martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Donetsk. Accordo Kiev-Mosca, ma è strage continua
Pubblicato il 22-01-2015


Donetsk
Donetsk si è svegliata ancora sotto le bombe, ad essere attaccata, dopo una settimana di violenze, la fermata di un tram a colpi di artiglierie che ha portato alla morte di tredici civili. Secondo testimoni oculari i colpi sono arrivati mentre stavano passando un tram e un filobus, che ha preso fuoco, insieme ad un’auto di passaggio. Lo scorso 14 gennaio un bombardamento analogo fece strage di un bus fermo a un check point dell’esercito.
Sull’episodio il solito scambio di accuse tra l’Ucraina e la Federazione Russa sulle responsabilità della strage. Eppure ieri era arrivata la notizia dell’accordo Mosca-Kiev per il ritiro degli armamenti pesanti dalle aree del conflitto, durante un vertice a Berlino, in cui si sono incontrati i ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Francia e Germania. Secondo l’accordo l’artiglieria pesante sarà allontanata di almeno 9 miglia dalla linea pattuita durante l’incontro del 5 settembre a Minsk, anche se entrambi i fronti hanno violato i termini della tregua di Minsk.
Già ieri mattina il ministro degli Esteri Lavrov, parlando a nome delle Repubbliche del Donbass, aveva dichiarato la propria disponibilità ad accordarsi sul ritiro degli armamenti pesanti. L’accordo sembra un buon inizio per un “cessate il fuoco”, ma in sostanza non è un vero “passo avanti”, come sottolineato anche dal ministro degli esteri tedesco Steinmaier. In effetti le ostilità non sono cessate nemmeno sulla notizia del ritiro dall’aeroporto da parte dell’esercito ucraino. Se da parte Ucraina si minimizza sull’episodio definendolo semplicemente una “scelta tattica”, Sergei Lavrov, sostiene che “secondo gli accordi di Minsk, l’aeroporto dovrebbe essere consegnato ai separatisti”, ma Serhiy Halushko, Ministero della Difesa di Kiev, ha risposto che “non è Sergei Lavrov a decidere quali parti del territorio dell’Ucraina debbano essere sotto il controllo di chi”.
Intanto l’aeroporto è tornato nelle mani delle milizie delle Repubbliche separatiste dopo quasi un anno di strenua difesa. I ribelli filorussi dell’est Ucraina hanno accusato Kiev del bombardamento alla fermata del tram a Donetsk e hanno negato, alcuni hanno ammesso di aver ricevuto aiuto da Mosca, ma negano la presenza di numerosi soldati russi sul territorio. Proprio la notizia di truppe regolari russe a Lugansk, segnalate dal Consiglio di Sicurezza Nazionale e di Difesa dell’Ucraina, ha costretto il Presidente Poroshenko ieri ad accorciare la sua permanenza al World Economic Forum di Davos.
Oggi in un comunicato ufficiale la missione speciale di monitoraggio dell’OSCE in Ucraina non ha registrato alcun movimento di carri armati e mezzi militari attraverso i valichi di frontiera “Gukovo” e “Donetsk”.

Maria Teresa Olivieri

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