martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Draghi, noi e le banche
Pubblicato il 23-01-2015


Riprendiamo a scrivere. Lungi da me l’idea di recare qualche danno alla nostra comunità e alla nostra gloriosa testata. Di più. Sono state tante le manifestazioni di stima e di affetto nei miei confronti che non so reagire in altro modo che riprendendo in mano il mio tablet. Nessun caso di censura, nessun problema con la segreteria. Anche se la mia opinione sulla legge elettorale era meno favorevole di quella manifestata dai nostri parlamentari. Erano inconvenienti nati all’interno della conduzione del giornale che mi auguro siano in via di soluzione. Chiuso, spero. La notizia del giorno riguarda dunque la Bce. Mario Draghi, dopo un braccio di ferro con la Germania della signora Merkel, ha deciso di pompare moneta fresca, sulla scorta di quanto è avvenuto negli Usa con la Federal Reserve e che è alla base della ripresa americana e di un Pil che si aggira sul 5 per cento annuo.

Sono tanti soldi. Ben 1100 miliardi dal marzo di quest’anno al settembre del 2016. Con pompate bazooka di 60 miliardi al mese. Sono risorse destinate all’acquisto di titoli di stato, che devono però essere garantiti all’80 per cento dalle banche nazionali e al 20 per cento dalla Bce. Quest’ultimo è stato un compromesso raggiunto con i seguaci della signora Merkel, contrari per principio a un’operazione del genere. Gli obiettivi sono quelli di combattere la deflazione e portare a un’inflazione appena sotto il due per cento, di fare ripartire dunque i consumi e con questi lo sviluppo. E di allineare, come sta avvenendo, sempre di più il valore dell’euro a quello del dollaro. Favorendo così le esportazioni. Secondo le stime italiane il nostro Paese dovrebbe registrare un acquisto di bond tra i 120 e i 190 miliardi e risparmiare fino a 15 miliardi l’anno, da utilizzare per incentivare lo sviluppo e abbassare dunque il debito. Non siamo in condizione di affermare con certezza che questa operazione riuscirà. Un economista francese di grande valore quale Thomas Piketty propone dubbi e riserve che mantiene fino a quando l’Europa non si farà politica.

Ma proprio questa è la grande novità. In un’Europa monetaria questa nuova scelta politica è stata compiuta dalla Bce di Mario Draghi. È dunque dentro la Bce e non nel Parlamento europeo, eletto direttamente dal popolo, ma neanche nella Commissione o nel Consiglio d’Europa, che si assumono le decisioni fondamentali per il nostro futuro. Meno male che Draghi c’è, verrebbe voglia di parafrasare. E che la sua non è una politica rigorista, anche se il coinvolgimento delle banche nazionali in modo così pesante sulla condivisione dei rischi rimanda inevitabilmente a comportamenti virtuosi. Resta dunque fondamentale il ruolo del sistema creditizio. Non è trascorso molto tempo da quando una pioggia di soldoni sono arrivati alle banche italiane le quali si sono ben guardate dal finanziare le imprese, mentre sempre più opinabili sono comportamenti ottusi nei confronti del sistema di quelle più piccole.

Il sistema creditizio italiano ha compiuto anzi spesso scelte contrarie agli interessi nazionali. I socialisti, che hanno affondato la loro radice in un’idea di giustizia sociale a favore dei meno garantiti, oggi possono manifestare tale istanza anche e soprattutto nel rapporto tra banche e cittadini. Viviamo infatti in una situazione in cui tale rapporto si è completamente spersonalizzato. Le banche, che avevano radici territoriali, sono praticamente scomparse per far posto, come forse era inevitabile, a grandi complessi nazionali ed europei non sempre amministrati nel modo più consono. In questi anni abbiamo assistito a una serie di scandali dei quali quello del Monte del Paschi è certo il più deflagrante. Non solo i risparmiatori, ma anche gli imprenditori, hanno pagato un prezzo altissimo. E che dire dei giovani, della loro creatività che avrebbe bisogno di adeguato sopporto quasi sempre negato. È qui che si innesta una nuova grande battaglia di equità che i socialisti non possono evitare di combattere. Ci stiamo attrezzando con una nuova associazione che di questo si occuperà. Lo faremo con assoluto spirito di servizio e con grande passione. Senza accettare timidezze e condizionamenti.

