domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

In Europa si estende l’allarme terrorismo
Pubblicato il 16-01-2015


Terrorismo-EuropaDilaga la paura di un nuovo attentato in Europa, dopo l’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, poche ore fa è stato sventato un attacco terroristico in Belgio contro la polizia, grazie a un blitz a Verviers, vicino Liegi. Nell’operazione sono morti due dei presunti jihadisti, mentre il terzo è rimasto ferito; i tre terroristi erano appena rientrati dalla Siria. Dopo la notizia il premier belga Charles Michel, ha indetto una riunione d’emergenza con il ministro degli Interni, Jan Jambon, quello di giustizia, Koen Geens, e i servizi di sicurezza. Le indagini sulla cellula belga erano iniziate prima degli attentati di Parigi, sottolineano alla Procura federale, e sono servite a “sventare attentati di grave entità” programmati per “tempi imminenti”. la Procura sottolinea che sui sui legami con Coulibaly non è possibile “confermare né smentire, sarà l’indagine a determinarlo”.

In queste ore anche la Francia è alle prese con arresti e fermi di jihadisti, sono infatti dodici le persone fermate (nove uomini e tre donne) oggi nella banlieue di Parigi in relazione agli attentati terroristici della settimana scorsa, tra cui c’è il principale complice di Amedy Coulibaly.

Stamane poi un attacco informatico di di tipo «DDoS», che consisterebbe nel sommergere un server di richieste fino a renderlo inaccessibile ai siti d’informazione come la radio France Inter, il sito di informazione Mediapart, il sito 20minutes e anche Le Parisien. Non conforta poi la dichiarazione di Manuel Valls, Primo ministro francese, che ha avvertito: “La minaccia non è mai stata così forte. Lo stato islamico può essere in grado di fare attentati in Europa”. Aggiungendo: “È lungi dall’essere finita”. Dura la reazione anche della leader del Front National che rilancia il dibattito sulla pena di morte: “Personalmente, come avvocato, penso che la pena di morte sia uno strumento necessario nell’arsenale giuridico di un Paese”, mentre il Presidente frncese Hollande tenta di sedare gli animi sostenendo: “Sono i musulmani a essere le prime vittime del fanatismo, del fondamentalismo e dell’intolleranza”.

Non solo Francia. Nuovi sviluppi nella lotta al terrorismo anche in Germania, dove stamane la polizia berlinese ha arrestato due uomini che stavano reclutando combattenti, acquistando attrezzature e raccogliendo fondi per l’Isis in Siria. I due sono stati fermati durante una serie di raid nella capitale tedesca.
Anche l’Italia si trova a dover fronteggiare una minaccia che la pone in prima linea tra gli obiettivi del terrorismo.

La Procura di Roma ha aperto un’indagine su alcuni stranieri di fede islamica residenti in Italia sospettati di avere legami con la Jihad. Sarebbero una decina le persone iscritte, secondo quanto si è appreso, nel registro degli indagati per associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Non solo, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro ha chiesto 500 uomini in più tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, ma avvertendo “no ad allarmismi ma soltanto essere attenti e far sì che il sistema di prevenzione sia messo in atto e funzioni”. Intanto la preoccupazione sale a Roma, Pietro Grasso, nell’esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica, ha ricevuto oggi nel suo studio di Palazzo Giustiniani il Sottosegretario di Stato con delega alla Sicurezza della Repubblica, Marco Minniti, che lo ha aggiornato sulla situazione della sicurezza nazionale e internazionale.

Ma il terrorismo sta facendo discutere in queste ore anche per il acso della liberazione delle due volontarie siriane, Greta e Vanessa, che secondo indiscrezioni, sono costate dodici milioni di euro ai rapitori, andando così a finanziare rapitori e terroristi. Tanto che il ministro Paolo Gentiloni è intervenuto e ha detto di fronte al Parlamento che il pagamento di un riscatto per la liberazione di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli è solo “illazione”, cioè notizia, ipotesi senza fondamento.

Maria Teresa Olivieri

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