sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Terremoto nel PD dopo le dimissioni di Cofferati
Pubblicato il 19-01-2015


Cofferati_SergioL’addio di Cofferati non è rimasto nel perimetro della politica ligure, ma si è allargato immediatamente al PD nazionale e dintorni. Mentre in Liguria poche ore dopo l’addio di Cofferati, il deputato Luca Pastorino e la europarlamentare Renata Briano hanno detto che non voteranno Paita e prepareranno una lista alternativa, Stefano Fassina, esponente di punta dell’opposizione interna al PD, ha avvertito Renzi che ci saranno ripercussioni anche sul voto per le riforme (cioè legge elettorale prima di tutto, ndr) e su quello per il Colle come conseguenza del comportamento tenuto sul caso ligure. Agli oppositori di Renzi ha dato fastidio infatti non solo  il comportamento politico della candidata alla presidenza della Regione, Raffaella Paita che avrebbe stretto un patto col centrodestra, ma anche il giudizio liquidatorio delle dimissioni dello stesso Cofferati, ridotte a ripicca per non aver vinto. Un po’ troppo per un personaggio della statura dell’ex segretario della CGIL, che ora si trova  in pole position per guidare la fronda della sinistra PD, ma fuori e non dentro il partito. Un bel guaio per un Renzi che perde consensi contemporaneamente a destra e a sinistra e che deve affrontare nei prossimi giorni scadenze potenzialmente esiziali per la sua segreteria.

Facciamo un passo indietro. Sabato, dopo rancori e polemiche, Sergio Cofferati ha annunciato l’abbandono del PD: “Per me è un momento molto doloroso, sono tra i 45 fondatori del Partito Democratico e ho creduto molto in questo progetto politico”. E subito è arrivato il commento insultante dal vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani: “Non si può far parte di una comunità politica dicendo: se vinco resto, se perdo me ne vado”
Sempre accusato di essere o troppo “estremista” o troppo “moderato, il “Cinese” Cofferati è sempre stato in mezzo alle tensioni della sinistra italiana, dai tempi del primo scontro con un altro ex del sindacato, Fausto Bertinotti, passando per le critiche sull’amministrazione di Bologna per finire alle polemiche di questi giorni sui brogli alle primarie del centrosinistra in Liguria. Lascio, ha spiegato, per “l’incredibile silenzio” del mio partito dopo la denuncia delle irregolarità.
Sulla vittoria della renziana Paita, Cofferati ha affermato: “Il voto è stato inquinato come ha dimostrato il collegio dei garanti, ma quel che è più grave è che il centrodestra è intervenuto nelle primarie del centrosinistra per proporre un modello politico e il mio partito non è intervenuto per fermare questo”.  “Anzi – ha aggiunto – il partito ha parlato, perché un ministro della Repubblica, Roberta Pinotti, è venuta a Genova a sostenere Paita e a teorizzare l’opportunità di fare nascere qui un governo con il centrodestra. E non è stata smentita. Questo è un grande tema etico che non viene affrontato, anzi il mio segretario ieri ha immediatamente proclamato Paita candidata”, senza neppure attendere che si pronunciasse la Commissione di garanzia.

L’ex segretario della Cgil ha confermato quindi voci e indiscrezioni che si rincorrono dai tempi delle primarie per l’elezione del segretario del Pd, quando molti sostennero che Renzi avesse ricevuto l’appoggio e i voti degli elettori del Centrodestra. Ma Cofferati a supporto della sua tesi sull’inquinamento del voto “da destra” ha citato “Alessio Saso (Ncd) inquisito per voto di scambio che disse farò votare Paita per poi fare accordo politico per le regionali”. E ancora “Eugenio Minasso, fascista non pentito che aveva sostanzialmente detto la stessa cosa” senza dimenticare “l’ex senatore Franco Orsi”
L’europarlamentare aveva poi avvertito: “Il centrodestra si è mobilitato per votare alle primarie del centrosinistra: questo è problema politico e morale”.
Intanto i socialisti di Bologna plaudono all’ex sindaco della città: “La decisione assunta da Cofferati potrà avere ripercussioni importanti nello schieramento politico della sinistra; a tale riguardo la posizione dei socialisti sarà di grande e non marginale attenzione”, assicura Marco Strada, segretario del Psi a Bologna. “La denuncia di irregolarità nel corso delle primarie di Genova e la decisione di Cofferati di lasciare il Pd – aggiunge Strada – colpiscono particolarmente la sensibilità dei bolognesi”. Cofferati, prosegue il numero uno Psi, “è stato sindaco di
Bologna. Fu votato con un’ampia partecipazione di elettori del centrosinistra. Svolse il suo compito deludendo le aspettative dei cittadini, pur dimostrandosi figura di forte connotazione carismatica. La sua motivata decisione di uscire dal Pd – avverte il socialista – conferma il grande disagio di questo partito e allarga lo stato di confusa evoluzione del quadro politico nazionale. Nel contempo obbliga tutti a ripensare completamente il metodo italiano di svolgimento delle elezioni primarie”.

Per molti dopo  l’abbandono del ‘Cinese’, a fregarsi le mani è la sinistra di Vendola che ha già fatto sapere di essere disponibile a sostenerlo in caso decidesse “di rendersi disponibile per una candidatura alla Regione”, secondo quanto ha affermato Nicola Fratoianni.  Altre dichiarazioni sono giunte da diversi esponenti dell’area della sinistra del PD, Pippo Civati in testa, ma già da tempo Sel ed ex rifondaroli si erano detti disponibili verso la figura del tanto discusso “Cinese”, il solo che è riuscito a tenere testa a Berlusconi sull’articolo 18, anche se in veste di sindacalista…

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Attenzione: si può avere o meno simpatia per Cofferati, Una cosa però è certa: le primarie, così come vengono effettuate nel PD si prestano a giochi e giochetti che, quello che accadeva al tempo dei “signori delle tessere” erano bazzecole. Intanto: il fatto che chiunque possa votare, se iscritto nelle liste elettorali, si presta a giochini di trasversalità niente male. Adesioni da persone che votano poi per altri partiti sono possibili (e sono accadute) snaturando il rapporto tra dirigenti ed iscritti. C’è poi il nobile proposito di far votare gli extracomunitari, che si traduce, nella ‘prassi italiana a convogliare ,persone che sono disponibili per via el lavoro, dell’assistenza, ecc. Pratica molto in uso. Si è assistito anche al trasporto di anziani organizzati in associazioni ricreative o assistenziali. Il voto ai sedicenni si presta meno a giochini del genere.
    Ecco: forse Cofferati di questo si è accorto, chela macchina funziona con regole che non assicurano trasparenza, per dirla alla Gorbaciov, e che poi riducono il PD ad un partito che perde il circuito iscritti-dirigenti, i quali, eletti da estranei al corpo politico, si legano al capo, sia egli nazionale o locale, che non risponde a nessuno.
    Ecco, poi uno se ne va…..

  2. Cofferati ha più che ragione, ma le primarie del Pd aperte a tutti non hanno senso, da sempre; perciò bisognava criticarle prima. Le fanno anche per eleggere il segretario (e sbagliano secondo me) e per di più aperte a tutti anche quelle: assurdo. Saluti socialisti!

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