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Commenti all'articolo
  1. Non essendo un esperto in materia economica, non sono ovviamente in grado di fare assimilazioni, o comparazioni, tra le due formule, ma mi chiedo se non avesse visto giusto quel nostro Ministro del Tesoro (o dell’Economia e delle Finanze) che qualche anno fa aveva proposto gli euro-bond, ossia uno strumento finanziario comune ai Paesi dell’Eurozona.

    Mi fa piacere che il Direttore abbia ripreso a “fornirci” le sue opinioni, che, condivisibili o meno, non sono mai “banali”, nel senso che offrono sempre spunti di riflessione, come è nello spirito, e nella logica, della POLITICA autentica.

    Paolo B. 23.01.2015

  2. Direttore sono contento del suo ripensamento, non perché condivido sempre quello che scrive, ma sono uno che ritiene la coerenza un pilastro per fare politica e tu ce l’hai. Adesso le mie critiche si rivolgeranno direttamente a chi farà gli editoriali e se sarà Nencini farò direttamente a lui le critiche così potrò affermare “de visu” che il jobs act, l’italicum o porcellum n.2 e lo schifo di riforma del Senato non andavano votati. Certamente la segreteria si farà inserire capolista a quel punto cercherò di raccogliere le firme per togliere il partito da mani inique.

  3. Mauro ,secondo quanto mi dicono i miei cugini ,che non cittadini americani dal 1956 ,e colà vivono,la politica monetaria USA tramite la Federal Reserve ha iniettato aiuti monetari dall’inizio della crisi una cifra di circa 15 miliardi di dollari con garanzie molto meno impegnative verso le banche.Intanto si tratta di una cifra a sostegno della ripresa per quantità e tempistica palesemente differente,Per conseguenza le differenza delle due economie di mercato fra USA ed EU si commentano da sole in termini di ripresa economica: + 5% x il 2014 in USA ,+ o – 0,5 %x il 2014 in EU.Perché tutto questo ? Perché i trattati sottoscritti sono privi di una politica unitaria.Perché ogni uno a casa propria cura i propri interesse ,come fa la Germania che continua a rifiutare di far funzionare la BCE verosimilmente come la Federal Reserve.Quindi ,ritardi assurdi,mentre nel frattempo la crisi economica la fa da padrone .Non c’è verso così com’è impostata questa UE ,serve solo a rappresentare la passerella di burocrati parlamentari in eterno litigio fra loro ,il cui costo gigantesco risulta essere inutile al scopo.Poi riferendomi alla erogazione scaglionata dei 1100 miliardi meglio pochi che niente e notevolmente in ritardo , in quanto se la tale cifra la a quella della Federal Reserve USA appare una bazzeccala. Draghi ancora una volta ha agita col braccio corto su volere della Bundesbank.Evviva la Signara M….

  4. Carissimo Mauro
    Non ti do né il bentornato né il benvenuto, perché con noi eri e con noi sei rimasto sempre.
    Svolgere le funzioni di direzione di un giornale è un compito difficile e se riguarda un giornale politico diventa anche più impegnativo e delicato in quanto le opinioni si devono confrontare con sentimenti ideali, passioni politiche, fazioni, umori e malumori e con una molteplicità di interessi.
    E’ importante che la motivazione della sosta non sia stata motivata da censure o da fattori provenienti da organismi politici tesi a limitare la tua libertà editoriale. Ti chiediamo di continuare ad esprimerti con il tuo spirito libero. Ci penseremo noi tuoi lettori e non altri a farti il pelo e il contropelo. Non useremo creme ammorbidenti e può darsi che qualche volta ti procureremo qualche irritazione.
    Apprezzo molto i servizi dei compagni della Redazione che sono molto articolati per contenuti e settori di conoscenza. Ricordo che un maestro del giornalismo diceva che in un giornale ci sono gli opinionisti e i cronisti e che il compito primario di un cronista è quello di registrare la pura realtà dei fatti su cui poi sarà il lettore a costruirsi un’opinione.
    Stabiliti i compiti e le responsabilità all’interno di una Redazione, il lavoro tra i giornalisti deve essere guidato e sorretto da uno spirito di Gruppo e da sentimenti di lealtà reciproca. Vi auguro che queste componenti essenziali non vengano mai meno e se qualche infortunio può avere procurato qualche ferita si possa al più presto rimarginare. Scusatemi se posso essere apparso indiscreto o cattedratico, ma in una Famiglia difficile come quella socialista ogni tanto non bisogna rinunciare a fare i pompieri o i pontieri.
    In questo momento mi interessava parlare più ai sentimenti per potere superare i risentimenti.
    Sulle banche mi esprimerò in un’altra occasione.
    Fraternamente da Nicola Olanda

  5. Ottimo l’intervento della BCE- Non dimentichiamoci che esso si inquadra nei compiti della BCE. drcghi infatti ha potuto predisporre il “Quantitative easing” inserendolo dentro la politica monetaria della quale la BCE è responsabile. Avendo come compito quello di non far crescere l’ingflazione, ma anche queo di non farla scendere troppo – coe invece sta accadendo – ha così potuto stabilire di intervenire immettendo liquidità. L’ha potuto fare esclusivamente con gli strumento che ha a disposizione. Niente stmpa di denaro, ma creazione “ex nihil” di credito, agli stati ed alle banche.
    Per noi significa avere minori pressioni sul costo del debito e maggiore facilità di collocamento – senza rischiare tensioni di tesoreria – e, se le banche ricominciano a fare il loro mestiere di intermediazione del credito, anche maggiori disponibilità per investimenti e liquidità delle aziende.

  6. Non è che mi ha sostituito Nencini. Nel qual caso ovviamente avrei tratto le conseguenze del caso. Nencini scrive di quando in quando editoriali come editore del giornale e io i fondi come direttore. Niente di strano.

  7. Caro Direttore ti leggo scrivere
    “Riprendiamo a scrivere,…..Anche se la mia opinione sulla legge elettorale era meno favorevole di quella manifestata dai nostri parlamentari.”
    Bene anzi Benissimo, buon proseguimento e buon lavoro.

  8. Bentornato Direttore ,leggo con vivo piacere le sue parole in merito al sistema creditizio,a chi ne ha fatto le spese e continua a pagare ed alla grande battaglia socialista sull’equità della quale non riusciamo nemmeno ad immaginarci la fisionomia.Sarà una battaglia molto dura ,ma come avrà capito benissimo non è solo e non lo sarà mai.
    Le sue parole hanno aperto un barlume di speranza la quale negli ultimi anni si era purtroppo assopita.
    Il suo giornale ci offre una stampella sulla quale appoggiarci per continuare questo cammino sempre in Avanti.
    Cordialmente Oscar.

  9. Caro Direttore, penso che sul contrasto tra le posizioni del Gruppo parlamentare e moltissimi tuoi lettori, sulla legge elettorale, sei stato con una numerosa compagnia.Poi bisogna rispondere politicamente alle situazioni che maturano nel corso degli eventi e una comunità deve proporsi all’attenzione dei cittadini-elettori con responsabilità rispondente al bene comune. Nel PSI la democrazia interna e la dialettica sono il dna di un sano corpo politico e pertanto la ripresa dei tuoi editoriali riportano equilibrio e utilità all’azione politica nelle Istituzioni e nei Territori. Sulle considerazioni delle scelte di Draghi e le conseguenze nella nostra economia , il nostro PSI deve articolare la sua azione nel Governo e nel Paese a sostegno dei punti di crisi che possano aprire spazi di speranza per i più deboli della nostra società.

  10. La proposta-decisione di Draghi è nella direzione giusta per tentare di rilanciare un economia europea tanta asfitica da cominciare a fermare anche la locomotiva tedesca.
    La domanda che è necessario farsi è perchè gli USA pompano per anni 80 miliardi di dollari al mese ed invitano l’europa attraverso Obama a fare altrettanto e noi arriviamo quanto gli USA sono quasi fuori dalla crisi e con una decisione buona ma ancora timida. Speriamo….

  11. Bello rileggerla caro Direttore!
    Interessante l’iniziativa della nuova associazione. Anche i radicali da tempo sostengono la campagna Sbanchiamoli, fuori i partiti dalle banche e credito a chi merita.

    Luca Dal Pubel

  12. E’ con immenso piacere che ho letto le sue ultime righe di questo articolo. Sono compiaciuto che anche una persona di grande spessore culturale e politico come lei abbia deciso che qualcosa vada fatto per riequilibrare i rapporti tra i cittadini ed il sistema bancario e finanziario. Grazie.

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