martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Germania, entra in vigore
il salario minimo
Pubblicato il 07-01-2015


Salario minimo GermaniaÈ una delle riforme più dibattute negli anni passati e passerà alla storia come uno dei grandi testi della legislazione attuale. A partire dall’1º gennaio 2015 la Germania dispone di un salario minimo. Esso è fissato a 8,50 euro l’ora per tutti i lavoratori, a parte delle eccezioni come ad esempio nel caso dei contratti di stage e apprendistato.

La Germania ha esitato per molto tempo ma alla fine la riforma è stata votata e approvata dal Bundestag a larga maggioranza, e alcuni sondaggi attestano questa riforma come voluta dal 90% della popolazione. Che tipo di Germania sarà quella col salario minimo? Esperti ed economisti sono d’accordo nel dire che dovrà essere modificato profondamente il mercato del lavoro. Per prima cosa perché la tariffa definita dovrà essere applicata sia a Est sia a Ovest del Paese. Venticinque anni dopo la caduta del Muro, la frontiera dovrà essere finalmente unita. Questo è quello che spera il Partito socialdemocratico tedesco (SPD), ideatore della riforma. I tedeschi residenti a Est dovranno essere i primi beneficiari del salario minimo: uno su quattro guadagna attualmente meno di 8,50 euro l’ora.

Il salario minimo dovrà trasformare il settore dei bassi salari, che rappresentano oggi un lavoratore su quattro in Germania. Secondo uno studio dell’Istituto di ricerca sul lavoro e l’impiego IAB, pubblicato nel 2013, la Germania è uno dei paesi d’Europa con i più bassi salari. I fautori della riforma sostengono che si avranno ripercussioni positive su ben 4 milioni di lavoratori. In particolare le categorie lavorative beneficiarie saranno gli impiegati non qualificati e le donne. Tuttavia è ancora oscura la questione sugli effetti del salario minimo sul lavoro a fronte di un tasso di disoccupazione del 4,9%.

Il presidente della Banca Centrale tedesca (Deutsche Bundesbank), Jens Weidmann, sostiene che ci saranno difficoltà da parte degli imprenditori e delle imprese nell’assumere nuovo personale, specialmente quello poco qualificato. Inoltre l’Istituto di ricerca economica IFO stima che 900mila posti di lavoro potrebbero sparire, di cui 340mila a tempo pieno. Le conseguenze sul lavoro nell’Est fanno tremare gli economisti. Tuttavia gli effetti reali di tale riforma si vedranno tra qualche anno. Il salario minimo attenua di fatto le disuguaglianze divenute intollerabili.

Karl Brenke, economista all’istituto di Berlino DIW, insiste sul fatto che “la riforma non potrà essere uno strumento efficace per lottare contro la povertà e le ineguaglianze salariali”. Continua Brenke “il salario minimo si ripercuoterà sui prezzi al consumo e influirà sul potere d’acquisto”. Un altro effetto sarà l’impennata del costo dei servizi. Il salario minimo garantito rimane comunque una grande vittoria del Partito Socialdemocratico tedesco.

Manuele Franzoso

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