funziona bene se la progettazione è effettiva. Tutti sappiamo – spiega Cantone – che il massimo ribasso è un finto ribasso che consente poi il recupero attraverso varianti e le modifiche successive. Non è un sistema di per sé da considerare negativo ma è un sistema che pone una serie di problemi legati anche all’infiltrazione mafiosa. È un sistema da considerare oggettivamente pericoloso” conclude il presidente dell’ Autorità anticorruzione.

“Con Cantone – scrive Nencini su Twitter – si gioca nella stessa metà del campo. Continua la collaborazione per una riforma rapida e profonda e del Codice degli Appalti”.

Redazione Avanti!

Roma – martedì 13 gennaio convegno sulle ‘Opere Incompiute’

Si terrà martedì  13 gennaio, a Roma, alla presenza del vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, il convegno “Opere incompiute: quale futuro? Nuove esigenze e opportunità per il Paese’, presso il cantiere della Città dello Sport (Vele di Calatrava), in via di Passo Lombardo (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”). L’evento è stato organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Itaca e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e promuove  per la prima volta in Italia proposte operative per la risoluzione del  problema insoluto delle opere pubbliche incompiute, anche alla luce della recente realizzazione della banca dati nazionale che ha censito le incompiute presenti su tutto il territorio nazionale, potendo queste rappresentare, tra l’altro, un volano per il rilancio di un settore, quello dell’edilizia, profondamente colpito dall’attuale crisi economica. L’apertura dei lavori è prevista per le ore 10.30 ed è affidata  al vice ministro Nencini. A seguire sono previsti gli interventi dell’architetto Santiago Calatrava Valls, Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Presedente della Regione Piemonte, Massimo Giorgetti, presidente Itaca, Giuseppe Novelli, Magnifico Rettore Università degli studi di Roma ‘Tor Vergata’. Il direttore generale della Regolazione del Mit, Bernadette Veca, terrà a seguire una relazione su ‘La disciplina dell’elenco-anagrafe delle opere incompiute anche alla luce del Decreto Sblocca Italia’. Per la conclusione dei lavori è prevista una tavola rotonda alla quale parteciperanno, oltre che i rappresentanti degli operatori del settore, Raffaele Cantone, Presidente ANAC, Piero Fassino, presidente Anci, Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania  e Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia.

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