mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Nuove misure contro il terrorismo (e reati d’opinione)
Pubblicato il 14-01-2015


Charlie-Misure-antiterrorismoCresce la paura del terrorismo tanto che in Ue alcuni europarlamentari mettono in discussione il Trattato di Schengen, ma intanto alcuni Stati nazionali, come Francia e Germania, si stanno già “armando” di misure contro nuovi attacchi sovversivi.
In Germania è stata oggi varata una norma che prevede il ritiro dei documenti d’identità fino a tre anni per chi è sospettato di terrorismo e tenti di raggiungere Siria o Iraq. In queste ore, cresce poi la paura per un nuovo Datagate, dopo l’arresto dell’agente Markus R. che l’anno scorso avrebbe venduto alla Cia 208 documenti riservati in cambio di 75mila euro, emerge il timore che avrebbe venduto anche una lista di nomi di agenti della Bnd (l’agenzia di intelligence federale) che lavorano all’estero, in ambasciate e in collaborazione con l’esercito in Paesi come Afghanistan, Mali, Libano e Sudan a un’altra agenzia di intelligence che fa capo a un governo straniero.

In Francia, nonostante l’esaltazione della libertà d’espressione, nel mirino c’è proprio l’opinione avversa. Uno degli ultimi decreti pubblicati dalla Repubblica francese recita: “Decree relating to the protection of internet users from websites inciting or condoning acts of terrorism and websites disseminating pornographic images or representations of minors, issued pursuant to Article 6-1 of amended Law No 2004-575 of 21 June 2004 on confidence in the digital economy”.

Nel mirino è quindi Internet con l’introduzione di norme discriminatorie e repressive in Rete, “sicuramente sulla spinta delle emozioni del momento e diretta a rendere vano l’estremo sacrificio dei cittadini francesi e di altri luogo del mondo, compiuto in nome della libertà di stampa e di espressione”, così come denunciato da Assoprovider.
In Francia intanto si è aperta la caccia alle streghe, sono infatti state aperte già una cinquantina di procedure giudiziarie per apologia di terrorismo. Tra gli arrestati anche il comico Dieudonné per aver scritto domenica sul web il messaggio “Je suis Charlie Coulibaly”. Aldilà della discussione sul cattivo gusto e la presa di posizione “apparentemente” esagerata degli inquirenti francesi, c’è da sottolineare che la sua carriera è stata costruita sull’odio antisemita, Dieudonné è molto noto in Francia per la “quenelle”, una rivisitazione provocatoria del saluto romano e per le sue battute antisemite.

Proprio ieri, il Primo Ministro francese Manuel Valls aveva dichiarato che “il razzismo, l’antisemitismo, il negazionismo e l’apologia di terrorismo non sono opinioni, sono reati”. E Dieudonné non è stato certo pacato nei confronti degli ebrei, tanto che è stato condannato ben otto volte per incitazione all’odio razziale e multato per trentamila euro, mai pagati.

Recentemente Dieudonné è stato denunciato per una frase diretta a un giornalista ebreo di Radio France-International: “Mentre lo ascoltavo parlare, sapete, mi sono detto: certo, le camere a gas, che peccato…”.

Liberato Ricciardi

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