lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Donetsk. Inizia per Kiev la Leva obbligatoria
Pubblicato il 20-01-2015


Donetsk-Kiev-Leva obbligatoriaMentre nell’Europa occidentale la guerra civile ucraina passa in secondo piano, Kiev attacca in primo piano una delle repubbliche del Donbass, bombardando l’aeroporto di Donetsk. La risposta dei separatisti e da lì un’escalation di colpi che hanno fatto riesplodere la guerra. Di importanza strategica resta l’aeroporto di Donetsk, cruciale per le due parti in causa perché rafforza le rispettive posizioni nella composizione futura del conflitto. Da entrambe le parti infatti si sostiene di aver il controllo dell’aeroporto ma si sa che “quando viene dichiarata una guerra, la prima vittima è la Verità”, senza dimenticare che ognuno degli schieramenti accusa l’altro di aver aperto il fuoco. Trentacinque attacchi nella notte contro le posizioni ucraine, denuncia Leonid Matjukin, portavoce dell’esercito ucraino, in questa operazione “di pulizia”, come la definisce, che secondo Kiev non viola gli accordi di Minsk perché si svolge all’interno della zona attribuita ai governativi. In realtà, già nei giorni scorsi il presidente Petro Poroshenko aveva annunciato la mobilitazione dell’esercito dei riservisti ucraini, oggi inizia la quarta mobilitazione che riguarda i maschi di varie professioni all’età compresa tra i 25 e i 50 anni, e alcune donne. L’evasione del servizio militare sarà punità con pene fino a 5 anni di carcere, inoltre il provvedimento di Poroshenko è in contrasto con il trattato di Minsk.

Andriy Lysenko, portavoce militare ucraino ha affermato che “i russi hanno tolto la loro firma dal documento che contiene i dettagli del programma di cessate il fuoco. L’Ucraina chiede alla Russia di firmarlo di nuovo e assicurare il cessate il fuoco a partire dal 19 gennaio”. Mentre dalla Russia fanno sapere che Vladimir Putin lo scorso giovedì ha inviato un messaggio scritto al presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko con un piano-proposta per la rimozione dell’artiglieria pesante nel Donbass da parte di entrambi gli eserciti, senza però ricevere alcuna risposta.
“Negli ultimi giorni la Russia ha messo in campo i propri sforzi in qualità di intermediario per la regolazione del conflitto”, ha precisato segretario del Presidente russo Dmitriy Peskov.

Intanto l’autoproclamata Repubblica di Donetsk resta sotto il tiro di continui combattimenti con la popolazione in fuga e il bombardamento che ha colpito l’Università e l’Ospedale. I bombardamenti avrebbero colpito anche le città di Makeevka e Gorlovka. Il portavoce dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), Michael Bociurkiw, ha affermato che sono stati violati più volte i limiti posti dal cessate il fuoco concordato a Minsk lo scorso settembre. L’OSCE ha annunciato che convocherà una riunione straordinaria per discutere la situazione nell’Est dell’Ucraina, la riunione è in programma già questa sera. Già in precedenza il presidente dell’OSCE, ministro degli Esteri della Serbia, Ivica Dačić, aveva dichiarato che la scalata delle violenze nell’Est dell’Ucraina non era più tollerabile.

Intanto i timori crescono anche oltreoceano dopo l’ultima decisione presa dalla Federazione russa in materia di armi nucleari. Si apprende solo ora ma Mosca ha chiuso la cooperazione con Washington sulla sicurezza degli impianti nucleari in territorio russo, 16 dicembre scorso, dichiarando inoltre che non parteciperà al vertice internazionale sul problema della sicurezza nucleare previsto per il 2016.

Maria Teresa Olivieri

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