martedì, 22 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Banchieri Paperoni
la BCE avvia un’indagine
Pubblicato il 29-01-2015


UE-banchieri-ricchiDomani, venerdì 30, banche chiuse per uno sciopero generale di tutte e otto le sigle sindacali del mondo degli Istituti di credito nel nome dei ‘diritti’ e dei ‘servizi’, ma anche del contratto nazionale di lavoro. E sarà un caso, ma proprio oggi la BCE ha comunicato alle banche dell’Eurozona, l’intenzione di avviare un’indagine approfondita sulle ‘buste paga’ dei banchieri, non dei bancari. E nel farlo le autorità centrali della BCE terranno conto della situazione patrimoniale degli Istituti di credito perché, come sarebbe logico, lo stipendio dei vertici dovrebbero essere adeguati allo stato di salute delle aziende che governano. L’indagine è motivata dal sospetto, probabilmente assai ben motivato, che i banchieri stiano tranquillamente aggirando le direttive europee che come stabiliscono la lunghezza dei cetrioli e la percentuale di cacao nel cioccolato, sono state predisposte per mettere un tetto ai compensi del top management.

Secondo l’Eba, l’Autorità bancaria europea, trentanove gruppi bancari europei hanno usato degli ‘trucchetti’ per infischiarsene delle regole. In particolare farebbero figurare la parte di retribuzione variabile come componente della retribuzione fissa. Le regole stabiliscono che la parte variabile delle stipendio possa raggiungere fino il 100% della parte fissa, o fino al 200% se ciò viene approvato dall’assemblea degli azionisti. In realtà manovrando le cifre delle componenti riuscirebbero ad aggirare le regole, un gioco però che può durare solo fino a quando si controllano da soli.

Le banche “dovrebbero adottare una politica di distribuzione dei dividendi conservativa – avverte la vigilanza della Bce – che tenga conto delle difficili condizioni economiche e finanziarie correnti” e quelle che hanno registrato una carenza patrimoniale residua a seguito della valutazione approfondita del 2014 “non dovrebbero distribuire dividendi”.

Una situazione indubbiamente che può avere anche risvolti scandalosi perché, come denuncia un rapporto della Fisac Cgil, la categoria dei lavoratori del credito della Cgil, “la crescita della diseguaglianze, la forbice dei redditi che si allarga progressivamente, è un fattore di ingiustizia anche nel settore del credito” dove un top manager ha guadagnato mediamente l’anno scorso 3,7 milioni di euro mentre il salario medio di un bancario è pari a poco più di 46 mila euro.

Facendo un passo indietro di un anno, al 2013, secondo quanto scriveva Il Fatto Quotidiano, i manager delle banche italiane intascano migliaia di euro al giorno, tutti i giorni, ferie incluse. “a guidare la classifica” dei più fortunati è Enrico Cucchiani, consigliere delegato di Intesa San Paolo, che guadagna 10.786 euro in ventiquattro ore”. Il giornale riporta i dati della Fiba, l’associazione di categoria della CISL, dove Cucchiani era solo il primo nella graduatoria. A seguirlo, l’Ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, con 8.211 euro al giorno, Enzo Chiesa del BPM con 8 mila e Carlo Messina di Intesa con ‘appena’ 5.907 euro al dì. E questi erano solo i primi tra i manager, ma ci sono anche i Presidenti: Giuseppe Mussari, l’ex di MPS, con 2 mila al giorno, Dieter Rampl di Unicredit, 4.826, Giovanni De Censi di Cerval, 4.323 ecc. ecc. in una classifica a dir poco imbarazzante.

Per questo la Cisl, ha avanzato la propostadi “porre come limite per la retribuzione fissa lo stesso importo stabilito dal governo per i manager pubblici”: 294mila euro l’anno, più i bonus strettamente legati però ai risultati.

Comunque in questo club di Paperoni i banchieri italiani sono in buona compagnia. La banca americana Goldman Sachs ha pagato i suoi 121 banchieri top, a Londra, con una media di 3 milioni di sterline (3,85 milioni di euro attuali), molto al di sopra della media di settore. I dati sono stati riportartati da Reuters che ha esaminato, e pubblicato, una classifica basata sulle cifre pagate nel 2013 da 13 tra le maggiori banche mondiali, inglesi o straniere che operano a Londra. Per avere un termine di raffronto, Bank of America si colloca al secondo posto e paga 1,6 milioni di sterline a 110 banchieri, Morgan Stanley 1,54 milioni a 116 banchieri, JP Morgan 1,52 milioni a 209 banchieri, Crédit Suisse 1,51 milioni a 165  alti manager. La retribuzione variabile viaggia a multipli di due, tre, fino a 5,5 volte rispetto a quella fissa.

Armando Marchio

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento