lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

JE SUIS CHARLIE
Pubblicato il 07-01-2015


Parigi-Hebdo-strage

La patria dei diritti universali dell’uomo è stata colpita al cuore. Il più grande attentato contro un giornale è avvenuto in Francia, a Parigi.
Questa mattina, verso le undici, tre uomini incappucciati e vestiti di nero, sono penetrati nella sede del giornale satirico e hanno aperto il fuoco con dei kalashnikov contro il personale del settimanale satirico Charlie Hebdo. I morti sono dodici, tra cui il direttore Stephane Charbonnier, che firmava Charb le sue vignette e tre vignettisti Cabu, Tignous e Wolinski. Altre dieci persone sono rimaste ferite gravemente, mentre gli assassini sono scappati all’urlo di “Allah è grande!”.

La notizia ha scosso tutto il mondo, mai il Vecchio Continente aveva visto un’attentato simile anche se non è la prima volta che il settimanale satirico viene preso di mira dai fanatici dell’Islam. Già agli inizi del 2006 era stato oggetto di feroci attacchi da parte della comunità islamica, dopo che aveva ripubblicato le controverse caricature di Maometto. Dopo le polemiche, l’Hebdo rilancia, nel novembre del 2011 un numero speciale, Sharia Hebdo, dove il profeta era rappresentato sulla copertina. Ma questa volta la redazione viene distrutta da un incendio doloso, poco prima dell’uscita del numero sulla Sharia.

“È terrorismo, non c’è dubbio”, ha affermato il Presidente francese, Francois Hollande, esprimendo “cordoglio per le vittime, sia giornalisti che poliziotti” e aggiunto che “diversi attentati sono stati sventati nelle scorse settimane”. Anche la comunità internazionale ha espresso cordoglio per le vittime di un “gesto vile ed esecrabile – ha commentato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – che non colpisce semplicemente un giornale, ma uno dei pilastri sui quali si basa la nostra civiltà, la libertà di stampa”.

Il capo dell’Eliseo ha invitato il Paese a mostrarsi unito: “Dobbiamo reagire con fermezza, ma con uno spirito di unità nazionale. Dobbiamo essere compatti, mostrare che siamo un Paese unito. Siamo in un momento difficile, sapevamo di essere minacciati perché siamo un Paese di libertà”.

Parole di rammarico anche da parte delle comunità islamica: “A nome dei musulmani di Francia, nella loro quasi unanimità, sono qui per condannare l’orrore di questo crimine indicibile”, ha detto il presidente del Consiglio francese per il culto musulmano, Dalil Boubakeur, giungendo davanti alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi.

“Ci inchiniamo davanJe_suis_Charlie_2ti a tutte le vittime di questo dramma orribile”, ha aggiunto. In serata a Parigi e in tutta la Francia, ma anche su tantissimi siti internet come nelle pagine di Twitter e Facebook, è comparsa la scritta che anche noi riportiamo nel titolo: “Je suis Charlie”, un omaggio postumo alle vittime della strage, un messaggio rivolto a tutti i terroristi per dire che la democrazia e la libertà non si

Je_suis_Charliearrendono. Il presidente del Partito del Socialismo Europeo (Pse), Serghei Stanishev, ha dichiarato in queste ore, di fronte alla strage avvenuta nella redazione del Charlie Hebdo a Parigi che “la libertà di stampa e di espressione è un fondamento della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Queste libertà definiscono la nostra società pluralista, una coesistenza pacifica tra comunità dove non c’è spazio per l’estremismo e il fanatismo. Oggi, più che mai, dobbiamo rendere chiaro che non consentiremo che la nostra democrazia subisca il dettato del terrorismo”. “La libertà d’espressione è il caposaldo di qualsiasi paese libero e civile. Attaccando quella si distrugge ogni forma di democrazia e libertà”. Sono le parole del Segretario del Psi, Riccardo Nencini. Quanto accaduto è “terribile e folle. Una pagina triste e buia della storia della Francia e dell’Europa. La Ue ha il dovere di fare fronte comune per respingere ogni forma di violenza e terrorismo – ha aggiunto Nencini – di cui oggi la Francia è stata scenario drammatico”. “I socialisti italiani esprimono cordoglio e vicinanza al popolo francese, ai suoi giornalisti e alle famiglie delle vittime”, ha concluso il segretario socialista.

