domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Complesso di colpa
Pubblicato il 14-01-2015


Massimo Fini su Il fatto quotidiano, che oggi esce con Charlie Hebdo, ritiene che sia tutta colpa nostra e che abbia ragione Amedy Coulibaly a giustificare il terrorismo come la naturale risposta ai nostri bombardamenti. È una posizione che ho notato esistente anche in altri commentatori e settori politici. Dunque l’Occidente non avrebbe dovuto intervenire in Kuwait dopo l’invasione irachena, sulla base di una decisione assunta dall’Onu, non avrebbe dovuto attaccare i talebani dopo l’11 settembre, nonostante il mandato Onu, non avrebbe dovuto intervenire poi in Iraq, e questo ci può stare, ma neanche a sostegno delle primavere arabe, magari appoggiando i dittatori, e adesso dovrebbe stare ferma e zitta mentre l’Isis massacra yazidi, sciiti e curdi da Mosul a Kobane. Una posizione davvero singolare. Come se queste sette che si nutrono del sangue dei civili, che sparano alla testa dei bambini di famiglia mussulmana a Peshawar, che riempiono di esplosivi tre bambine in Nigeria e che mandano un ragazzino, che sembrava un nostro figlio, con tanto di chioma a caschetto e magari innamorato anche lui di Spider man, a sparare in testa a due prigionieri, altro non fossero che falangi di difesa di un territorio invaso da cupi imperialisti occidentali.

Possiamo anche far finta di non capire o illuderci che basti tirarci fuori da qualsiasi conflitto per vedere estinta questa offensiva di stampo religioso. Possiamo fare come in Algeria e voltarci da un’altra parte lasciando massacrare duecentomila indifesi cittadini in nome di Allah. Possiamo anche lasciare annientare i peshemerga, gli yazidi, gli sciiti iracheni, lasciare che le loro donne vengano prese prigioniere, sfruttate e vendute, che i giornalisti occidentali e i piloti arabi vengano decapitati. Sentendoci magari in pace con la nostra coscienza non interventista. In fondo si tratta pur sempre di rispettare culture e tradizioni diverse, no? Possiamo anche favorire il ritorno dei talebani, resuscitare Saddam e Gheddafi (questo è particolarmente problematico), rimettere al loro posto Ben Ali e Mubarak. E ritirarci a scrutare un avvenire migliore.

Questo non significa che tutto quel che è stato fatto dall’Occidente, quasi sempre in accordo con una parte di paesi arabi, sia stato giusto e opportuno. Non lo è stata la guerra unilaterale all’Iraq sulla base della presenza di inesistenti armi di distruzione di massa, non lo è stata la decisione della Francia di bombardare la Libia, ma forse non lo sono stati neppure i mancati interventi in Siria e prima ancora in Algeria, a sostegno di una popolazione martoriata dal terrorismo islamico e non lo è la nostra indifferenza nei confronti del massacro di Boko Haran in Nigeria. Forse non lo è neppure l’incertezza con la quale stiamo combattendo contro lo stato terroristico dell’Isis. I nostri intellettuali radical chic, se ci rifugiassimo nelle nostre pigre indifferenze, si sentirebbero più in pace con la loro coscienza di occidentali pentiti, incapaci di cogliere che, con tutti i suoi difetti, la nostra civiltà, coi suoi valori di libertà e di laicità non sempre perfetti, è pur sempre migliore non solo del terrorismo islamico, ma anche delle teocrazie e delle dittature. Che questa è una guerra anche di civiltà contro l’inciviltà dell’orrore che ci riporta secoli addietro. Possiamo anche far finta di non capire e di trovare in noi stessi la responsabilità di tanto orrendo crimine che ci sarebbe rispedito a casa con qualche interesse aggiuntivo. E finire davvero per diventare anche noi come qualcuno ci dipinge. Ho ascoltato con viva preoccupazione l’intervista televisiva a qualche mussulmano che usciva da una moschea dì Milano. Uno di questi approvava la strage di Charlie Ebdo, senza mezzi termini. Si doveva rispondere col sangue e la morte a chi aveva offeso il suo profeta. Una donna cercava di correggerlo in arabo quasi per non farsi capire e lui di rimando in italiano: “Taci tu che sei una donna…”. Questo a Milano, in pieno Occidente.

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Commenti all'articolo
  1. Come si fa discutere con chi governa in nome di una costituzione islamica,il cui califfo-dittatore -terrorista governa con i micidiali kalscinikof .l’unica definizione calzante a questi macellai senza scrupolo è quella di assassini.Così come sono assassini sono i mandanti.

  2. Io sono un ex PSI , e sono per una libera Chiesa in un LIBERO STATO . Sono un laico-cattolico e non mi piacciono i populismi e gli integralismi . Gli integralismi sono presenti anche nella nostra societa’ .
    Capisco che la Chiesa Cattolica sia contro l’aborto,non capisco quando la Chiesa Cattolica lo voglia imporre ad altri che non sono cattolici.
    Cosi’ come non e’ giusto che i simboli religiosi devono essere presenti nei luoghi pubblici (STANNO BENE NEI LUOGHI DI CULTO O NELLE CASE PRIVATE , ALTRIMENTI ALIMENTIAMO LA RELIGIONE DI STATO PROPUGNATA DAGLI INTEGRALISTI MUSULMANI. . Apprezzo il Papa quando invita i vertici religiosi musulmani a dissociarsi dalle stragi .
    Capirei anche altri se dicessero che offendere i simboli religiosi ( GESU’ CRISTO ,MAOMETTO ,BUDDA) non e’ opportuno, sempre , comunque e dovunque.Mi meraviglio come un giornale glorioso come l’Avanti cincischi su queste cose che sono volori non negoziabili per i socialisti .

  3. Sono d’accordisimo con Saullo su tutte le giuste considerazioni fatte e, come lui, mi sento un laico-cattolico, che si riconosce nel principio Costituzionale “libera Chiesa, in un libero Stato”, la cui laicità è una condizione sacrosanta.

  4. Da cattolico spesso mi è capitato, su specifici argomenti di non essere d’accordo con il direttore. Ma gli articoli degli ultimi giorni, oltre che largamente condivisibili, sono di una chiarezza lampante. Saluti socialisti!

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