giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bce, via libera al piano anti-crisi
Pubblicato il 14-01-2015


BCE-Draghi-anticrisiLa Corte europea di giustizia dà il via libera al piano anti-crisi Omt, lanciato due anni fa dalla Banca centrale europea per soccorrere i Paesi dell’Eurozona in difficoltà e finora mai utilizzato. La pronuncia dovrebbe sciogliere i dubbi sui margini di manovra della Bce nel varare la settimana prossima l’atteso acquisto di titoli pubblici, il cosiddetto quantitative easing (Qe), senza incorrere in limitazioni di tipo legale. L’avvocato generale della Corte europea di giustizia, Pedro Cruz Villalon, aveva sostenuto che il piano Omt era “necessario” e “in principio” era in linea con la legislazione europea. Il caso era stato inviato alla Corte del Lussemburgo dalla Corte costituzionale tedesca, che aveva invece rilevato diversi aspetti in cui l’Omt potrebbe essere in contrasto con i Trattati europei. La Corte tedesca si è riservata di riprendere la questione dopo la pronuncia del foro europeo.

Pedro Cruz Villalon, nelle sue conclusioni del parere sul programma Omt ha affermato che “la Bce deve godere di un ampio margine di discrezionalità nella programmazione e nell’esecuzione della politica monetaria della Ue e i tribunali devono controllare l’attività della Bce usando alquanta moderazione, in quanto mancano della specializzazione e dell’esperienza di cui dispone tale organismo in questa materia”. L’avvocato generale ha poi affermato che il programma Omt è adeguato per ottenere una riduzione dei tassi di interesse dei titoli del debito pubblico degli Stati interessati, riduzione che permetterà di recuperare una certa normalità finanziaria.

Pertanto, ad avviso dell’avvocato generale il programma annunciato “non viola il principio di proporzionalità e può considerarsi lecito a condizione che, nel momento in cui dovrà essere applicato, vengano rispettati rigorosamente l’obbligo di motivazione e le esigenze risultanti dal principio di proporzionalità”. Per quanto riguarda la seconda questione pregiudiziale, attinente al divieto di finanziamento monetario enunciato nel Tfue (il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) l’avvocato generale esamina se, permettendo alla Bce di comprare sul mercato secondario titoli del debito degli Stati membri della zona euro, il programma Omt violi il suddetto divieto di acquisire direttamente strumenti di debito degli  Stati membri. Per l’avvocato generale, “sebbene l’applicazione del programma Omt possa indurre inevitabilmente in una certa misura gli investitori ad acquistare titoli del debito sul mercato primario, la Bce agirà con particolare cautela al momento di intervenire sul mercato secondario, allo scopo di evitare condotte speculative che privino di efficacia il programma Omt”.

L’essenziale è che questo stimolo all’acquisizione di titoli del debito non risulti sproporzionato rispetto agli obiettivi della misura. Pertanto, l’avvocato generale conclude: “Il programma Omt è compatibile con il Tfue, se ed in quanto esso, ove arrivi ad applicazione, venga attuato in circostanze temporali che consentano effettivamente la formazione di un prezzo di mercato dei titoli del debito pubblico”. Ovviamente positivo il commento della Bce: “L’opinione preliminare dell’avvocato generale della Corte Ue sulla legittimità degli acquisti di bond governativi Omt rappresenta un passaggio importante nella richiesta di un giudizio preliminare”. Così su Twitter, la Bce, ricorda che la misura di salvataggio è “pronta e disponibile”.

Ora, ha detto il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, “confidiamo nelle mosse della Bce che è un organo propulsore di garanzia, indipendente, che rispettiamo”. E a chi gli chiede se l’Italia sarà la maggiore beneficiaria risponde: “Magari. In passato il sistema Italia e quello bancario non ha avuto trattamenti di favore”.

Della Germania arriva il commento del portavoce del ministero tedesco, Martin Jaeger:  il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia europea porta “chiarezza e mette in rilievo la posizione di fondo del governo tedesco”.

Una decisione definita è attesa il prossimo 22 gennaio, ma i termini del Qe sono ancora in discussione all’interno del consiglio, dove c’è una forte opposizione, soprattutto da parte del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, e dall’altro membro tedesco, Sabine Lautenschlaeger, oltre che dal governatore della Banca centrale olandese, Klaas Knot.

Intanto arrivano buone notizie dall’Istituto di statistica europeo che rileva un nuovo aumento della produzione industriale a novembre sia nella zona euro che nella Ue (+0,2%), con l’Italia (+0,3%) che registra un aumento maggiore di Germania (0%), Francia (-0,3%) e Spagna (-0,1%). L’aumento della produzione è dovuto principalmente ai beni durevoli (+1,9%), ai non durevoli (+0,5%), mentre l’energia è calata di 0,9%. L’aumento maggiore della produzione si è registrato in Irlanda (+4,6%), Ungheria (+3,3%) e Croazia (+2,7%), mentre i cali più accentuati in Lituania (-2%), Lettonia (-1,7%) e Malta (-1,4%).

Su base annuale a novembre la produzione è calata di 0,4% nell’Eurozona e di 0,1% nell’Ue-28. In Italia il calo è di 1,8%, in Germania è -0,5% e in Francia -2,9%. Impennata dell’Irlanda: su base annua registra un aumento del 35,8%.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Complimenti alla Redazione per il chiaro quadro illustrato sulla risoluzione degli interventi possibili della BCE sui titoli del debito pubblico. In quest’occasione non avete nulla da invidiare al Sole 24 ore.
    Sarebbe interessante comprendere quali strumenti ha utilizzato l’Irlanda per registrare un incremento annuo del 38% sulla Produzione industriale. Siete in grado d’indagare??
    Grazie e buon lavoro da Nicola Olanda

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