Luca Cefisi, rappresentante del Psi nella presidenza del partito europeo, aggiunge che “il Charlie Hebdo è una rivista satirica che ama dirsi ‘stupida e cattiva’, ma di fronte alla violenza cieca, vediamo bene dove risiede la vera stupidità e la vera cattiveria, nella violenza ottusa dell’estremismo che deturpa ideali e religioni e disprezza la vita. Oltre alla minaccia alla libertà di tutti, l’attacco sanguinario di Parigi fomenta ulteriormente i razzisti di ogni specie, minacciando un’escalation di violenza e incomprensioni che potrebbe persino distruggere il nostro modello di convivenza e tolleranza. Per difendere libertà e tolleranza religiosi e laici assieme devono impegnarsi con forza e con coraggio”.
Sulla situazione in Francia e l’assalto vergognoso abbiamo chiesto parere a Marc Ozouf, esponente del socialismo francese e, per lungo tempo, anello di collegamento tra i partiti socialisti europei.

Negli ultimi tempi in Francia c’è stato Je_suis_Charlie_1un acceso dibattito sull’Islam, ad esempio sul numero di questa settimana, Charlie Hebdo ha pubblicato un articolo dedicato a ‘Sottomissione’, l’ultimo romanzo dello scrittore francese Michel Houellebecq, che ha fatto molto dicutere per l’ironia con cui vengono affrontati alcuni dettami dell’Islam. Il settimanale può essere considerato il pretesto ideale per colpire chi cerca di ragionare sul tema della penetrazione culturale?
Il tema è molto delicato, la Francia è il Paese europeo con più musulmani ma ci si dimentica che si tratta di religiosi poco praticanti, un po’ come avviene anche per i cattolici. Il clima di angoscia che si respira ha portato non solo a forme di radicalizzazione contro l’Islam, ma anche contro gli ebrei. In Francia c’è una grande Comunità ebraica e purtroppo anche dell’antisemitismo. Il dibattito è vivace, ma da alcuni punti di vista c’è chi fa leva su questi sentimenti razzisti come alcuni scrittori e giornalisti di destra che hanno soffiato sul fuoco, come Eric Zemmour.

Quindi il progetto di integrazione nella Francia multirazziale è fallito? Come procede? È ancora valido?
Io parlerei piuttosto di assimilazione e non di integrazione, che purtroppo fa fatica ad emergere. Ambiguità e un sentimento diffuso di insofferenza sono state ben captate dalla politica dei luoghi comuni di Marine Le Pen.

In questo scenario cosa si prospetta per la Francia?
Lo scenario è abbastanza confuso, abbiamo una destra del Front National che ha assimilato i temi classici della sinistra sull’economia e sulla disoccupazione mentre a sinistra vediamo Hollande che gioca sulle contraddizioni della destra, finendo addirittura per applicare in Medio Oriente la stessa politica del suo precedessore Sarkozy.

Maria Teresa Olivieri

Due  mondi opposti: “Bisognerebbe nazionalizzare la felicità”, scrive nella sua vignetta che accompagna la foto della strage, Georges Wolinski, ucciso nella strage di stamane.

8 gennaio alle ore 18, a Roma, fiaccolata di solidarietà per le vittime dell’attentato terroristico nella redazione di Charlie Hebdo e a difesa della libertà di espressione e di informazione in Francia, in Europa ed ovunque nel mondo.
L’appuntamento è in piazza Farnese, davanti alla sede dell’Ambasciata di Francia.
 

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