domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

“Il mondo di Braccialetti
Rossi”: il nuovo libro
sulla fiction Rai
Pubblicato il 07-01-2015


Libro Braccialetti Rossi“Braccialetti Rossi” è diventata un’esperienza di vita da vivere a tutto tondo. Anche grazie all’ultimo libro uscito sulla fiction (Salani Editore): “Il mondo di Braccialetti Rossi”. La fiction, co-prodotta da Palomar e Rai Fiction, è ispirata alla storia vera vissuta dallo scrittore, regista e sceneggiatore spagnolo, Albert Espinosa. Quest’ultimo, come noto, ha saputo trarre insegnamento dall’essere stato costretto all’amputazione della gamba all’età di 13 anni per un osteosarcoma e all’asportazione di un polmone, a 16, e di parte del fegato a 18 per le metastasi del tumore. Non si è fatto abbattere, ma da lì è iniziato il suo cammino per ribellarsi alla malattia, riuscendo a vedere la positività anche negli elementi negativi, intesi come portatori di qualcos’altro rispetto a ciò che non si ha più.

L’esperienza dell’ospedale, ad esempio, gli aveva fatto scoprire “il mondo giallo”, ovvero quello degli imprescindibili: quelle persone a cui, per qualche ignota ed inspiegabile ragione, siamo legati in maniera indissolubile; una sorta di anime gemelle predestinate, senza che vi sia necessariamente attrazione fisica o un legame sentimentale alla base del rapporto, ma con cui l’unione è comunque autentica. E dal suo libro omonimo del 2014 è nata la fiction che ha spopolato in Italia e in Spagna. Questo già faceva seguito ad altri suoi libri di successo: “Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te” (TEA, 2010); “Se mi chiami mollo tutto… però chiamami”, “Bussole in cerca di sorrisi perduti” (Salani, 2013). Anche stavolta Espinosa&Co non si sono fermati. Ed è nato, così, il libro “Il mondo di Braccialetti Rossi”: sarà presentato, sabato pomeriggio 17 gennaio, presso lo Spazio Eventi (i posti sono limitati) della libreria Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano. Qui gli attori, Niccolò Agliardi e Giacomo Campiotti incontreranno i fans e firmeranno copie del libro per i primi 120 che si sono assicurati una copia, ottenendo un pass: che la corsa all’autografo abbia inizio.

Libro - Braccialetti RossiSull’onda del motto del precedente testo dell’autore spagnolo, “se credi nei sogni, i sogni si realizzeranno”, quest’ultimo aiuta i fan a rivivere l’esperienza della fiction, ricordandone i più bei momenti, svelando retroscena, rivelando particolari inediti, anche riguardo ai momenti in cui sono state girate le riprese in Puglia a Fasano. Si mette a confronto la serie italiana con quella spagnola, si spiega l’adattamento dell’ospedale (dalla masseria Giardinelli, sede del Ciasu, ad opera di Sabrina Balestra, ndr) affinché fosse più conforme all’idea del progetto. Si precisa il contributo apportato da ciascuno dei singoli ragazzi e i cambiamenti introdotti strada facendo. Infatti molte scene, battute, elementi sono nati in itinere. Ma soprattutto si dà risalto alla sincera e bella amicizia reale sorta sul set tra i sei attori protagonisti. Tutti coloro che hanno fatto parte dello staff e che sono stati coinvolti dal e nel progetto sono presenti.

Nessuno è stato escluso. E ad ognuno è dato il suo spazio con interviste di approfondimento. Tra di esse: ad Albert Espinosa in primis; al produttore Palomar, Carlo degli Espositi e alla direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta; al regista Giacomo Campiotti; ai sei giovani talenti, che hanno parlato anche del rapporto col successo e coi fans, oltre che di se stessi e della loro vita privata, con il loro personaggio e con la Puglia. E tra curiosità, aneddoti e risate, non manca la musica della colonna sonora scritta da Niccolò Agliardi e Stefano Lentini. Circa 133 pagine che si leggono tutte d’un fiato, coloratissime. Con tanto di foto gallery e autografi. Ma c’è lo spazio dedicato anche ai fan che, nella parte finale, si invitano a creare i loro gruppi, per far continuare a vivere l’esperienza di “Braccialetti Rossi”, portandola avanti persino in prima persona. Perché quello che resta della fiction è appunto un’esperienza personale indelebile. Come questi testi.

Barbara Conti 

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