lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bianca, bianca, Bianco…
Pubblicato il 28-01-2015


M’ero abituato nel 1992, durante la lettura del voto effettuata con voce stridula e stentorea dal presidente della Camera Scalfaro, a quel “bianca, bianca” cui immancabilmente seguiva per antonomasia un “Bianco”, allora presidente del gruppo democristiano di Montecitorio. Ma esisteva il proporzionale. Le prime tre votazioni con la maggioranza di due terzi non sono quasi mai state decisive (solo nel 1985 per Cossiga e nel 1999 per Ciampi lo furono). Si trattava di comporre un puzzle molto complicato, visto che la sola maggioranza di governo non raggiungeva quella quota. Oggi, in epoca di maggioritario e poi di premio di maggioranza prima senza tetto e con l’Italicum con un tetto del 40 per cento, le garanzie sancite dalla Costituzione dovrebbero assumere valore solenne. Tanto più che nella riforma costituzionale è previsto un ulteriore aumento della maggioranza qualificata che da tre turni dovrebbe salire a sei. Questo in presenza di un premio al primo partito che superi al primo turno il 40 per cento. Oggi che il premio è attribuito a un partito che ha raggiunto il 25 per cento e che sfiora dunque, anche in presenza di un Senato che ne attenua il carattere maggioritario, la maggioranza assoluta dei grandi elettori, si impartisce l’ordine di votare scheda bianca per passare la nottata delle prime tre votazioni. Meno male che il Pd è diviso. I dissidenti del Pd rappresentano una garanzia democratica, unitamente alla presenza di un Senato eletto diversamente. Altrimenti il Pd, 446 seggi, magari col supporto di qualche indipendente, alla quarta votazione potrebbe eleggere, col 25 per cento, il presidente della Repubblica che crede. Beffe della democrazia.

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Commenti all'articolo
  1. Questa riflessione del Direttore mi dà lo spunto per farne una anche da parte mia, sempre in argomento, ma dai caratteri che mi verrebbe di definire ancora più generali.

    Da un po’ di tempo a questa parte l’elezione del Presidente della Repubblica, che nel frattempo si è fatta ormai imminente, è divenuta uno degli argomenti più “scandagliati” da organi di informazione e analisti politici, con nomi e previsioni in continuo “movimento”.

    L’attenzione che ruota intorno a questa alta figura istituzionale ha certamente ragion d’essere, anche perché rappresenta l’unità nazionale, ma a chi segue le vicende della politica verrebbe da pensare che la carica “preminente” sia quella del Primo Ministro, dal momento che da lui dipendono le scelte che incidono direttamente sulla economia e sulla vita del Paese, e sui rapporti internazionali, specie dopo che da noi ha preso piede un modello tendenzialmente maggioritario, il quale ha reso di riflesso più “forti” le leadership di partito .

    Mi sembrerebbe del resto avvalorare questa tesi il grande interesse suscitato dalle recenti elezioni in terra ellenica, che dovevano appunto individuare quel Capo del Governo – pur col loro sistema che dovrebbe essere rimasto proporzionale, ancorché con soglia di sbarramento – e ora l’attesa pare soprattutto rivolta ai provvedimenti che l’Esecutivo greco si appresta a varare, in campo economico e sociale, piuttosto che alla scelta del loro futuro Capo dello Stato, stando almeno a quanto si legge o ascolta.

    Da noi, una sensazione abbastanza diffusa è oggi quella che, a Costituzione immutata, dall’inquilino del Colle ci si aspetterebbe un ruolo più marcato sul piano politico, oltre ovviamente alle prerogative che gli affida la Costituzione stessa, e se tale impressione fosse confermata si dovrebbe allora mandare avanti l’idea della elezione diretta del Presidente della Repubblica, attraverso una revisione costituzionale che, a questo punto, dovrebbe ridisegnare in qualche misura l’architettura istituzionale più complessiva, e l’equilibrio dei “poteri”.

    Paolo B. 28.01.2015

  2. Una figura con un ruolo più marcato sul piano politico ci fu anche un pò di tempo fa. Non voglio dare giudizi sul suo operato, ma solo ricordare che Cossiga, presidente “picconatore”, fu messo sotto accusa dall’allora PDS di Occhetto (il famoso empeachment). Oggi quelle caratteristiche sono proprio quelle delineate dal “rottamatore” per la figura del prossimo Presidente della Repubblica.
    Come cambiano i tempi..!

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