sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

GRAZIE PRESIDENTE
Pubblicato il 14-01-2015


Napolitano_GiorgioQuesta mattina al palazzo del Quirinale è stata ammainata la bandiera del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Dopo quasi nove anni di mandato presidenziale – era stato eletto la prima volta il 10 maggio del 2006 con 543 voti e la seconda nel 2013 con 738 voti –Napolitano ha presentato ufficialmente oggi alle Camere le sue dimissioni da Presidente della Repubblica.

Ampiamente annunciate nei giorni scorsi – attendeva la conclusione ufficiale della presidenza di turno della UE – le dimissioni sono state da lui stesso motivate per l’età avanzata, 89 anni, (è nato il 29 giugno 1925) e per piccoli acciacchi di salute che non gli consentono più di svolgere a pieno il suo incarico fatto di una miriade di impegni in Italia e all’Estero e di tantissime pesanti responsabilità politiche soprattutto nell’Italia di questi ultimi anni.

Alla lettura delle dimissioni in Aula alla Camera dalla presidente Laura Boldrini, è partito un lungo applauso con una standing ovation dai banchi della maggioranza.

In base alla Carta costituzionale le funzioni sono state assunte pro tempore dal presidente del Senato, Piero Grasso che si è spostato da Palazzo Madama a Palazzo Giustiniani, diventa sede della presidenza fin quando non ci sarà un nuovo inquilino al Quirinale.

Contemporaneamente alla notizia ufficiale delle dimissioni, si è aperta la pratica tutta politica oltre che costituzionale, delle elezioni del successore anche se già da settimane si allungava il rosario dei possibili candidati con prese di posizione e dichiarazioni di vari esponenti della vita politica e istituzionale. In questo caso l’ultimo a prendere posizione per negare la sua disponibilità all’incarico, è stato Mario Draghi, presidente della BCE, da più parti indicato come un autorevolissimo possibile candidato. “È un grande onore naturalmente per me – ha detto in una intervista alla Zeit – essere preso in considerazione, ma non è il mio lavoro”.Napolitano PCI

“Un lavoro costante e formidabile”. Ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini. “Indispensabile per l’unità di un’Italia fragile e per la ricostruzione della sua autorevolezza in Europa. Grazie ad un grande Presidente e ad un uomo per il quale ho sempre nutrito profonda stima. Il suo esempio e il suo altissimo senso dello Stato faranno ancora da guida alle Istituzioni di questo Paese”. “Napolitano_CraxiNon era facile – ha detto ancora – nove anni in trincea con l’Italia avvolta da una crisi terribile. Nel 2006, con i parlamentari della Rosa nel Pugno, contribuimmo a candidare Napolitano al Quirinale. All’inizio da soli poi la pattuglia si ingrossò. Due anni fa successe quel che successe. Se abbiamo ripreso un filo di dialogo con le istituzioni europee lo dobbiamo anche a lui. Se le divisioni nazionali non sono diventate fratture profonde lo dobbiamo anche a lui. E’ stato uno dei pilastri di una nazione in difficoltà’. Con Pertini e Ciampi, un padre della patria” – ha concluso Nencini.  Il presidente dei Parlamentari socialisti Marco Di Lello ha scritto su twitter: “Averlo al Quirinale in questi anni ha consentito a tutti noi di avere un solido riferimento. Grazie Presidente”.

Per Bobo Craxi “la presidenza Napolitano ha affrontato, con coraggio ed equilibrio non comune, gli anni più tumultuosi dell’infinita transizione italiana.  Le sue dimissioni, che vanno rispettate – ha continuato l’esponente socialista – aprono una nuova fase politica che, spero, possa essere interpretata nel solco e in continuità con il suo mandato. Egli si e’ distinto per la sua forte impronta nazionale ed europeista, qualità che hanno caratterizzato il suo mandato in un momento difficile per il nostro Paese, mantenendo un saldo aggancio alle prerogative costituzionali, nonché agli obblighi e ai compiti dell’Italia presso le sedi internazionali. Come personalità proveniente da una tradizione chiara della sinistra italiana – ha proseguito Craxi – ha saputo svolgere con equilibrio il rapporto di garanzia per l’insieme delle aree politiche rappresentate nella nazione. Voglio inoltre esprimere sentimenti di gratitudine personale per le parole, impegnative e significative, che ebbe modo di esprimere attraverso un lungo ‘documento/missiva’ in occasione del decimo
anniversario della scomparsa di mio padre, Bettino Craxi, avviando in tal modo una fase assai utile per la riflessione e la riconciliazione nazionale, all’indomani – ha concluso – della
tumultuosa transizione che ha attraversato tutta la seconda Repubblica, sino ai giorni nostri”.

Ora la prima mossa spetta al Partito Democratico, ma per la composizione attuale delle Camere, inevitabilmente la scelta dovrà essere compiuta con il concorso della altre forze politiche e la partita vera si aprirà proprio sulle alleanze possibili e sulla tenuta dei rispettivi schieramenti al momento del voto in Aula che è segreto.

