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Opinioni e commenti
 

Campania. De Luca condannato, caos primarie
Pubblicato il 22-01-2015


De Luca-sindacoVincenzo De Luca, sindaco di Salerno, è stato condannato in primo grado a un anno di reclusione, con sospensione della pena, per abuso di ufficio nel processo sul termovalorizzatore della sua città. La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, che ha riqualificato in abuso di ufficio anche l’accusa di peculato che gli era stata contestata. Per effetto della condanna, De Luca è stato anche interdetto per un anno dai pubblici uffici. Per effetto della legge Severino, De Luca sarà esautorato dalla carica di sindaco. Bisogna vedere ora quali conseguenze politiche avrà la condanna in primo grado sulla ‘carriera’ di De Luca che, divenuto renziano, si è anche candidato alle primarie del Pd per la Regione Campania. Il segretario del partito gli chiederà di ritirarsi? Le primarie del PD in Campania sono perseguitate dalla sfortuna. L’ultima volta si erano trasformate in farsa, lasciando campo aperto all’outsider De Magistris e anche questa volta il caos sembra già annunciato.

Oltre al primo cittadino, il Tribunale ha condannato a un anno di reclusione (pena sospesa) per abuso di ufficio il suo capo staff, Alberto Di Lorenzo, e il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Salerno, Domenico Barletta. Nei riguardi di De Luca e degli altri due imputati, il pm Roberto Penna aveva confermato la richiesta di condanna a tre anni di reclusione.
Il processo riguardava la nomina di Alberto Di Lorenzo che da capo staff del Sindaco era divenuto project manager per il termovalorizzatore da realizzare in località Cupa Siglia. Una ‘promozione’ sospetta perché nel 2008 De Luca era il commissario incaricato dal Governo di vigilare sulla costruzione del termovalorizzatore.
“Ci aspettavamo l’assoluzione, comunque faremo appello” ha dichiarato l’avvocato che lo difende, Paolo Carbone.

Sulla vicenda, e in particolare sugli effetti che la condanna potrebbe avere per la candidatura alle primarie, è intervenuto anche Marco Di Lello, capogruppo del PSI a Montecitorio.
“De Luca condannato. Più di qualcuno contento. Che tristezza – – ha scritto sulla sua pagina di facebook – quando la Politica lascia scegliere la Magistratura. Ora sia la coalizione a decidere. ?#‎garantistisempre?”.

“Ricordo a quanti, oggi, richiamano l’attenzione sull’applicazione della legge Severino, e le sue incongruenze e distorsioni applicative, nei confronti degli amministratori locali in carica, che i socialisti – ha dichiarato il senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione Giustizia – avevano posto il problema sin da subito, alla sua entrata in vigore, senza aspettare che essa incidesse nella propria carne viva, come accaduto per altri . Al fine di approvare una normativa meno frutto di spinte populiste e giustizialiste esiste il disegno di legge S. 1054, presentato dai socialisti in questa legislatura”.

Sindaco di Salerno per due mandati, il 2 maggio 2013 entra a far parte del governo Letta come sottosegretario ai Trasporti. Nel novembre del 2013 l’Antitrust gli intima di scegliere tra le due cariche perché sono incompatibili per legge. Mentre per un caso analogo Nunzia de Girolamo si dimette, De Luca fa resistenza finché nel gennaio dell’anno scorso il Tribunale di Salerno lo dichiara “decaduto” dalla carica di Sindaco per incompatibilità con l’incarico di governo. Ma – come spesso accade in Italia – non è stata ancora scritta la fine perché De Luca ha fatto ricorso in appello contro la sentenza.

Redazione Avanti!

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