Napolitano-Berlinguer-ElbaIl Pd ha riunito la segreteria e, al termine, la vicesegretaria del partito, Debora Serracchiani, ha fatto sapere che i Democratici faranno incontri con tutte le forze politiche e ha confermato che si punta al quarto scrutinio per la fumata bianca quando la maggioranza sarà di metà più uno dei 1007 ‘grandi elettori’ e non più di due terzi (oltre ai 630 deputati e ai 315 senatori più i 4 a vita, partecipano all’elezione anche 58 rappresentanti delle Regioni ndr).

Intanto dal Movimento 5 Stelle sono arrivate le consuete sciocchezze con la richiesta di rinunciare alla carica di senatore a vita che spetta agli ex presidenti. La richiesta è stata avanzata dai capigruppo di Camera e Senato, Andrea Cecconi e Alberto Aiola, che hanno definito Napolitano, “uno dei peggiori presidenti della Repubblica”.

Dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi è invece partito un tweet #GraziePresidente che sicuramente interpreta i sentimenti della stragrande parte della popolazione italiana.

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Commenti all'articolo
  1. Mi associo al ringraziamento a Napolitano. Lo ringrazio, però, per essersi finalmente dimesso. Magari lo avesse fatto prima! Da Presidente della Camera non difese il Parlamento dagli attacchi della magistratura, spianando la strada ad un vero e proprio golpe bianco che, oltre a tutto il resto, decretò anche la morte del PSI. Da Presidente della Repubblica ha spianato la strada a Monti e poi a Renzi, due Presidenti del Consiglio del tutto privi dell’investitura delle urne. Tra Porcellum, Napolitano, duopolio dell’informazione televisiva ed oligopolio di quella della carta stampata, la sovranità popolare è diventata un miraggio. Dal 2006 in Parlamento siedono quasi 1000 parlamentari eletti con una legge elettorale di cui è stata sancita l’incostituzionalità. Questi stessi Parlamenti hanno eletto Napolitano e, paradosso dei paradossi, anche diversi membri della Consulta (organo che dovrebbe vigilare sulla Costituzione!!!).
    Il declino del nostro Paese passa anche, e forse soprattutto, attraverso la lenta eutanasia della partecipazione democratica ed un attacco continuo ed impietoso alla Costituzione. Napolitano si goda la pensione, proprio quello che molti italiani non potranno fare… anche grazie a lui.

  2. Quel che mi è piaciuto di Napolitano è che è stato un politico a tutto tondo. Poi nel merito di tante scelte si può discutere. Ma un vero politico è quello che serve e non qualcos’altro, come vorrebbero molti, per poi manovrarlo a piacimento. Ha ragione il direttore: basta nuovismo, dilettanti allo sbaraglio, solo bella presenza. Torni l’alta politica, non solo alla presidenza della repubblica. In Italia poi si elegge, fino a che non cambierà la costituzione, il parlamento (e dal porcellum in poi neanche quello, quindi poca differenza dai “governi Napolitano” a quelli precedenti) e in parlamento nascono i governi. Nonostante i nomi sui simboli per una sorta di indicazione, non è prevista in Italia a tutt’oggi un’elezione diretta di governo. Saluti socialisti!

  3. L’impegno di Giorgio Napolitano per la difesa della salute e della sicurezza dei lavoratori
    AiFOS saluta e ringrazia Giorgio Napolitano
    Un Presidente della Repubblica sempre attento al tema di salute e sicurezza sul lavoro
    Ha abbandonato ieri il Palazzo del Quirinale Giorgio Napolitano. L’ormai ex Presidente della Repubblica si era mostrato in più occasioni vicino e sensibile alle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro, degli infortuni e della prevenzione.
    Napolitano, nei suoi discorsi pubblici, aveva sovente sottolineato che gli infortuni sul lavoro e le “morti bianche” rappresentano una piaga sociale che offende l’intera società civile. Aveva altresì richiamato le Istituzioni al proprio dovere, vale a dire quello di coordinarsi e collaborare con il mondo del lavoro e con le parti sociali al fine di assumere «tutte le misure necessarie per assicurare il rispetto delle norme poste a garanzia della vita e della integrità fisica dei lavoratori».
    Il Presidente dell’AiFOS, Rocco Vitale, ricorda con orgoglio e riconoscenza le parole con cui Napolitano definì il Rapporto AiFOS 2012: «un importante contributo a favore di un’efficace diffusione tra gli operatori del settore della consapevolezza che solo favorendo la conoscenza di strumenti sempre più idonei e qualificati potrà essere contrastato un fenomeno drammatico che continua a segnare tragicamente la vita di molti lavoratori e delle loro famiglie del nostro Paese”.
    Secondo il Segretario Generale Francesco Naviglio, invece «sotto la presidenza di Napolitano si è vista, grazie alla sua sensibilità, un’accelerazione della legislazione in tema di sicurezza sul lavoro. Lui in prima persona non ha mai mancato di sottolineare l’importanza strategica del fare sicurezza nei confronti dei lavoratori».
    L’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul lavoro, riconoscente al Presidente uscente, auspica che il prossimo inquilino del Quirinale – da qualunque parte politica provenga – tenga alta l’attenzione su queste tematiche.

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